28 novembre 2022  |  a cura di Alberto Villa  |  condividi con

Nel 2023 Superbonus 90%: ecco cosa cambia e come funziona

Il nuovo Superbonus riduce l’aliquota dal 110% a 90%, ma salva le villette che potranno utilizzarlo se si tratta di prima casa e con una soglia di reddito.

Il Superbonus 110% non sarà più come lo abbiamo conosciuto finora. Introdotto nel luglio del 2020 con l’obiettivo di imprimere una svolta alle riqualificazioni energetiche nell’edilizia, il maxi-incentivo, infatti, sta per essere depotenziato. Il DL Aiuti Quater (DL 176 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18/11/2022) abbassa dal 2023 l’aliquota di detrazione al 90% e introduce una deroga per le unifamiliari per proseguire con l’incentivo fino al 31/12/2023. I cambiamenti coinvolgono, in particolare, i condomìni e le abitazioni unifamiliari per cui sono richieste nuove condizioni al fine dell’accesso. Bisogna precisare che da qui alla conversione in Legge, oppure con la nuova Legge di Bilancio, potrebbero essere introdotte nuove modifiche, in particolare riguardo alla cessione del credito e dello sconto in fattura, due opzioni alternative alla detrazione fiscale che hanno avuto fin qui un percorso molto travagliato.

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Indice:

  1. Come era il vecchio Superbonus 110%
  2. Come sarà il nuovo Superbonus 90% dal 2023
  3. Cosa succede ai condomìni che hanno deliberato l’intervento
  4. Cosa succede agli edifici unifamiliari e alle abitazioni indipendenti
  5. Cosa succede a IACP, cooperative, ONLUS

Come era il vecchio Superbonus 110%

Partiamo con ordine ricordando sinteticamente com’era il Superbonus prima del Decreto Aiuti Quater:
  • aliquota di detrazione al 110% per interventi di efficientamento energetico degli edifici, a condizione di ottenere il doppio salto di classe energetica dell’edificio e di realizzare almeno uno degli interventi “trainanti” (cappotto termico, installazione di caldaie a condensazione in classe A, di pompe di calore e di sistemi ibridi);
  • accesso possibile per condomìni (per i condòmini solo per interventi trainati), per edifici plurifamiliari da 2 a 4 unità abitative, edifici unifamiliari , con scadenze differenziate a seconda del soggetto richiedente: prima del nuovo Decreto Aiuti Quater, per i condomìni era previsto che l’aliquota del 110% fosse valida fino al 31 dicembre del 2023, mentre per le abitazioni unifamiliari la scadenza era il 31 dicembre 2022, a patto che fosse stato realizzato entro il 30 settembre 2022 almeno il 30% dei lavori complessivi previsti dall’intervento.

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Come sarà il nuovo Superbonus al 90% dal 2023

Come dicevamo, il Decreto Aiuti Quater ha introdotto nuove condizioni per il Superbonus. Le condizioni tecniche per fruire del Superbonus (doppio salto di classe energetica e interventi trainanti) e gli edifici che possono accedere all’incentivo restano invariati: condomini ed edifici plurifamiliari da 2 a 4 unità distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche (compresi edifici oggetto di demolizione e ricostruzione), oltre edifici unifamiliari ma solo a determinate condizioni, che vediamo in seguito. Ecco le nuove aliquote di detrazione valide a livello generale:
  • 110% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2022;
  • 90% per le spese sostenute dal 1° gennaio fino al 31 dicembre 2023;
  • 70% per le spese sostenute nel 2024;
  • 65% per le spese sostenute nel 2025.

La novità introdotta dal DL 176 è l’abbassamento dell’aliquota al 90% per le spese del 2023, mentre gli scaglioni al 70% e al 65% sono stati individuati nella precedente legge di Bilancio 2022.

