GUIDA ALL’EFFICIENZA ENERGETICA NEI CONDOMINI

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RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEI CONDOMINI

Introduzione

Negli ultimi decenni le esigenze abitative delle persone sono cambiate e rispetto al passato viene data molta più attenzione al comfort domestico, oltre che al risparmio in bolletta. Nel frattempo, sono arrivate Direttive europee e Leggi nazionali che hanno stabilito parametri di consumo energetico sempre più stringenti per l’edilizia, con l’obiettivo di abbassare le emissioni di gas a effetto serra del settore. L’emergenza clima, infatti, oggi è diventata una vera e propria priorità. Ma se i nuovi edifici, rispettosi delle attuali normative, sono estremamente virtuosi in fatto di efficienza, resta da portare avanti un immane lavoro di riqualificazione del patrimonio esistente.

Il parco edilizio italiano, infatti, è vecchio ed energivoro. L’Enea stima che circa il 60% degli edifici nazionali appartengano alle due classi energetiche peggiori (G ed F) e l’impatto dei condomini sulle emissioni è certamente enorme, dato che se ne contano a livello nazionale circa 2 milioni. Tuttavia, vi sono criticità che ostacolano la diffusione della riqualificazione energetica dei condomini, riconducibili prevalentemente ai costi in gioco e alle complessità tecniche e organizzative per la realizzazione degli interventi: per abbattere tutte queste barriere, l’opera di sensibilizzazione dell’amministratore di condominio e dei tecnici nei confronti nelle famiglie è fondamentale.

Il Superbonus 110% è sicuramente un’opportunità unica e irrinunciabile per porre mano alla riqualificazione energetica dei condomini: anche se le complessità “burocratiche” non mancano, questa agevolazione eccezionale permette di abbattere completamente la barriera dei costi a carico delle famiglie.

In questa guida vi spieghiamo quali sono i vantaggi di un condominio efficiente e quali sono le tecnologie e gli interventi che consentono di riqualificarlo, anche per poter sfruttare l’agevolazione fiscale del 110% che, ricordiamo, sarà disponibile fino al 30 giugno 2022 (31 dicembre 2022 a determinate condizioni). Sembrano tempi lunghi, ma in realtà non è così, considerati tutti i passi necessari dalle prime valutazioni all’ultimazione dei lavori. E se non si coglie questa occasione, non è detto che non si sia costretti a riqualificare il condominio tra qualche anno, non potendo più sfruttare condizioni così convenienti. Quindi, buona lettura e… non perdete tempo!

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Gli obiettivi per il clima

Per comprendere quale sforzo dovremo compiere in tema di edilizia efficiente dobbiamo guardare a cosa dice il PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) pubblicato in versione definitiva nel gennaio del 2020, che contiene le azioni che l’Italia dovrà mettere in campo per raggiungere precisi obiettivi entro il 2030, in sintonia con il Green New Deal europeo che punta raggiungere a un’economia a impatto zero nel 2050.

Ad oggi, il PNIEC prevede per il 2030:

  • una riduzione dei consumi di energia primaria del 43% rispetto allo scenario PRIMES 2007;
  • una quota di fonti rinnovabili del 30% nei consumi finali lordi di energia (55% per la sola elettricità).
L’obiettivo del Piano è promuovere l’efficienza energetica in tutti i settori, come strumento per la tutela dell’ambiente, il miglioramento della sicurezza energetica e la riduzione della spesa per famiglie e imprese. Molti strumenti per concretizzare il PNIEC sono già disponibili (ad esempio tutti gli incentivi per l’efficienza), ma saranno prevedibilmente potenziati per centrare gli obiettivi più stringenti che verranno via via stabiliti. Il settore dell’edilizia vanta un grande potenziale di efficientamento che potrà essere raggiunto con misure che sostengano la riqualificazione energetica e la ristrutturazione edilizia e sismica degli edifici. Si pensi che ai soli strumenti dell’Ecobonus e delle detrazioni per ristrutturazioni (Bonus Casa), il PNIEC attribuisce per il 2030 circa un terzo di tutti i risparmi sui consumi finali di energia che dovranno essere conseguiti. Il Superbonus 110% è stato introdotto per contrastare la crisi economica, ma potrà dare una mano importante nel raggiungere gli obbiettivi di efficientamento di qui a nove anni.
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RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEI CONDOMINI

