I consumi invernali di una pompa di calore dipendono principalmente dal rendimento della macchina (che si misura tramite il COP e lo SCOP), dalla zona climatica, dal tipo di edificio e dalla temperatura di mandata dell'impianto, che deve essere il più bassa possibile compatibilmente con la richiesta termica dell'abitazione. Scopri nella nostra guida quanto puoi risparmiare sostituendo una caldaia a condensazione in una villetta a schiera e in un appartamento.
Indice:
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COP E SCOP: come si capisce quanto è efficiente una pompa di calore
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Scenari reali di utilizzo in Italia nel 2026: villetta a schiera
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Scenari reali di utilizzo in Italia nel 2026: appartamento da 100 m2

Introduzione alla pompa di calore
Delle pompe di calore si sente spesso dire che rappresentano il “riscaldamento del futuro" per gli edifici, perché sono estremamente efficienti e sostenibili per l’ambiente.
Stiamo parlando dei sistemi comunemente installati in ambito residenziale: i modelli aria-acqua che riscaldano l’acqua dell’impianto che arriva ai terminali e che sono in grado di riscaldare, produrre acqua calda sanitaria e di raffrescare utilizzando solo la corrente elettrica, diminuendo le emissioni di gas serra.
La promessa di questa tecnologia è quella di garantire una netta diminuzione delle spese per il riscaldamento, rispetto all’utilizzo di una caldaia. E questa promessa è tendenzialmente sempre vera.

Chi valuta di installare una pompa di calore, però, si pone spesso queste domande: quanto consuma realmente una pompa di calore? Conviene davvero? I dubbi sono alimentati anche dalle lamentele di qualche utente che, una volta fatta l’installazione, dichiara di ritrovarsi con bollette elettriche elevate.
Come prima cosa, bisogna ricordare che, se è vero che la bolletta elettrica annuale sale, per contro diminuisce (o scompare del tutto) quella del gas perché il riscaldamento non dipende più da questa fonte. Inoltre, i consumi effettivi di una pompa di calore dipendono da molti fattori, come la zona climatica, il tipo di edificio e il corretto dimensionamento dell’impianto.
In questa guida analizziamo proprio iconsumi tipici di una pompa di calore aria acqua e i costi medi in Italia nel 2026, aggiungendo qualche esempio pratico per capire perché questi sistemi rappresentano una scelta realmente conveniente.

Come funziona una pompa di calore
Partiamo come una breve spiegazione del funzionamento di una pompa di calore, perché già da questo si può comprendere perché rappresenti la scelta di riscaldamento che comporta più vantaggi.
Una pompa di calore funziona trasferendo agli ambienti di casa energia termica già presente in una fonte naturale (generalmente l’aria esterna).
Facciamo un paragone con un impianto idraulico: come una pompa di sollevamento trasferisce l'acqua da un bacino a quota più bassa a un altro a quota più alta, così la pompa di calore trasferisce calore da una sorgente a temperatura più bassa (l'aria esterna in inverno ad esempio) a una sorgente a temperatura più alta (l'impianto di riscaldamento a 45/50°C).

Per fare questo utilizza energia elettrica. In sostanza, non deve produrre tutta l’energia termica che restituisce bruciando un combustibile, come fa una caldaia, perché sfrutta in parte un'energia che esiste già: è proprio per questo motivo che da un punto di vista energetico una pompa di calore è sempre più efficiente di una caldaia, anche in condizioni di lavoro non favorevoli. La tecnologia si basa sul ciclo termodinamico di un gas refrigerante che circola in un circuito chiuso e attraversa quattro fasi principali: evaporazione, compressione, condensazione, espansione.