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Cosa succede ai condomìni che hanno deliberato l’intervento

I condomìni e gli edifici composti da 2 a 4 unità sono i soggetti maggiormente penalizzati dal nuovo Superbonus, perché la manovra è “retroattiva”, dato che è stata anticipata di un anno la scadenza dell’aliquota al 110%, che viene ridotta al 90% già dal prossimo anno. Sono senz’altro molti i casi in cui un intervento con Superbonus 110% è già in corso o è stato deliberato a livello condominiale ma non ancora effettuato. Cosa succede in questi casi? I lavori già concretamente avviati procedono con la detrazione del 110% anche per il prossimo anno, ma se i lavori non sono ancora iniziati, nel 2023 si potrà sfruttare la vecchia aliquota di detrazione al 110% solo a condizione che la delibera condominiale sia avvenuta entro il 24 novembre 2022 e che la Cilas (la Cila introdotta per semplificare le pratiche burocratiche relative ai lavori oggetto di Superbonus) sia stata depositata entro il 25 novembre.

Cosa succede agli edifici unifamiliari e alle abitazioni indipendenti

Tranquillizziamo anche chi sta effettuando i lavori di efficientamento sulla propria abitazione unifamiliare con il Superbonus, ma non prevede di completarli entro il 2022. Il nuovo Decreto stabilisce che per i lavori in corso d’opera, nel caso di edifici unifamiliari si potrà beneficiare del Superbonus al 110% per le spese sostenute fino al 31 marzo 2023 (e non più fino al 31 dicembre 2022), sempre a condizione che sia stato realizzato almeno il 30% dei lavori alla data del 30 settembre 2022.

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I proprietari di immobili unifamiliari o con accesso indipendente che decidono da questo momento in avanti di effettuare lavori di efficientamento, però, non restano esclusi dal nuovo Superbonus, come era previsto prima del Decreto Aiuti Quater: anch’essi dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2023 potranno usufruire della detrazione al 90%, a condizione, però, che siano rispettate due importanti requisiti:

  • l’immobile deve essere l’abitazione principale (sono escluse le seconde case);
  • il reddito familiare di riferimento nell’anno precedente alle spese non deve essere superiore a 15.000 euro, una soglia che non è “assoluta”, ma che viene calcolata in base al quoziente familiare.
Il quoziente familiare è calcolato in questo modo: il reddito familiare viene diviso per il coefficiente 1 se nel nucleo è presente un solo componente, viene diviso per 2 se oltre al richiedente c’è un coniuge o un secondo familiare convivente, mentre se sono presenti figli o altri familiari a carico, per ognuno vale il coefficiente 0,5 che andrà sommato per ricavare il coefficiente totale (oltre i due familiari a carico il coefficiente da sommare resta invariato a 2). Prendendo a prestito l’esempio del Sole 24 Ore significa che: “per una coppia il tetto al reddito complessivo si attesta a 30.000 euro, per una famiglia di tre persone arriva a 37.500, con quattro componenti si sale a 52.500”.

Cosa succede a IACP, cooperative, ONLUS

Per gli edifici IACP (Istituto Autonomo Case Popolari), per le Cooperative e per le Onlus, al momento il Superbonus 110% appare “salvo”, perché risultano valide le condizioni precedenti il Decreto Aiuti Quater, che riassumiamo. Per IACP e Cooperative, il Superbonus 110% scade il 31 dicembre 2023 a condizione che alla data del 30 giugno 2023 sia stato realizzato almeno il 60% dell’intervento complessivo, altrimenti il termine è il 30 giugno 2023. Per Onlus, associazioni di promozione sociale e volontariato, il Superbonus al 110% è valido fino al 31 dicembre 2023. Infine, l’aliquota al 110% sarà disponibile fino al 2025 per gli interventi realizzati dalle Onlus sulle strutture sociosanitarie.

Come abbiamo accennato all’inizio, non è escluso che per il Superbonus subentrino ulteriori modifiche, in particolare con la legge di Bilancio che sarà varata entro la fine dell’anno e che potrebbe accogliere direttamente al suo interno i contenuti del Decreto Aiuti Quater, senza aspettare la sua conversione in legge.

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