I vantaggi di un condominio efficiente

Chi vive in appartamento conosce bene i problemi legati a condomini inefficienti e vecchi impianti di riscaldamento centralizzati: il livello di comfort è spesso scarso, con differenze significative nelle varie unità abitative, e non c’è autonomia della gestione oraria della temperatura desiderata; inoltre, ma non meno importante, ci sono ingenti sprechi di energia che si riflettono sull’ambiente e sulla bolletta.
Questi difetti “strutturali” che caratterizzano i condomini di vecchia generazione sono dovuti da un lato alle scarse prestazioni dell’involucro edilizio che causano dispersioni termiche, dall’altro alla presenza di centrali termiche obsolete e inefficienti e terminali che funzionano ad alta temperatura.
E il Superbonbus, come spieghiamo meglio nel capitolo seguente, pone l’attenzione proprio su questi due aspetti individuando le tipologie di interventi trainanti.

Riqualificando energeticamente il proprio condominio si ottengono i seguenti benefici:

  • aumento del livello di comfort e salubrità nelle unità abitative;
  • possibilità di eliminare le restrizioni negli orari di funzionamento, in caso di riscaldamento centralizzato, modificando le condizioni climatiche dell’appartamento nella giornata in funzione delle proprie esigenze;
  • netta diminuzione dei consumi termici e delle bollette (con abbattimento delle spese condominiali se il riscaldamento è centralizzato);
  • diminuzione dell’impatto ambientale dell’immobile e delle emissioni nocive locali inquinanti (ossidi di zolfo e azoto, polveri sottili, sostanze organiche volatili);
  • miglioramento del livello di sicurezza generale del condominio e dei singoli condòmini (si pensi alla sostituzione degli infissi o alla diminuzione dei rischi di malfunzionamento e incidenti sostituendo la vecchia caldaia);
  • guadagno in termini di valore di mercato dell’immobile.

 

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Il Superbonus 110% per i condomìni

Il Superbonus 110%, insieme al Super Sismabonus, è una misura straordinaria introdotta con il Decreto Rilancio del 19 maggio 2020 (convertito nella Legge n.77 del 17 luglio 2020); prevede un maxi-rimborso fiscale del 110% in cinque anni per le spese sostenute per la riqualificazione energetica e antisismica degli edifici (convertibile in cessione del credito o in sconto in fattura per gli utenti finali) valido per le abitazioni indipendenti e per le parti comuni dei condomìni, intesi come “edifici dove più piani o porzioni di piano appartengono a persone diverse e sono presenti impianti e servizi comuni”.

La detrazione del 110%, nel caso di parti comuni condominiali, spetta ai condòmini proprietari anche di più di due unità immobiliari e anche se si tratta di abitazioni secondarie (escluse le categorie catastali A/1, A/8 e A/9). I costi e le relative detrazioni vengono imputati in funzione dei millesimi, mentre gli interventi connessi al Superbonus possono essere deliberati dalla maggioranza dei presenti in assemblea che rappresenti almeno un terzo dei millesimi. 

Il Superbonus 110% è valido per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 o fino al 31 dicembre 2022 per i condomìni che al 30 giugno 2022 abbiano terminato almeno il 60% dell’intervento complessivo. La scadenza è invece al 30 giugno 2023 per gli edifici di edilizia popolare.

Le due condizioni affinché un condominio possa fruire del Superbonus 110% sono:

1) Realizzare almeno uno degli interventi trainanti tra: 

  • isolamento termico dell’involucro edilizio che riguardi almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio (“cappotto” su pareti esterne, isolamento di coperture, tetto, pavimenti); i limiti di spesa prevedono fino a 40.000 euro moltiplicati per il numero di unità immobiliari che compongono il condominio per le prime otto unità, 30.000 euro oltre le 8 unità;
  • sostituzione degli impianti di riscaldamento esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la produzione di acqua cada sanitaria adottando caldaie a condensazione almeno in classe A, pompe di calore (comprese quelle geotermiche), impianti ibridi (pompa di calore + caldaia a condensazione), impianti di microcogenerazione o collettori solari termici; è compreso anche l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente per i Comuni montani non interessati dalle procedure europee di infrazione sulla qualità dell’aria. Il limite di spesa è di 20.000 euro per le prime 8 unità immobiliari e di 15.000 euro oltre le prime 8.

