19 febbraio 2021  |  a cura di Alberto Villa  |  condividi con

Villetta classe D, le tecnologie giuste per Superbonus 110%

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19 febbraio 2021
Normative e Agevolazioni fiscali

Un sistema come Hybridcell-MS di Viessmann può essere la soluzione ottimale con climi invernali rigidi e quando l’edificio ha un discreto isolamento. Possibili risparmi di energia del 60%.

Dopo avervi raccontato quali tecnologie installare per accedere al Superbonus con una casa in classe B, oggi forniamo qualche consiglio sulle scelte da effettuare quando l’abitazione parte da una situazione energetica meno performante. Consideriamo un caso in cui molti di voi potranno senz’altro ritrovarsi: una villetta residenziale di circa 120 m2 costruita nei primi anni 2000, situata in zona climatica E (nella quasi totalità del Nord Italia o nelle zone appenniniche del centro-sud Italia), disposta su due livelli con una taverna interrata e un piano terra.

Quali sono gli interventi migliori per la detrazione al 110%? Quali risparmi si potranno ottenere, una volta completato l’intervento? (Per sapere come accedere all’Ecobonus 110% tramite la rete di Progettisti Viessmann leggi qui).

La nostra villetta non è più “giovanissima” ed è caratterizzata da un involucro abbastanza isolato, ma conforme alla normativa vigente 20 anni fa e non a quella attuale. È sprovvista, quindi, di un cappotto tipico delle costruzioni odierne (circa 12 cm) e presenta un isolamento in intercapedine nella muratura di spessore più ridotto e che determina parecchi ponti termici (ossia zone nelle quali avviene dispersione di calore) in corrispondenza di solette, pilastri e balconi.
L’impianto di riscaldamento è costituito da una caldaia tradizionale che serve anche per la produzione di acqua calda sanitaria, collegata a comuni radiatori, che funzionano a media-alta temperatura.
La classe energetica è D, con un consumo di energia primaria non rinnovabile (ricordiamo che l’APE basa la propria pagella proprio su questo parametro) pari a 18.146 kWh/anno.

La simulazione effettuata dai tecnici Viessmann consente all’immobile di fare un balzo di due classi energetiche fino alla B (rientrando così nel Superbonus) sostituendo solamente l’impianto di riscaldamento tradizionale con un impianto ibrido.

Un impianto ibrido - intervento trainante che consente l’accesso diretto al Superbonus 110% - è composto da una pompa di calore affiancata da una caldaia a condensazione che entra in funzione in caso di necessità o quando la temperatura esterna è molto bassa per cui il funzionamento della pompa di calore risulta meno conveniente.
La presenza della caldaia si rende necessaria perché, da sola, la pompa di calore non potrebbe garantire il comfort ottimale nei mesi più freddi, considerando l’isolamento non perfetto dell’involucro e la zona climatica dove si trova l’abitazione. In questo caso, si è ipotizzata l’installazione di un sistema ibrido Hybridcell-MS, una soluzione certificata che affianca due generatori di calore specificamente progettati per il funzionamento in abbinamento (pompa di calore monoblocco tipo split Vitocal 100-S o Vitocal 200-S fino a 8 kW e caldaia a condensazione Vitodens serie 100/200) oltre a un accumulo inerziale ibrido da 40 litri.

Per essere ammessi alle agevolazioni fiscali, i sistemi ibridi, oltre a dover rispettare determinati requisiti sui rendimenti, devono essere caratterizzati dalla presenza di una pompa di calore di potenza non superiore al 50% della potenza della caldaia.
In questo caso il progetto ha previsto una pompa di calore con potenza di 6,6 kW con una caldaia a condensazione da 19 kW.
La pompa di calore non è dimensionata per coprire il carico di punta, per il quale subentrerà la caldaia, ma riuscirà comunque a coprire la maggior parte del fabbisogno termico stagionale.
Nello specifico, il fabbisogno di riscaldamento sull’intera stagione invernale sarà coperto complessivamente per l’82% dalla pompa di calore e per il 12% dalla caldaia, anche se nei mesi più rigidi come gennaio il contributo della caldaia potrà arrivare al 45%.


Il prevalente funzionamento della pompa di calore apporta un consistente contributo di energia rinnovabile, elemento fondamentale ai fini del salto di classe energetica. Per un utilizzo realmente efficiente (ed economico!) dell’impianto è necessario farlo funzionare a temperatura scorrevole. Cosa significa? Vuol dire che all’aumentare della temperatura esterna, quando il fabbisogno di calore dell’edificio cala, diminuisce anche la temperatura di mandata all’interno dei terminali, in questo caso i termosifoni.
Così la pompa di calore riesce a lavorare in maniera estremamente efficiente, con un COP (Coefficiente di prestazione) pari a 4,88 considerando le condizioni nominali standard A7/W35 (ossia temperatura esterna 7°, temperatura di mandata 35 °C).

L’installazione del sistema ibrido Hybridcell-MS, così configurato, porta a un consumo di energia primaria non rinnovabile pari a 10.865 kWh/anno, con un risparmio del 60% rispetto alla situazione di partenza.

Il funzionamento a temperatura scorrevole è fondamentale per ottenere queste prestazioni. Se non fosse possibile impostare un funzionamento a temperatura scorrevole, i rendimenti della pompa di calore sarebbero più bassi, di conseguenza, il contributo in termini di energia primaria non rinnovabile sarebbe superiore. Senza contare che i consumi in bolletta della pompa di calore sarebbero decisamente più alti.

Per questo motivo è sempre necessaria un’analisi preliminare da parte di un professionista qualificato, come i Progettisti della Viessmann Professional Network, che dovrà valutare il funzionamento dei terminali esistenti e il soddisfacimento del comfort termico negli ambienti in funzione della temperatura di mandata ed eventualmente valutare una sostituzione dei terminali, laddove fattibile.

Viessmann-Professional-Network-superbonus-110

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