4 giugno 2021  |  a cura di Alberto Villa  |  condividi con

Superbonus: doppio salto di classe in condominio con sistema ibrido

Quando un condominio è già dotato di cappotto termico, per sfruttare il Superbonus 110% bisogna intervenire sull’impianto di riscaldamento. Un sistema ibrido può essere la soluzione.

Per effettuare il doppio salto di classe energetica e accedere quindi al Superbonus 110%, un condominio vecchio e scarsamente isolato deve, in molti casi, prendere in considerazione il cappotto termico, intervento trainante che consente di accedere direttamente all’agevolazione. 

Cosa succede, invece, quando un condominio è già dotato di cappotto termico, magari perché è di recente costruzione oppure perché riqualificato negli ultimi anni? È possibile sfruttare il Superbonus 110% per migliorare ulteriormente le prestazioni energetiche e abbassare le bollette? La risposta è sì e la fattibilità dell’intervento, tutto sommato, è semplice. Vediamo quale può essere la soluzione migliore. (Per sapere tutto sugli interventi indicati per accedere al Superbonus in condominio leggi la nostra Guida all’efficienza energetica dei condomini).

Le condizioni di partenza del condominio

Il nostro studio di fattibilità prende in considerazione un “edificio-tipo” in zona climatica E (tutta la Pianura Padana e molte zone appenniniche), composto da 5 piani con 15 unità abitative totali, tre per piano, di 60-80 metri quadri ciascuna.

L’impianto di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria è costituito da una caldaia tradizionale che alimenta normali radiatori. È presente una regolazione con sonda climatica esterna di tipo on/off (ossia la caldaia si accende e si spegne in presenza di determinate condizioni di temperatura). Il rendimento medio annuo della caldaia non è ottimale (81,4%) e il fabbisogno di energia primaria non rinnovabile (il parametro considerato nell’Attestato di Prestazione Energetica) si attesta a 140,74 kWh/m2 anno, quindi l’edificio rientra in classe C.

Essendo già presente il cappotto termico, l’intervento trainante che consente di accedere al Superbonus 110% deve riguardare gli impianti della centrale termica: si potrebbe scegliere una caldaia a condensazione, una pompa di calore oppure un sistema ibrido.

Un’attenta valutazione delle caratteristiche dell’edificio, dei terminali di riscaldamento presenti (i radiatori) e della zona climatica, fa ricadere la scelta su un sistema ibrido, in grado di mantenere elevati livelli di comfort ed efficienza senza doversi preoccupare delle temperature di mandata di cui necessitano i termosifoni esistenti e, in più, di aggiungere un importante apporto di fonti rinnovabili, indispensabile per risalire nella classifica dell’APE. Un sistema ibrido, infatti, abbina una pompa di calore a una caldaia a condensazione che entra in funzione quando strettamente necessario, salvaguardando sempre il massimo apporto possibile di energia da fonti rinnovabili garantito dal funzionamento della pompa di calore.

Vitocal 200-A PRO di Viessmann è una soluzione indicata: si tratta di un sistema ibrido certificato composto da una caldaia a condensazione e da una pompa di calore progettate per il funzionamento in abbinamento. La potenza di progetto ipotizzata per i due generatori, con condizioni standard di 7°C, è di 42 kW per la pompa di calore e di 90 kW per la caldaia. Per potere essere ammessi alle agevolazioni fiscali come il Superbonus 110%, infatti, i sistemi ibridi devono includere una pompa di calore con potenza nominale al massimo pari al 50% di quella della caldaia.

Le nuove prestazioni energetiche con il sistema ibrido

L’impianto così configurato e impostato per funzionare a temperatura scorrevole riesce ad ottenere prestazioni eccellenti, con la copertura quasi totale del carico energetico data dalla pompa di calore: complessivamente, nell’arco dell’anno, questo generatore copre il 96% del fabbisogno di riscaldamento, e anche nei mesi invernali più freddi il contributo della caldaia è molto contenuto (15% al massimo in gennaio). Il funzionamento a temperatura scorrevole è fondamentale perché consente di diminuire la temperatura di mandata all’impianto quando aumenta la temperatura esterna, con un conseguente sensibile aumento delle prestazioni della pompa di calore. Ad esempio, se la macchina per produrre acqua a 55°C in gennaio ha un COP (Coefficiente di prestazione) pari a 2,67, abbassando la temperatura a 45°C nel mese di novembre il COP aumenta a 3,40.

A conti fatti, il risultato della sostituzione della vecchia caldaia tradizionale con un sistema ibrido Vitocal 200-A PRO è un aumento del rendimento dell’impianto di riscaldamento del 184% rispetto alla situazione di partenza, mentre il fabbisogno di energia primaria non rinnovabile dell’edificio si riduce a 78 kWh/m2 anno, sufficienti per entrare in classe energetica A2 e fare il doppio salto nella classifica dell’APE.

installatori-partner-viessmann

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