2) Ottenere il doppio salto di classe energetica del fabbricato condominiale certificato dall’APE (Attestato di Prestazione Energetica) prima e dopo la realizzazione degli interventi. Nel caso di edifici con più unità immobiliari, gli attestati di prestazione energetica sono detti “convenzionali” e sono utilizzabili esclusivamente per accedere al Superbonus.

3) Il tecnico abilitato deve certificare il rispetto dei requisiti tecnici degli interventi e dei costi massimi specifici, come stabilito dai Decreti del 6 agosto 2020 del Ministero dello sviluppo economico (DM Requisiti tecnici e DM Asseverazioni).

Oltre agli interventi trainanti, possono fruire della detrazione del 110% delle spese in cinque anni anche altri interventi definiti “trainati”, se eseguiti insieme ad almeno uno dei trainanti:

È importante sottolineare che nei condomìni con impianti di riscaldamento autonomi (dove non è quindi possibile sostituire la centrale termica) l’accesso al Superbonus 110% avviene solo se, in qualità di intervento trainante, viene realizzato il cappotto termico su almeno il 25% della superficie dell’edificio.

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Il Superbonus 110% per gli appartamenti in condominio

I singoli appartamenti all’interno di un condominio non possono accedere direttamente al Superbonus 110%, a meno che non sia il condominio stesso ad effettuare uno degli interventi trainanti e ad ottenere contemporaneamente il doppio salto di classe energetica. Solo in questo caso sono incentivabili al 110%, in qualità di “trainati”, anche interventi effettuati negli appartamenti, su un massimo di due unità abitative possedute dallo stesso proprietario. 

Quale intervento nei singoli appartamenti è incentivabile al 110% come “trainato”?

Si possono trainare al 110% gli interventi di efficienza energetica dell’Ecobonus tradizionale come la sostituzione delle caldaie esistenti con nuove caldaie a condensazione, pompe di calore o impianti ibridi, l’installazione di un impianto solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria o di un generatore a biomassa oppure la sostituzione degli infissi e la posa di schermature solari.

Si possono trainare al 110% anche l’installazione di impianti fotovoltaici con accumulo elettrico a servizio del singolo appartamento oppure l’installazione di colonnine di ricarica dei veicoli elettrici.

Sia con riscaldamento autonomo che centralizzato, in un condominio spetta all’amministratore (dove è prevista la sua nomina) richiedere il sopralluogo e lo studio di fattibilità necessari per usufruire del Superbonus 110%.

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Le fasi e i tempi per gli interventi condominiali

Quantificare i tempi che un condominio deve rispettare per l’accesso al Superbonus 110% non significa considerare solamente i lavori da eseguire, perché incidono molto quelli necessari per tutte le pratiche tecnico-burocratiche prima dell’inizio dei lavori.

MCE Lab (l’osservatorio promosso da MCE - Mostra Convegno Expocomfort) ha analizzato tutte le fasi del processo e la tempistica da mettere in conto per essere certi di arrivare in tempo per la scadenza attualmente prevista (31 dicembre 2022 con il 60% dei lavori effettuato entro il 30 giugno).

1) Fase preliminare - verifica dei requisiti (circa 60 giorni)

Valutazione della possibilità di fruizione effettiva del Superbonus 110% e nomina del tecnico o incarico a un General Contractor:

  • verifica della conformità edilizia e urbanistica: rilievo e richiesta conformità urbanistica al Comune in cui è ubicato l’edificio (l’Ufficio preposto ha, in teoria, fino a 30 giorni - salvo cause di forza maggiore - per inoltrare i documenti necessari a procedere con la fase di diagnosi); si tratta di una fase critica e purtroppo può richiedere anche molto più tempo del previsto per l’accesso agli atti;
  • verifica, da parte del tecnico, della possibilità di ottenere un salto di due classi energetiche con diagnosi e pre-certificazione.

