3 agosto 2022  |  a cura di Stefania Brentaroli  |  condividi con

REPowerEU, è l’ora della transizione energetica

3 agosto 2022
Transizione energetica

Il piano REPowerEU punta su fotovoltaico, pompe di calore ed efficienza per la transizione energetica che renderà l’Europa più indipendente e sostenibile.

Riuscirà l’Europa a vincere la sfida della transizione energetica? La questione è diventata urgente come in questi ultimi mesi, ingigantita dall’impennata dei costi energetici post pandemia e poi dalla guerra Russia-Ucraina che mette a rischio le forniture di gas di tutto il continente. Le variabili in gioco sono cruciali: la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, la sostenibilità economica per famiglie e imprese e la questione ambientale.
La sfida è enorme e tutte le soluzioni al momento ipotizzate rischiano di sembrare la classica coperta troppo corta. Le istituzioni europee intendono però fare sul serio: il nuovo piano REPowerEU punta a consentire la transizione energetica decarbonizzando in gran parte i nostri consumi in meno di otto anni. Per ora si tratta di linee guida generali, vediamo come si passerà dalle parole ai fatti.

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Indice:

  1. REPowerEU: gli obiettivi generali e le risorse
  2. I 5 pilastri del piano REPowerEU
  3. Tecnologie rinnovabili protagoniste fella transizione energetica

REPowerEU: gli obiettivi generali e le risorse

Presentato lo scorso 18 maggio dalla Commissione Europea, REPowerEU propone una transizione energetica veloce per vincere due sfide principali: porre fine alla dipendenza dell'UE dai combustibili fossili importati dalla Russia (l’obiettivo è tagliare le importazioni di gas russo di due terzi entro la fine dell'anno e di azzerarle entro il 2026 o il 2027) e affrontare la crisi climatica.

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REPowerEU è una sorta di revisione al rialzo del pacchetto llegislativo chiamato “Fit for 55”, il piano di attuazione a lungo termine del Green Deal europeo per contrastare il cambiamento climatico, climate change, teso a ridurre le emissioni nette di gas effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 per poi raggiungere la “neutralità climatica” entro il 2050.
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I 5 pilastri del piano REPowerEU

Come vuole vincere a sfida della transizione energetica il nuovo piano europeo REPowerEU? Agendo su queste leve:
  • risparmiare energia;
  • diversificare l’approvvigionamento;
  • accelerare la diffusione delle energie rinnovabili;
  • ridurre il consumo di fonti fossili nell'industria e nei trasporti;
  • combinare in modo intelligente investimenti e politiche di riforma.

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REPowerEU metterà in campo 210 miliardi di euro da qui al 2027, che si aggiungeranno a quelli necessari per realizzare gli obiettivi delle proposte del pacchetto Fit for 55 %. A livello di singoli Paesi si tratterà di aggiungere un tassello dedicato al RePowerEU nei Piani nazionali di recupero e resilienza (Pnrr), e le fonti di finanziamento saranno da pescare all’interno dei prestiti non ancora utilizzati del Next Generation Eu e dai ricavi delle aste Ets sulle emissioni di CO2.
Gli investimenti però, dovrebbero ripagare: entro il 2030 l'attuazione del pacchetto Fit for 55 e di REPowerEU consentirà all'UE di risparmiare ogni anno 80 miliardi di euro sulle importazioni di gas, 12 miliardi di euro sulle importazioni di petrolio e 1,7 miliardi di euro su quelle di carbone.

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Tecnologie rinnovabili protagoniste della transizione energetica

Il capitolo delle rinnovabili è fondamentale all’interno di REPowerEU, perché le fonti pulite rappresentano la scelta a medio lungo termine “definitiva”, quella che consentirebbe all’Europa di diventare insieme autonoma e sostenibile. L’UE propone così di aumentare dal 40% al 45% l'obiettivo per il 2030 per le rinnovabili elettriche rispetto al pacchetto Fit for 55%. Tutti i settori dove le fonti rinnovabili possono essere introdotte sono coinvolti, dalla generazione di energia elettrica all’industria, dall’edilizia ai trasporti. Secondo la Commissione, questo non solo darà impulso alla transizione verde, ma abbasserà anche i prezzi dell’energia.

New call-to-action Vediamo cosa potrebbe cambiare dal punto di vista delle tecnologie che utilizziamo per produrre e consumare energia.
In particolare, l’Europa intende:

  • arrivare a 320 GW di capacità solare fotovoltaica installata entro il 2025, circa il doppio dell’installato attuale, e puntare a 600 GW entro il 2030; così l’Europa potrebbe sostituire 9 miliardi di metri cubi di gas;
  • obbligo graduale di installare pannelli solari fotovoltaici e termici su edifici pubblici nuovi e non, sui nuovi edifici commerciali e residenziali;

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  • raddoppiare il tasso di diffusione delle pompe di calore per ottenere un totale di 10 milioni di unità nei prossimi 5 anni; coerentemente con questa strategia, l’Europa prevede un abbandono graduale delle caldaie a combustibili fossili “autonome” (più precisamente, non “assistite” da fonti rinnovabili): parallelamente, si vuole sviluppare e modernizzare i sistemi di teleriscaldamento per sostituire i combustibili fossili nel riscaldamento individuale, ricorrendo a sistemi puliti di riscaldamento collettivo (integrando anche l’energia geotermica e il termosolare), in particolare nelle zone e nelle città densamente popolate;

L'installazione di pompe di calore da utilizzare per il riscaldamento di vecchi edifici è possibile, ma bisogna rispettare alcuni requisiti per garantire comfort ed efficienza. > Leggi l'approfondimento

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  • individuare zone specifiche dove installare i grandi impianti rinnovabili con procedure di autorizzazione abbreviate e semplificate in presenza di minori rischi ambientali;
  • ottenere 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile prodotto internamente e 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile importato entro il 2030 per sostituire gas naturale, carbone e petrolio nei trasporti e nei settori industriali difficili da decarbonizzare.

In natura è ovunque, può essere prodotto in modo sostenibile, bruciando non produce CO2. E le caldaie a idrogeno per il riscaldamento green sono già disponibili. > Leggi l'approfondimento

Lo sforzo, soprattutto per il fotovoltaico, appare enorme; in particolare l’Italia ha visto negli ultimi anni rallentare le installazioni con meno di 1 GW lo scorso anno che equivale a circa un decimo di quello che servirebbe per concretizzare l’obiettivo di REPowerEU.

È arrivato il momento di prepararsi a una sterzata veloce. Il clima non ci fa sconti.New call-to-action

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