Il raffrescamento con pannelli radianti a pavimento è una valida alternativa da considerare per la climatizzazione estiva. Ma esistono alcuni vincoli che è necessario rispettare.
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Indice:
- Cos'è il raffrescamento a pavimento e come si pone come alternativa ai condizionatori
- I requisiti per installare un sistema di raffrescamento a pavimento
- Raffrescamento a pavimento: PRO
- Raffrescamento a pavimento: CONTRO
- Domande frequenti - FAQ

Cos'è il raffrescamento a pavimento e come si pone come alternativa ai condizionatori
Quando si ristruttura un’abitazione o quando se ne acquista una in costruzione, è importante - e vivamente consigliabile - pensare anche al sistema di raffrescamento (scopri Le 7 tecnologie a disposizione).
Si evita così di rimettere mano a impianti e lavori edili nel momento in cui ci si rende conto che in estate il comfort domestico non è per niente ottimale e si è costretti, quindi, ad affrontare la spesa di un condizionatore.
Se si decide di essere lungimiranti dall’inizio, vale la pena considerare una soluzione di raffrescamento a pavimento, una valida alternativa ai condizionatori sia in ambito residenziale che negli uffici e nelle attività commerciali.
Un sistema radiante a pavimento consente di riscaldare la casa in inverno e di raffrescarla in estete mediante un unico impianto.
È costituito da pannelli e tubi “annegati” nel massetto, tecnologia ormai affermata da molti anni nel settore del riscaldamento (per sapere di più leggi anche "Impianti di riscaldamento a pavimento da realizzare in pochi cm").
È importante ricordare che per dotarsi di un sistema di raffrescamento a pavimento è necessario che l’impianto termico sia basato su una pompa di calore reversibile (come Vitocal 200-S di Viessmann) ossia in grado di produrre acqua calda e acqua refrigerata: una caldaia, infatti, produce solamente acqua calda!

Nel caso del raffrescamento, nelle serpentine dei pannelli al posto di acqua calda scorre acqua alla temperatura di 15-18°C.
Il raffrescamento a pavimento funziona per irraggiamento, sfruttando il principio fisico secondo cui un corpo caldo cede sempre calore a un corpo freddo. L’effetto di raffrescamento radiante permette di assorbire il calore presente negli ambienti quando la temperatura dell’aria supera la temperatura superficiale del pavimento. Lo scambio termico viene così regolato in maniera ottimale, proprio come avviene nel caso del riscaldamento, garantendo una sensazione di benessere vicino al pavimento, dove avvengono tutte le attività all’interno di un’abitazione.
I requisiti per installare un sistema di raffrescamento a pavimento
Abbiamo già ricordato che per un sistema di raffrescamento a pavimento è necessaria una pompa di calore reversibile.
Ma questo non è l’unico requisito. In particolare, il principale nemico del comfort abitativo con un sistema radiante in raffrescamento estivo è l’umidità, il cui controllo o rimozione deve avvenire avvalendosi delle tecnologie idonee, oltre che con corrette attenzioni.
Vediamo, quindi, quali sono i componenti necessari per raffrescare gli ambienti con pannelli radianti:
- pannelli radianti, che puoi posare a pavimento a soffitto o a parete;
- collettori in materiale polimerico;
- sistema di termoregolazione, per adattare il funzionamento dell’impianto alle reali condizioni dell’ambiente;
- sistema di deumidificazione dell’aria, per eliminare l’umidità ed evitare la formazione di condensa sulle superfici fredde.
Raffrescamento a pavimento: PRO
Il raffrescamento a pavimento è una soluzione innovativa ed efficiente per climatizzare la casa durante l’estate, offrendo numerosi vantaggi rispetto ai tradizionali sistemi a split:
- un unico impianto per la climatizzazione invernale ed estiva;
- bassi consumi energetici;
- elevato comfort grazie all’uniformità del fresco in tutta la casa, senza i classici sbalzi di temperatura causati dalle unità interne dei climatizzatori;
- climatizzazione invisibile e silenziosa e assenza di ingombri negli ambienti.
Raffrescamento a pavimento: CONTRO
Nonostante gli indubbi vantaggi, il raffrescamento a pavimento presenta alcune piccole limitazioni che è bene conoscere prima di effettuare una scelta:- essendo sistemi con un'elevata inerzia, sono adeguati quando c'è un fabbisogno di freddo (o caldo) costante e omogeneo nel tempo, mentre lo sono meno quando la necessità è quella di raffrescare gli ambienti in modo rapido, situazione dove sono molto efficaci climatizzatori come i Viessmann Vitoclima 232-S (monosplit in classe A+++);
- bisogna valutare il tipo di rivestimento che si sceglie per il pavimento, ricordando che più il pavimento è isolante, meno trasmette energia termica all’ambiente, e questo vale soprattutto per il raffrescamento. Inoltre, nel caso di parquet in legno, è consigliabile farsi garantire dall’installatore o dal produttore che il tipo di finitura sia compatibile con sistemi radianti a pavimento in raffrescamento.