2) Fase progettuale ed esecutiva (fino a 270 giorni)

Scelta degli interventi, ricevimento preventivi (eventuale richiesta di accesso allo sconto in fattura) e definizione dell’impresa esecutrice o del General Contractor o del soggetto a cui cedere il credito (istituto di credito, finanziaria, ecc.):

  • sanatoria sulle eventuali difformità edilizie e urbanistiche (che non rientrano come interventi nel 110 % e allungano le tempistiche di circa 30 giorni);
  • se si opta per la cessione del credito a una banca o finanziaria, altri 15 giorni per ottenere il nulla osta a procedere; 
  • pratica edilizia;
  • esecuzione dei lavori.

3) Asseverazioni e comunicazioni finali (fino a 30 giorni) 

  • chiusura pratica edilizia e APE post-intervento asseverato dal tecnico;
  • asseverazioni fiscali;
  • comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Una stima dei tempi necessari per un condominio di 50-60 unità immobiliari è di almeno 8 mesi per completare l’iter, quindi è molto importante non aspettare se si vuole sfruttare la super agevolazione al 110%. Inoltre, risulta evidente dalla complessità della procedura come sia fondamentale rivolgersi a esperti qualificati e aziende referenziate. 

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Le altre agevolazioni per i condomìni e le unità immobiliari

Oltre al Superbonus 110% esistono altre agevolazioni fiscali, prorogate per tutto il 2021 dall’ultima Legge di Bilancio, per i condomìni che decidono di intervenire sulle parti comuni per riqualificare l’immobile dal punto di vista energetico e per gli inquilini che vi abitano. Questi strumenti incentivanti sono pensati per rispondere a esigenze diverse, ed è opportuno che ci si rivolga a un progettista esperto che potrà consigliare l’opzione più conveniente. Ad oggi, queste sono le misure valide fino alla fine del 2021:

  • Ecobonus: consiste in una detrazione fiscale IRPEF o IRES ripartita in 10 anni e si applica ad edifici residenziali, non residenziali e misti, quindi a tutto il patrimonio edilizio esistente. Le detrazioni sugli interventi effettuati su parti comuni o sulle singole unità immobiliari (che spettano a ogni singolo condomino in base alla quota millesimale di proprietà), seguono regole diverse, con aliquote del 50-65-70-75-80-85% a seconda dei casi. Per esempio, per la sostituzione dell’impianto di riscaldamento con una caldaia a condensazione in classe A con sistema di termoregolazione evoluto si applica la detrazione del 65%, sia in caso di impianto centralizzato sia in caso di sostituzione nella singola unità immobiliare. Invece, per interventi sull’involucro combinati con interventi antisismici che accedono al Sismabonus, le detrazioni vanno dall’80 all’85%.

  • Bonus Casa: consiste in una detrazione IRPEF del 50% delle spese sostenute per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, fino a un massimo di 96.000 euro di spesa (moltiplicato per il numero di unità immobiliari nel caso di condominio). Nel caso di parti comuni condominiali i bonifici devono essere effettuati dagli amministratori e la ripartizione delle spese e il godimento delle detrazioni fiscali vengono sempre ripartite in funzione dei millesimi. Dal 2018 è stato introdotto anche per il Bonus Casa l’obbligo di trasmettere all’Enea le informazioni sui lavori effettuati volti al risparmio energetico. All’interno del “Bonus Casa”, rimanendo all’interno delle installazioni impiantistiche, ricadono gli impianti fotovoltaici e quegli interventi che non possono accedere all’Ecobonus come, ad esempio, la semplice installazione di una caldaia o di una pompa di calore, oppure la Ventilazione meccanica controllata o il climatizzatore.

