15 luglio 2021  |  a cura di Alberto Zardini  |  condividi con

Quando è possibile fare lo scarico a parete per la caldaia

15 luglio 2021
Normative e Agevolazioni fiscali

La normativa stabilisce una serie di casi in cui è possibile derogare all’obbligo di scarico a tetto per le caldaie, sfruttando uno scarico a parete. Ecco tutto quello che devi sapere per orientarti.

AGGIORNAMENTO 15 LUGLIO 2021

Di norma tutte le caldaie di nuova installazione devono obbligatoriamente scaricare a tetto, avendo quindi a disposizione un’apposita canna fumaria che sbuca sopra il colmo della falda. (ricordiamo che da settembre 2015 tutte le caldaie di nuova commercializzazione devono essere del tipo a camera stagna a condensazione, come le caldaie a condensazione a gas Viessmann, efficienti e affidabili). Esistono però alcune situazioni in cui questa configurazione è particolarmente difficile da realizzare, o addirittura impossibile, ed è allora consentito installare una caldaia utilizzando uno scarico a parete. Vediamo quando questo si può fare.

Cosa dice la normativa sullo scarico a tetto e a parete della caldaia?

Come previsto dalla Legge n. 90 del 2013 (poi confermato con modifiche dal D.Lgs n.102 del 4 Luglio 2014), a partire dal 31 agosto 2013 per tutti gli impianti termici di nuova realizzazione o installati in sostituzione di una caldaia precedente, vige l'obbligo di scaricare a tetto, tramite collegamenti ad apposite canne fumarie con sbocco sopra il tetto dell'edificio (esattamente a un metro sopra il colmo) e comunque alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica locale vigente. Questa prescrizione normativa nasce dal fatto che i prodotti derivanti della combustione (ossidi di azoto, ossido di carbonico, anidride carbonica, polveri sottili, ecc.) sono nocivi per la salute delle persone.

Tuttavia, la stessa legge stabilisce questi casi in cui è possibile derogare a quanto stabilito realizzando uno scarico a parete:

  • quando si sostituiscono generatori di calore di qualsiasi tipo con scarico a parete installati in data antecedente al 31 agosto 2013 (lo scarico a parete già esistente deve essere “lecito”, quindi documentato);
  • quando si sostituiscono vecchie caldaie a camera aperta (ossia dove l’aria comburente necessaria alla combustione viene aspirate dall'ambiente) con scarico in una canna fumaria collettiva ramificata condominiale;
  • quando l'adempimento dell'obbligo risulta incompatibile con norme di tutela degli edifici oggetto dell'intervento (ad esempio edifici storici dove non sono ammessi comignoli), adottate a livello nazionale, regionale o comunale;
  • quando il progettista abilitato attesta e assevera l'impossibilità tecnica di realizzare lo scarico a tetto dei fumi.

Il D.Lgs 102/2014, inoltre, stabilisce che è possibile utilizzare lo scarico a parete anche in questi casi:

  • quando si istallano caldaie a condensazione in sostituzione di impianti termici individuali già esistenti siti in condominio, se non sono già presenti canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione con sbocco sopra il tetto idonei o adeguabili all’utilizzo dei generatori a condensazione;
  • quando si installano generatori ibridi composti da una caldaia a condensazione a gas e da una pompa di calore dotati di certificazione di prodotto.

Quali caratteristiche devono avere le caldaie per poter scaricare a parete?

Come abbiamo visto, la sostituzione di un generatore di calore individuale installato prima del 31 agosto 2013 non prevede la modifica dello scarico esistente, anche se questo è a parete e non a tetto. Allo stesso modo è possibile realizzare uno scarico a parete quando si sostituisce un vecchio generatore a camera aperta in un condominio con canna fumaria collettiva ramificata.

È obbligatorio, però, rispettare precise distanze nel posizionamento del terminale di scarico, secondo quanto stabilito dalla norma di riferimento UNI 7129:2015 parte 3.

Le nuove caldaie installate, infine, devono soddisfare il decreto sui requisiti minimi degli edifici (Decreto interministeriale 26 giugno 2015), adempiere al Regolamento UE 813/2013 sulla progettazione ecocompatibile degli apparecchi per il riscaldamento, con requisiti prestazionali più restrittivi necessari per avere la marcatura CE, e al Regolamento UE 811/2013 relativamente all’etichettatura indicante il consumo di energia, per una chiara indicazione delle prestazioni energetiche degli apparecchi ( è l’etichetta energetica attualmente in vigore, che vi spieghiamo in questo articolo).

Ok all’espulsione dei fumi a parete, ma con l’asseverazione del tecnico

Acquistando una caldaia a gas a condensazione con alto rendimento e basse emissioni, ma trovandosi di fronte all'impossibilità tecnica di accedere con la canna fumaria al tetto, lo scarico dei fumi a parete è una soluzione possibile in molti casi. Oltre a rispettare tutte le condizioni che abbiamo elencato, però, è importante ricordarsi che per gli impedimenti di natura “logistica” ci deve essere necessariamente l’asseverazione da parte di un tecnico qualificato (progettista). L'asseverazione del tecnico deve fare riferimento a tutte le normative e i regolamenti vigenti.

Oltre alle normative nazionali, inoltre, bisogna verificare l’esistenza di eventuali Regolamenti edilizi comunali o Direttive regionali che possono essere più stringenti.

A fine lavori, poi, dovrà sempre essere richiesta la Dichiarazione di Conformità dell’impianto installato, attraverso il quale il tecnico installatore dichiara che l’intervento è stato effettuato rispettando le normative in vigore.

Adesso che sai di poter contare ancora sullo scarico dei fumi, non ti resta che scegliere il nuovo generatore di casa! Se sei interessato alle caldaie a condensazione, scarica la Guida gratuita qui sotto e scopri quanto puoi risparmiare con un sistema di riscaldamento davvero efficiente.

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Perché non scegliere la pompa di calore?

Se non è possibile realizzare uno scarico a tetto e non si rientra con certezza in una delle deroghe previste, vale la pena di considerare soluzioni di riscaldamento alternative ai generatori a combustione. Ci riferiamo, in particolare, alla pompa di calore, che non necessita di scarico fumi e, essendo classificata come elettrodomestico, non presenta limiti di installazione.

Il riscaldamento a pompa di calore è un’alternativa ecologica al riscaldamento tradizionale, perché non ha emissioni utilizzando l’energia elettrica e l’energia termica presente in fonti rinnovabili e gratuite, generalmente l’aria.

Rispetto a una caldaia a condensazione a metano il risparmio ottenibile è nell’ordine del 30% (ma in alcuni casi molto di più). I modelli più evoluti di pompe di calore, come le recenti Vitocal 100-A di Viessmann, affiancano un altissimo livello di efficienza (classe A+++) a configurazioni adattabili a qualsiasi ambito domestico.

Chiedi sempre consiglio a un tecnico specializzato. Oltre a chiarire i vari punti e far luce sulle norme di legge, saprà indicarti il generatore di calore più adatto per le tue esigenze.

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