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Domande frequenti
1. Il raffrescamento a pavimento sostituisce completamente il climatizzatore?
In molti casi sì, ma non sempre. Il raffrescamento a pavimento è indicato quando il fabbisogno di freddo è costante e omogeneo nel tempo — garantisce un comfort uniforme e silenzioso in tutta la casa. Non è invece la soluzione ideale quando si vuole raffreddare rapidamente gli ambienti dopo un'assenza, perché l'elevata inerzia termica del sistema richiede ore per portare la casa alla temperatura desiderata. In quel caso i climatizzatori come Vitoclima 232-S di Viessmann rispondono molto più rapidamente.
2. Quale pompa di calore è necessaria per il raffrescamento a pavimento?
È indispensabile una pompa di calore reversibile, che sia cioè in grado di produrre sia acqua calda in inverno che acqua refrigerata in estate. Una caldaia produce solo acqua calda e non è compatibile. Pompe di calore come Vitocal 200-S o Vitocal 250-A di Viessmann sono progettate per funzionare in entrambe le modalità, con acqua refrigerata a 15-18°C per il raffrescamento estivo.
3. Perché è necessario un deumidificatore con il raffrescamento a pavimento?
Quando il pavimento è freddo (15-18°C) e l'aria calda e umida estiva lo tocca, l'umidità contenuta nell'aria si condensa sulla superficie — esattamente come avviene su un bicchiere di acqua fredda. Questo fenomeno rende il pavimento scivoloso e può danneggiare i rivestimenti. Il deumidificatore rimuove continuamente l'umidità dall'aria prima che raggiunga il punto di rugiada, eliminando il problema alla radice. La sua gestione avviene automaticamente tramite sonde ambiente che rilevano temperatura e umidità di ogni locale.
4. Quali tipi di deumidificatori esistono per il raffrescamento a pavimento?
Esistono tre tipologie principali, che si distinguono per la modalità di installazione. I modelli a incasso a parete (serie DHP Viessmann) sono integrati nella parete e invisibili. I modelli su controsoffitto (serie DHS Viessmann) vengono alloggiati sopra il controsoffitto. Le unità di trattamento aria (serie HRI Viessmann) sono integrate alla ventilazione meccanica controllata e gestiscono insieme ricambio aria e deumidificazione. La scelta tra le diverse tipologie deve essere fatta in fase di progettazione da un termotecnico qualificato.
5. Si può aggiungere il raffrescamento a un impianto a pavimento già esistente?
Generalmente no, o solo con interventi molto costosi. Il raffrescamento a pavimento va progettato dall'inizio, perché richiede componenti specifici che non si possono aggiungere facilmente a posteriori: collettori in materiale polimerico invece che in ottone o acciaio, sistema di deumidificazione dedicato e sonde ambiente per la termoregolazione. Se l'impianto esistente non ha queste caratteristiche, un adeguamento richiede la sostituzione di parti significative dell'impianto.
6. Con quale tipo di pavimentazione funziona meglio il raffrescamento?
Piastrelle e gres sono i materiali più adatti perché conducono bene il freddo e non risentono dell'umidità. Il parquet in legno è la scelta più problematica: il legno è sensibile alle variazioni di umidità e, se la condensa non è perfettamente controllata, può deformarsi o danneggiarsi. Non è necessario rinunciare al parquet, ma va verificata con il produttore la compatibilità con sistemi radianti in raffrescamento. Da evitare invece le installazioni a secco senza massetto su lastre zincate, più soggette a formazione interna di condensa anche in presenza di deumidificatore.
7. Quali incentivi fiscali sono disponibili per il raffrescamento a pavimento?
Il sistema radiante a pavimento abbinato a una pompa di calore reversibile è incentivabile con il Bonus Casa al 50% per l'abitazione principale (36% per la seconda casa) e con l'Ecobonus al 50% se l'installazione comprende la sostituzione del generatore con una pompa di calore o sistema ibrido. Entrambe le detrazioni si recuperano in 10 rate annuali.