  • Bonus facciate: questa detrazione è uno stimolo per migliorare la prestazione energetica insieme all’aspetto estetico dell’edificio; prevede una detrazione fiscale pari al 90% in 10 anni per interventi di restauro, recupero ed efficientamento energetico della facciata esterna degli edifici esistenti situati nei centri storici e nelle zone totalmente o parzialmente edificate. Possono beneficiarne le persone fisiche, i professionisti e le imprese per edifici di qualsiasi categoria catastale. Gli interventi che influiscono sulle prestazioni termiche o su più del 10% dell’intonaco devono rispettare i requisiti e i valori di trasmittanza termica fissati dai dai Decreti del Ministero dello Sviluppo Economico del 26 giugno 2015 e dell’11 marzo 2008.

  • Conto Termico: si tratta di un contributo diretto (non di una detrazione) erogato dal GSE e introdotto per la prima volta con DM 28 dicembre 2012 e successivamente modificato con decreto DM 16 febbraio 2016; è destinato alla Pubblica Amministrazione e ai soggetti privati relativamente a interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili (sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore e sistemi ibridi, installazione di solare termico, sostituzione di scaldacqua elettrici con pompa di calore) e di installazione di sistemi ad alta efficienza. Il condominio, in qualità di “soggetto responsabile” è ammesso ad accedere direttamente al Conto termico, oppure avvalendosi di una ESCO (Energy Service Company) certificata UNI CEI 11352. L’entità del contributo dipende da alcuni parametri (il tipo di tecnologia installata, la zona climatica dell’edificio) ed è erogato in un’unica soluzione per importi fino a 5.000 euro e in 2 o 5 rate annuali costanti per importi superiori.
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RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEI CONDOMINI

Le norme per l’efficienza da rispettare in edilizia

A parte i requisiti specifici richiesti per l’accesso si diversi bonus fiscali, in Italia esistono degli obblighi di legge in tema di efficienza energetica che gli edifici devono rispettare. Non dimentichiamo, quindi, che il doppio salto di classe energetica, il rispetto dei massimali di spesa e il controllo del costo delle singole tecnologie sono verifiche strettamente necessarie per l’ottenimento del Superbonus 110%, ma queste non esauriscono l’attività del progettista che approccia la riqualificazione di un condominio. Egli, infatti, dovrà rispondere anche alle leggi e ai regolamenti relativi all’efficienza energetica degli edifici. La stratificazione delle norme che si sono succedute nel tempo è molto complessa, qui riassumiamo le principali.

Obbligo di fonti rinnovabili
L'art. 11 del D. Lgs. 28/2011 ha previsto a partire dal 2018 l’obbligo di soddisfare la quota minima del 50% di energie rinnovabili nella produzione di acqua calda sanitaria e nel totale dell’energia utilizzata per riscaldamento, acqua calda sanitaria e raffrescamento estivo nel caso di:

  • edifici di nuova costruzione, anche come ampliamento di edifici esistenti;
  • edificio sottoposto a ristrutturazione rilevante, inteso come immobile con superficie superiore a 1000 metri quadrati, soggetto a ristrutturazione integrale o soggetto a demolizione e ricostruzione.

Le uniche eccezioni sono previste per i centri storici.

DM requisiti minimi 26/6/2015
Per i condomini che eseguono interventi di riqualificazione energetica devono essere rispettate dei parametri di trasmittanza termica delle strutture e di rendimenti degli impianti minimi imposti dal decreto.
A partire dal 1° gennaio 2021 (per la Pubblica Amministrazione già dal 1° gennaio 2019), inoltre, i nuovi edifici e quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti devono ridurre al minimo i consumi energetici secondo i parametri stabiliti per gli edifici NZeb stabiliti dal Decreto Ministeriale 26/06/2015 che esplicita i calcoli e le verifiche da compiere per potere ritenere un edificio ad “energia quasi zero”.

Sistemi di termoregolazione e contabilizzazione de calore
Dal giugno del 2017 è obbligatoria in tutti i condomini con impianto centralizzato l’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore, in conformità al D. Lgs 102/2014. La termoregolazione si ottiene tramite valvole termostatiche applicate sui singoli termosifoni e permette di variare l’emissione termica dei corpi scaldanti per adattarla alle esigenze dei singoli locali, apportando un risparmio energetico. La contabilizzazione del calore, invece, permette di attribuire le spese di riscaldamento ai singoli condòmini in funzione dei consumi effettivamente registrati, influendo in modo virtuoso sul comportamento dell’utente. Secondo quanto ha stabilito decreto legislativo 14 luglio 2020, n. 73, i nuovi sistemi di contabilizzazione devono essere leggibili da remoto a partire dal 25 ottobre 2020 (e dal 1° gennaio 2027 tutti i sistemi dovranno comunque essere abilitati).

