28 dicembre 2020  |  a cura di Massimiliano Ferrarese  |  condividi con

Controllo della caldaia: come evitare di rimanere al freddo

28 dicembre 2020
Altro, Assistenza Caldaie

Manutenzione ordinaria e controllo di efficienza energetica sono obblighi normativi che ci consentono di mantenere in salute il nostro impianto. Ma se i guasti sono frequenti e i consumi alti, forse è arrivato il momento di cambiare caldaia (sfruttando il Superbonus o l’Ecobonus).

Quando smette di funzionare un prodotto? Generalmente nel momento in cui ci serve di più. Succede anche con le caldaie che sul più bello, all’arrivo dei primi freddi intensi, a volte vanno in guasto. Spesso si tratta di problemi banali e risolvibili in pochi minuti direttamente da noi utenti: per esempio, se il guasto è determinato da un calo di pressione dell’acqua all’interno dell’impianto (per saperlo basta guardare a cosa corrisponde il codice che compare sul display dell’apparecchio, se si tratta di un modello abbastanza recente), oppure se si è verificata un’interruzione nella fornitura di gas: in entrambi i casi, basterà rimuovere il problema per poi effettuare il reset della caldaia seguendo le istruzioni.

Altre volte, invece, non si tratta di problemi banali e allora bisogna rivolgersi all’assistenza.
Prima di farlo, però, ci si deve porre una domanda? Quando ho fatto l’ultimo controllo della caldaia?

Senza la corretta manutenzione prevista dal costruttore sul manuale di uso e manutenzione e dalla normativa, infatti, il rischio di incappare in inconvenienti più o meno seri è decisamente più alto.

Non rispettare la normativa può portare a sanzioni, ma esistono almeno altri 5 motivi per effettuare la revisione degli impianti di riscaldamento:

  • maggiore sicurezza;
  • maggiore tutela della salute;
  • riduzione dei consumi energetici;
  • risparmio economico;
  • minori emissioni e minore inquinamento.
Procediamo con ordine e vediamo cosa siamo obbligati a fare secondo la legge.

La normativa sui controlli degli impianti termici

In Italia la normativa sugli impianti termici (oltre alle caldaie sono coinvolti anche climatizzatori e pompe di calore) è in costante evoluzione. Le ultime indicazioni in materia sono il D.P.R.16 aprile 2013, n.74 - entrato in vigore il 12 luglio 2013 - che definisce i criteri generali per controllo e manutenzione, e il D.M. 10 febbraio 2014 che definisce il nuovo modello di libretto di impianto e il rapporto di controllo di efficienza energetica. Va precisato che possono esserci alcune differenze applicative nelle Regioni che hanno emanato proprie norme in materia. Le operazioni di controllo sulla caldaia, a cura del responsabile dell’impianto (generalmente il proprietario), devono essere eseguite da imprese abilitate.

La manutenzione della caldaia

La revisione completa di una caldaia consiste in due diverse operazioni: la manutenzione ordinaria e il controllo di efficienza energetica dell’impianto.

La manutenzione ordinaria permette di preservare nel tempo le prestazioni degli apparecchi e ai fini della sicurezza, della funzionalità e del contenimento dei consumi. In particolare, con la manutenzione viene effettuata:

  • la pulizia del bruciatore e dello scambiatore;
  • il controllo della tenuta e dei filtri;
  • la verifica sul tiraggio dei fumi;
  • controllo sulla ventilazione dell'ambiente.

Le scadenze per effettuare la manutenzione sono stabilite dal produttore e riportate nei manuali dell’apparecchio (in genere la periodicità è annuale). A fine lavoro, il manutentore ha l’obbligo di rilasciare un report della manutenzione e di compilare il libretto di impianto nelle apposite sezioni.

Il controllo di efficienza energetica dell’impianto

Il controllo di efficienza energetica dell’impianto (chiamato anche “controllo fumi” o “bollino blu”) è obbligatorio per impianti di climatizzazione invernale di potenza superiore a 10 kW. La periodicità, in questo caso, non viene indicata dal produttore, ma dalla normativa nazionale che prevede:
  • ogni 4 anni per generatori con potenza termica compresa tra 10 e 100 kW alimentati a gas;
  • ogni 2 anni per generatori con potenza termica compresa tra 10 e 100 kW alimentati a combustibile liquido o solido.

Il controllo di efficienza energetica analizza la qualità dei gas di scarico con lo scopo di comprendere la qualità della combustione nella caldaia e, di conseguenza, il suo rendimento.

Questo controllo deve essere effettuato anche quando viene acceso per la prima volta l’impianto e nel caso di interventi che non rientrino tra quelli periodici, ma tali da poter modificare l’efficienza energetica. Al termine del controllo il manutentore deve redigere il Rapporto di controllo di efficienza energetica.
Il costo di una manutenzione ordinaria può partire da 70 euro e superare i 120 euro, mentre, per il controllo di efficienza energetica la cifra è di circa 50 euro.

I controlli periodici consentono di prevenire molti problemi, ma non tutti. Se la caldaia è vetusta, potrà andare incontro a guasti improvvisi dei componenti e a spese di manutenzione straordinaria non indifferenti, oltre al fatto che sicuramente sarà caratterizzata da un basso livello di efficienza e alti consumi, rendendo elevato l’importo delle bollette.

Se temete di restare al freddo e pensate sia arrivato il momento di cambiare la caldaia, non dimenticatevi che ora potete installare un moderno impianto a condensazione quasi a costo zero (con il Superbonus 110%, che però richiede il rispetto di importanti requisiti) oppure recuperando il 65% delle spese con il tradizionale Ecobonus. Queste agevolazioni fiscali sono sfruttabili anche come sconto diretto in fattura tramite Viessmann e la sua rete di installatori Partner per l’Efficienza Energetica.

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