17 gennaio 2022  |  a cura di Alberto Villa  |  condividi con

Superbonus condomini e pompa di calore centralizzata

17 gennaio 2022
Pompe di Calore, Riscaldamento Condominio

Con il Superbonus puoi riqualificare l’impianto condominiale con una pompa di calore mantenendo i termosifoni esistenti. Scopri i vantaggi.

I condomini potranno sfruttare il Superbonus 110% fino alla fine del 2023. Dopo questa data l’agevolazione sarà sempre disponibile, ma con aliquote di detrazione decisamente più basse: 70% per le spese sostenute nel 2024 e 65% per quelle sostenute nel 2025.

Questo significa che hai ancora due anni a disposizione per riqualificare energicamente a costo zero il condominio dove vivi oppure i condomini che amministri. La condizione fondamentale è che l’immobile ottenga il doppio salto di classe energetica e che sia realizzato almeno uno degli interventi “trainanti” (per sapere di più sull’accesso al Superbonus leggi anche la nostra GUIDA all’efficienza energetica nei condomini).

Viessmann-Professional-Network-superbonus-110

Tra le varie opzioni a disposizione per soddisfare i requisiti del Superbonus 110%, il tuo condominio può valutarne una particolarmente interessante, perché è la più ecosostenibile e apporta importanti risparmi sul riscaldamento condominiale senza impattare sulla tua vita con pesanti interventi nell’appartamento: è l’installazione di una pompa di calore per il riscaldamento centralizzato mantenendo i termosifoni esistenti.

Superbonus condomini con pompa di calore? Sì, è possibile

La pompa di calore è una delle tecnologie che accede direttamente al Superbonus 110% essendo qualificato come “intervento trainante”. Si tratta di un sistema di riscaldamento estremamente efficiente a emissioni locali zero che sfrutta fonti rinnovabili ed energia elettrica.

Tuttavia, l’installazione di una pompa di calore in un condominio esistente come unico sistema di riscaldamento centralizzato è una pratica ancora poso diffusa. Le verifiche progettuali da mettere in conto, infatti, sono complesse, perché bisogna valutare la compatibilità del sistema con le condizioni dell’immobile da molti punti di vista:

  • Dimensioni
  • Livello di isolamento dell’edificio
  • Tipologia di infissi
  • Numero delle utenze da servire con l’acqua calda sanitaria
  • Quantità e tipologia di radiatori presenti

Senza queste verifiche il rischio è quello di ritrovarsi con un generatore di calore che non lavora con un buon rendimento (con conseguenze negative sui costi di riscaldamento) o che non riesce a soddisfare il comfort degli inquilini. Per questi motivi, spesso per il Superbonus nei condomini con riscaldamento centralizzato si opta per la sostituzione della vecchia caldaia con una moderna a condensazione oppure con un sistema ibrido (pompa di calore + caldaia a condensazione); entrambe le soluzioni consentono di mantenere in funzione i radiatori esistenti senza alcuna verifica, in quanto è sempre presente una caldaia.
Dall’esperienza degli operatori come Viessmann, però, emerge che anche l’installazione di una pompa di calore, salvando i termosifoni esistenti, è un intervento fattibile in moltissimi casi, e magari potrebbe essere fatto anche nel tuo condominio! 

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Il problema della temperatura dell’acqua dei termosifoni

I tradizionali radiatori generalmente funzionano con temperature di mandata dell’acqua comprese tra i 60 e i 70°C, mentre le pompe di calore, salvo applicazioni specifiche, solitamente lavorano con temperature inferiori. Molto spesso, però, i terminali presenti nei condomini possono riscaldare bene anche con temperature dell’acqua non superiori a 55°C, perché sono di fatto sovradimensionati rispetto alle effettive esigenze. Vediamo perché.
Un impianto con pompa di calore è concepito per funzionare 24 ore su 24 e non in modalità intermittente come la maggior parte degli impianti esistenti. Con i vecchi impianti, i terminali di riscaldamento dovevano essere sovradimensionati di una percentuale fino al 30% che permettesse una rapida messa a regime della temperatura ambiente dopo le ore di spegnimento previste dalla legge. Con un funzionamento 24 ore su 24, invece, per raggiungere e mantenere il comfort desiderato utilizzando gli stessi terminali sono sufficienti nella maggior parte dei casi temperature compatibili con il funzionamento delle pompe di calore (50/55°C), anche nelle condizioni cosiddette “di progetto”, ossia condizioni estreme che si verificano per pochissime ore all’anno. 
La possibilità di mantenere i termosifoni esistenti si verificherà più facilmente se il tuo condominio deciderà di sostituire anche gli infissi (intervento che accede al Superbonus come “trainato”). E non dimentichiamo che con il Superbonus 110% sono sostituibili anche i radiatori, per cui in alcune situazioni “critiche”, si potrà optare per modelli (magari di design) con una componente radiante più grande che funzionano meglio a temperature più basse; oppure si potrà prevedere l’installazione di fan-coil.

Meglio se il condominio è piccolo

La principale criticità per installare nel tuo condominio una pompa di calore con il Superbonus 110% riguarda le dimensioni dell’immobile: più è grande, più è probabile che ci siano situazioni critiche sui terminali di riscaldamento o dispersioni di calore nell’impianto di distribuzione. In questo caso, la temperatura di mandata deve tenere conto fino a 5°C di perdite di temperatura all’appartamento più lontano (o anche maggiori se l’isolamento delle tubazioni è deteriorato). Inoltre, più è grande il condominio più è difficile soddisfare adeguatamente con la sola pompa di calore la richiesta di acqua calda sanitaria (ACS). La temperatura di riscaldamento, infatti, può essere ridotta quando aumenta la temperatura esterna: se da progetto esiste la famosa “compatibilità” dei radiatori esistenti con una temperatura di circa 55°C nelle condizioni peggiori, ad esempio con -5°C di temperatura esterna, significa che potrai stare tranquillo in qualsiasi stagione. Con l’ACS, invece, la pompa di calore deve lavorare alla massima potenza per mantenere l’acqua a 50/55°C tutto l’anno, indipendentemente dalla temperatura esterna.
Per questi motivi, se il tuo condominio è di grandi dimensioni è opportuno valutare la sostituzione della caldaia centralizzata con un sistema ibrido. Ma se le unità abitative condominiali sono poche, da 2 fino a un massimo di 8 o 10, una pompa di calore come intervento trainante per il Superbonus (magari persino di taglia residenziale da montare in cascata, come la Viessmann Vitocal 200-S ) è senz’altro un’opzione da considerare. Il tuo condominio la installerà a costo zero, sarà più sostenibile e otterrà un risparmio sui consumi di riscaldamento attorno al 20%, che potrà arrivare anche al 50% con il cambio dei serramenti e il cappotto termico. Se l’intervento complessivo comprende anche l’installazione di un impianto fotovoltaico a servizio dell’utenza condominiale, allora potrai affermare di vivere in un condominio che contribuisce alla lotta al climate change!

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