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RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEI CONDOMINI

Le tecnologie per rendere più efficiente un condominio

Quando si decide di riqualificare energicamente un condominio per accedere al Superbonus 110%, abbiamo visto che è necessario eseguire almeno un intervento trainante e ottenere il doppio salto di classe energetica; bisogna, quindi, considerare le seguenti possibili azioni:

  • isolamento termico dell’involucro opaco dell’edificio (intervento trainante), un elemento molto importante per abbassare la richiesta di energia termica;
  • nei condomìni con impianti centralizzati: sostituzione dell’impianto di climatizzazione centralizzato con caldaie, pompe di calore o sistemi ibridi (intervento trainante);
  • nei condomìni con impianti autonomi: sostituzione degli impianti autonomi con caldaie/pompe di calore o ibridi (eventuale intervento trainato);
  • sostituzione dei serramenti (eventuale intervento trainato);
  • installazione di impianti fotovoltaici con accumulo elettrico o impianti solari termici per produzione di ACS (eventuali interventi trainati), sia a servizio del condominio sia a servizio della singola unità immobiliare.

La centrale termica è il “cuore pulsante” costituito dal generatore di calore per il riscaldamento e per l’acqua calda sanitaria, e dalla sua efficienza dipende l’efficienza complessiva dell’edificio.

Qui vi proponiamo le tecnologie disponibili per sostituire l’impianto centralizzato in qualità di intervento trainante.

Caldaie a condensazione. La tecnologia della condensazione permette di ottenere notevoli risparmi energetici rispetto alle vecchie caldaie tradizionali, perché viene sfruttato proficuamente il calore residuo dei fumi di combustione - che altrimenti andrebbe disperso - per aumentare l’efficienza dell’impianto. Viessmann nel proprio catalogo offre:

  • caldaie a condensazione a basamento Vitocrossal a gas metano, da 80 a 636 kW di potenza, indicate per condomini o piccole attività commerciali; Viessmann vanta una forte esperienza nel settore con numerose referenze di installazioni condominiali. Le caldaie a basamento vengono fornite preassemblate con i componenti già premontati e precablati per semplificare l’installazione e le dimensioni compatte facilitano l’inserimento nel locale tecnico; il rendimento stagionale è elevatissimo (fino al 98 %) e la durata operativa è lunga.
  • Generatore modulare Vitomodul 200-W, composto da più caldaie a condensazione e adatto per installazione in condomini, aziende e attività commerciali; offre la possibilità di collegare fino a 8 caldaie a condensazione Vitodens 200-W per realizzare impianti con potenza da 12 a 900 kW. La regolazione Vitotronic 300-K permette la gestione dell'intero impianto in funzione del fabbisogno termico effettivo.

Pompe di calore. I generatori a pompa di calore, oltre a ventare un altissimo livello di efficienza, apportano un elevato contributo di fonti rinnovabili, importanti per il passaggio di classe energetica. Permettono di abbandonare le fonti fossili per il riscaldamento, contribuendo in maniera sostanziale alla sostenibilità ambientale. Nell’offerta Viessmann sono presenti:

  • Vitocal serie PRO, nuova gamma di pompe di calore e refrigeratori aria/acqua monoblocco reversibili pensata per soddisfare in maniera sostenibile le esigenze di climatizzazione estiva e invernale in applicazioni condominiali, light commercial e industriali; innovative dal punto di vista tecnologico, garantiscono i massimi rendimenti in riscaldamento e raffrescamento e utilizzano i nuovi gas refrigeranti ecologici R452B ed R513A. Molte le configurazioni disponibili, con un range di potenze da 7 e a 1.210 kW.

