15 novembre 2021  |  a cura di Alberto Villa  |  condividi con

Proroga Superbonus 110% e altri Bonus Casa: cosa succede dopo il 2021

15 novembre 2021
Normative e Agevolazioni fiscali

Si delinea il futuro dei Bonus per le riqualificazioni edilizie. La proroga del Superbonus è certa per i condomini, Ecobonus e Bonus Casa salvi per altri tre anni.

Su quali agevolazioni fiscali si potrà contare nei prossimi anni per riqualificare la propria casa? Qualche notizia positiva c’è già: il Superbonus, in particolare per i condomìni, proseguirà anche dopo le scadenze fin qui stabilite (ossia 31 dicembre 2022), proprio come gli altri Bonus (Bonus Casa, Ecobonus, Bonus facciate) che dunque non termineranno alla fine di quest’anno. Ma a parte queste notizie, ci sono ancora alcuni dubbi sulle limitazioni che potrebbero in parte cambiare i benefici fiscali per l’edilizia. La parola fine sarà scritta solo dopo l’iter parlamentare per l’approvazione della Legge di Bilancio 2022, che metterà un sigillo definitivo al testo del Ddl Bilancio in corso di approvazione al Senato.

Vediamo di fare ordine con quello che si sa fino a questo momento sul complicato mondo delle agevolazioni per la riqualificazione energetica e la ristrutturazione della casa.

Proroga Superbonus 110% per i condomini a tutto il 2023

Partiamo con il Superbonus 110%, la “regina” delle agevolazioni fiscali. Lo strumento, che consente di riqualificare a costo zero case indipendenti e condomini (sempre che si effettui almeno un intervento trainante e che si ottenga il doppio salto di classe energetica dell’immobile), ha generato fino al 31 ottobre scorso  9,7 miliardi d’investimenti ammessi alla detrazione (per sapere di più sulle condizioni per l’accesso e gli interventi ammissibili leggi la nostra Guida al Superbonus 110%). Un successo, dunque, che può continuare a contribuire al rilancio del settore dell’edilizia e alla “decarbonizzazione” degli edifici per combattere il climate change. Il Superbonus sarà prorogato a tutto il 2023 sia per i condomini che per le case unifamiliari, anche se per queste ultime è probabile ci siano limitazioni importanti. In particolare:

  • per i condomini e gli edifici composti da due a quattro unità immobiliari con unico proprietario o stessa comproprietà da più persone il Superbonus 110% è esteso in modo invariato fino al 31 dicembre 2023, ma dopo tale anno l’aliquota del 110% potrebbe scendere al 70% per le spese sostenute nel 2024 e al 65% per le spese sostenute nel 2025;
  • per gli edifici unifamiliari, il Superbonus 110%, stando all’ultima versione del testo presentato dal Governo, sarà prolungato solo se la pratica CILAS (Comunicazione di inizio lavori asseverata per il Superbonus) è stata presentata entro il 30 settembre 2021 oppure se l’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è inferiore a 25.000 e se l’immobile oggetto di intervento è una prima casa. Negli altri casi, per gli edifici unifamiliari il Superbonus dovrebbe terminare il 30 giugno 2022.

Per il Superbonus 110% è stata confermata la possibilità di sfruttare, al posto della detrazione fiscale in 5 anni, la cessione del credito fiscale a soggetti terzi (come Istituti di credito) o lo sconto in fattura praticato direttamente dall’impresa che effettua i lavori. Su questi aspetti, però, il Governo ha predisposto un decreto “antifrode” che autorizza l’Agenzia delle Entrate a effettuare controlli preventivi sui soggetti fiscali e a imporre il visto di conformità anche nel caso in cui il contribuente decida di detrarre il credito dal proprio cassetto fiscale (ad eccezione del caso in cui venga utilizzata la dichiarazione dei redditi precompilata).
Tale Decreto legge è stato pubblicato l’11 novembre in Gazzetta Ufficiale e dovrà superare il tradizionale iter di conversione in legge (massimo 60 giorni).

Ecobonus e Bonus ristrutturazioni prorogati per tre anni

Le altre detrazioni per le ristrutturazioni, ossia Ecobonus “ordinario” per la riqualificazione energetica al 50, 65 e 70% e Bonus ristrutturazioni al 50% per il recupero del patrimonio edilizio e per impianti a fonte rinnovabile come i pannelli fotovoltaici (per spese fino a 96.000 euro), oltre al Sismabonus dal 50 all’85%, proseguiranno anche dopo il 31 dicembre 2021 e più precisamente per tre anni, fino al 31 dicembre 2024.
Anche nel caso di questi bonus, come già per il Superbonus, sarà ancora possibile (a meno di nuovi cambi di rotta dell’ultimo momento!) sfruttare la cessione del credito o lo sconto diretto in fattura al posto della detrazione fiscale in 10 anni, una modalità decisamente preferita dagli utenti dato che, in questo modo, è possibile monetizzare velocemente la detrazione spettante oppure, nel caso dello sconto in fattura, sborsare direttamente solo la quota netta, una volta tolta la detrazione. Su questo aspetto il Decreto legge Antifrode ha introdotto un’importante novità, ossia quella di rendere obbligatorio il Visto di Conformità anche per tutti gli interventi dei bonus tradizionali. 

Bonus facciate salvo ma decurtato

Il Bonus facciate, uno strumento fiscale che permette l’agevolazione su interventi di recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, di qualsiasi categoria catastale, ubicati in zona A o B inclusi i balconi e gli ornamenti, era stato inizialmente cancellato dalla lista dei Bonus da mantenere in vita dopo il 2021. Invece, sarà prorogato anche per tutto il 2022, ma con una importante differenza: la detrazione scenderà infatti dal 90 al 60%, restando al 90% solo per chi avrà pagato tutti i lavori entro il prossimo 31 dicembre.

Bonus mobili anche nel 2022

Proseguirà dopo il 2021 anche il Bonus mobili, che consente di detrarre in 10 anni il 50% delle spese per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici legati a una ristrutturazione edilizia. Il tetto massimo di spesa, tuttavia, nel 2022 scenderà dall’attuale soglia di 16.000 euro a 5.000, ritornando di fatto alla cifra che era in vigore fino allo scorso anno.

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