Sistemi ibridi. Integrano in un unico impianto una pompa di calore e una caldaia a condensazione che interviene in caso di necessità. Sono adatti alla sostituzione integrale o parziale della vecchia centrale termica per soddisfare il fabbisogno di riscaldamento e l'eventuale produzione di acqua calda sanitaria. Viessmann offre:

  • Sistemi Hybrid PRO, gamma di sistemi ibridi indicati per applicazioni condominiali, commerciali e industriali. Il funzionamento può essere sia alternato tra caldaia e pompa di calore che parallelo. Gli abbinamenti tra i vari generatori di calore sono stati espressamente concepiti per massimizzare la quota di energia rinnovabile derivante dal funzionamento della pompa di calore, riducendo al minimo le emissioni inquinanti e aumentando l'efficienza dell'impianto.

Se il riscaldamento nel condominio è affidato a impianti autonomi, ricordiamo che è possibile la loro sostituzione accedendo al Superbonus 110% solo come interventi trainati.
Viessmann offre anche in questo caso un’ampia gamma di caldaie a condensazione fino a 35 kW di potenza per l’ambito residenziale, murali o compatte, efficienti e dotate di tecnologie innovative, indicate anche per l’installazione in appartamento in condominio.

Per integrare l’apporto di fonti rinnovabili, anche un condominio può valutare l’installazione del  solare termico e di un impianto fotovoltaico con accumulo elettrico che serva le utenze elettriche comuni o le singole unità immobiliari (Viessmann offre i pannelli Vitovolt monocristallini ad alta efficienza e policristallini).

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RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEI CONDOMINI

Quanto si risparmia efficientando un condominio

Per riqualificare qualsiasi edificio è necessario partire da un’analisi energetica preliminare. Questo vale a maggior ragione nel caso di un condominio, data la complessità in gioco causata dalla coesistenza di appartamenti con possibili differenze nell’isolamento (per esempio per la presenza di differenti serramenti) e nei terminali di riscaldamento presenti all’interno delle abitazioni.


In linea generale, si può stimare che in un condominio con un involucro non isolato, i risparmi ottenibili grazie ai principali interventi siano i seguenti:

  • isolamento termico dell’involucro opaco (cappotto sulle pareti verticali) per abbassare i consumi all’origine: il risparmio energetico è del 30%-40%;

  • nel caso di impianti centralizzati, sostituzione del generatore di calore esistente (caldaia tradizionale) con un nuovo generatore di ultima generazione, come le caldaie a condensazione, le pompe di calore o i sistemi ibridi: il risparmio energetico è del 15-20%;

  • pompe di calore e sistemi ibridi: è necessario valutare la località dove si trova l’immobile, la tipologia di sistemi di distribuzione de calore negli ambienti e le temperature di funzionamento dell’impianto; il risparmio minimo è del 10% nel caso in cui non sono effettuati interventi sull’involucro e i terminali sono radiatori a alta temperatura, ma si piò arrivare a un fino al 50% se si realizza il cappotto termico su più del 50% dell’involucro e se sono presenti terminali di riscaldamento a bassa/media temperatura come i pannelli radianti; in entrambi i casi la pompa di calore dovrà funzionare per 24 ore e con temperatura di mandata scorrevole;

  • installazione, dove non già stato fatto, di sistemi di termoregolazione per singolo ambiente (come le valvole termostatiche) e di sistemi di contabilizzazione del calore in modalità diretta o indiretta; i risparmi ottenibili sono del 10%;

  • sostituzione dei serramenti con modelli a bassa trasmittanza termica: risparmio ottenibile del 15%-20%;

  • installazione di pannelli solari termici o impianti fotovoltaici condominiali: questi interventi portano indubbi vantaggi sia per il risparmio energetico (grazie all’autoproduzione di energia) sia per scalare la classifica dell’APE, in quanto comportano un apporto di energie da fonti rinnovabili; i risparmi economici effettivi possono essere valutati solo dopo un’attenta analisi condotta caso per caso.

Una combinazione virtuosa di più interventi - ad esempio sostituire la caldaia, realizzare il cappotto e cambiare i serramenti - può portare a risparmi fino al 75-80% rispetto alla situazione di partenza.

È importante sottolineare, tuttavia, che le variabili che influenzano il rapporto costi/benefici degli interventi di efficientamento energetico nei condomìni dipendono da molti fattori. I principali sono la posizione geografica dell’edificio, la dimensione (più grande è il condominio, maggiori saranno le economie di scala degli interventi), il tipo di terminali presenti negli appartamenti. Ma non vanno dimenticate le abitudini dei singoli condòmini.

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RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEI CONDOMINI

Una situazione tipo: doppio salto per un condominio in Classe F con soli interventi impiantistici

L’analisi di situazioni concrete è sempre utile per comprendere la logica di progetti complessi. Prendiamo ad esempio un condominio di 5 piani con 15 unità abitative posizionato in classe F, con un fabbisogno di energia primaria pari a 296 kWh/m2 anno, e vediamo quali azioni possono essere prese in considerazione per l’accesso al Superbonus 100%.
Le strutture dell’edificio non sono isolate, il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria sono affidati a una caldaia tradizionale con rendimento annuo basso (81%) e sono presenti tradizionali radiatori ad alta temperatura.
Vediamo come è possibile effettuare il doppio salto di classe senza dover intraprendere un intervento invasivo e costoso sull’involucro come il cappotto termico.
Non potendo valutare la sostituzione di tutti i terminali presenti, è necessario dimensionare l’impianto senza tenere in conto questo fattore. Un progettista ha la possibilità di valutare tre soluzioni (pompa di calore, sistema ibrido oppure una caldaia a condensazione, tutti interventi trainanti), ma in questo caso la soluzione più indicata è senz’altro il sistema ibrido. Mentre la caldaia a condensazione, da sola, non consentirebbe il doppio salto di classe, con la sola pompa di calore si correrebbe il rischio, con temperature esterne basse, di ottenere prestazioni scadenti o addirittura non compatibili con le temperature richieste da terminali di riscaldamento come i radiatori.
Il sistema ibrido, invece, permette di non preoccuparsi delle temperature di mandata all’impianto esistente e inserisce un apporto di fonti rinnovabili importanti per la classifica dell’APE.
Deve essere previsto un funzionamento dell’impianto a temperatura scorrevole, che consente di diminuire la temperatura di mandata quando aumenta la temperatura esterna, con un conseguente migliore rendimento della pompa di calore.
Installando solamente il sistema ibrido, risulterebbe il passaggio in classe E (fabbisogno di energia primaria non rinnovabile pari a 210 kWh/m2 anno), non sufficiente - anche se per poco - per il doppio salto di classe.
Basta però aggiungere un impianto fotovoltaico da 15 kW con accumulo per ridurre il fabbisogno di energia primaria non rinnovabile a 189 kWh/m2 /anno e passare in classe D.

In questo esempio si è ipotizzata l’installazione di un modello Vitocal 100 PRO BA 72, sistema ibrido certificato composto da caldaia a condensazione e da pompa di calore specificatamente progettate per il funzionamento in abbinamento, con potenza nominale della pompa di calore di 80 kW.

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RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEI CONDOMINI

A chi rivolgersi per riqualificare un condominio con il Superbonus 110%

Abbiamo già accennato a quanto sia importante rivolgersi a professionisti e aziende referenziate per essere certi di riuscire ad accedere al Superbonus 110%. Nel caso in cui uno o più condòmini scelgano l’opzione dello sconto in fattura, poi, sarà fondamentale verificare che l’azienda fornitrice sia disponibile a ricevere la cessione del credito corrispondente.

Viessmann non solo può fornire tutte le tecnologie impiantistiche coinvolte nell’accesso al Superbonus, ma consente di mettersi in mani sicure anche per quanto riguarda gli altri aspetti.
Il Viessmann Professional Network, infatti, è una rete qualificata e certificata di progettisti e studi di progettazione, presenti in tutta Italia, in grado di supportare l'utente nelle diverse fasi nell'ambito di lavori di efficientamento energetico, dallo studio di fattibilità alla redazione dell’APE alla scelta delle soluzioni, fino agli adempimenti normativi e alle procedure di cessione del credito o sconto in fattura per l’accesso al Superbonus 110%.

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RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEI CONDOMINI

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