Passando nell’evaporatore il fluido, inizialmente molto freddo, assorbe calore dall’esterno e inizia ad evaporare. Il passaggio nel compressore aumenta temperatura e pressione del fluido che, una volta divenuto gas molto caldo, cede calore nel condensatore e da questo all’acqua dell’impianto. Infine, una valvola di espansione riporta il fluido allo stato iniziale.
Se sono reversibili, ossia se possono invertire il ciclo di funzionamento, le pompe di calore prelevano calore dall’interno e lo trasferiscono all’esterno, svolgendo in estate la funzione di raffrescamento di un climatizzatore aria aria. In sostanza, una pompa di calore non è solo il generatore di un impianto di riscaldamento, ma si occupa della climatizzazione e del comfort domestico tutto l'anno.
COP E SCOP: come si capisce quanto è efficiente una pompa di calore
I consumi di una pompa di calore per il riscaldamento invernale sono collegati a diversi fattori. Dal punto si vista dell’efficienza della “macchina”, entrano in gioco due parametri fondamentali: COP (Coefficient of Performance, o Coefficiente di prestazione) e SCOP (Seasonal Coefficient of Performance).
- COP: indica il rapporto tra l’energia termica prodotta e l’energia elettrica consumata in condizioni di prova standard; le condizioni standard comuni per le pompe di calore aria acqua prevedono 7 °C di temperatura esterna e una temperatura dell’acqua di mandata di 35°C (la sigla in etichetta in questo caso è A7/W35). Un COP pari a 5, ad esempio, significa che in condizioni standard con 1 kWh elettrico la pompa produce circa 5 kWh di energia termica. Le moderne pompe di calore residenziali di Viessmann hanno in condizioni nominali (A7W35 e carico medio) un COP compreso tra 5,3 e 5,5. Il COP fornisce un'indicazione molto utile sull'efficienza della macchina in una determinata condizione di riferimento ma non dà un'indicazione sul comportamento della pompa di calore nell'intera stagione invernale. Volendo fare un paragone con il mondo automobilistico, è come se avessimo un valore di consumo di una macchina a specifiche condizioni (130 km/h - autostrada - pianura). Il dato è interessante ma meno utile per un utilizzatore che vuole avere un'idea del consumo complessivo. Per questa ragione nel mondo automobilistico si ragiona sul consumo misto (varie velocità e tipologie stradali);
- SCOP: indica l’efficienza media della pompa di calore durante l’intera stagione di riscaldamento invernale e consente una stima più attendibile dei consumi reali, dato che le condizioni di temperatura esterna e dell’acqua di impianto cambiano in continuazione. Per determinare il SCOP avremo bisogno dei COP determinato per alcune coppie di temperature di funzionamento (ad esempio -7 °C esterni e 52 °C di mandata piuttosto che 7 °C esterni e 36 °C di mandata) e di una località tipica per simulare il funzionamento invernale (quante ore ci sono mediamente a determinate temperature di aria esterna). Il SCOP rappresenta la media pesata dei COP durante la stagione invernale: il maggior numero di ore invernali presentano una temperatura compresa tra 5 e 10°C, quindi è chiaro come il COP a 7°C esterni "peserà" molto di più di quello a -10°C. Per una pompa di calore aria acqua di ultima generazione, lo SCOP può variare indicativamente tra 3,9 e 5,2 a seconda delle condizioni: il massimo previsto dall'etichetta energetica di una pompa di calore è la classe A+++, che certifica uno SCOP superiore a 3,825 per funzionamento sui caloriferi (a media temperatura) e superiore a 4,45 per funzionamento sui pannelli radianti (a bassa temperatura). Le migliori pompe di calore di Viessmann sono in Classe A+++ come la nuova Vitocal 200-A intelligent energy, in modello monoblocco con potenze da 6 a 12 kW e un SCOP fino a 5,20 in applicazioni a bassa temperatura (35°C) e fino a 3,97 a media temperatura (55°C) 5,12fino a 5,1 (aria 7 °C/acqua 35 °C), che utilizza il propano come gas refrigerante.
Da cosa dipendono consumi ed efficienza
Le prestazioni di una pompa di calore, però, non dipendono solo dalle caratteristiche del modello installato. Esistono, infatti, altri importanti fattori. È un concetto molto simile ai consumi di un’automobile, che variano a seconda del tipo di percorso e dello stile di guida. Anche in questo caso, si parla infatti di consumo “medio” in un certo arco di tempo. Ecco quali sono gli altri importanti fattori.
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Temperatura esterna: quando la temperatura esterna diminuisce, la pompa deve lavorare di più per estrarre calore dall’aria e il COP si riduce. Con una temperatura sotto lo zero, ad esempio, il COP può ridursi a 3. Nei periodi più freddi dell’anno, quindi, bisogna mettere in conto consumi elettrici più elevati, che saranno compensati dai consumi più bassi nei giorni miti;
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Isolamento dell'edificio: una abitazione ben isolata disperde meno calore e richiede meno energia termica per raggiungere e mantenere il comfort interno;
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Temperatura di mandata: le pompe di calore raggiungono la massima efficienza quando lavorano con impianti a bassa temperatura, come i pannelli radianti a pavimento (circa 30-35 °C) o anche i ventilconvettori (circa 45 °C). I tradizionali radiatori richiedono in genere temperature decisamente più alte per riuscire a riscaldare bene gli ambienti, pertanto sono compatibili solo con determinate tipologie di pompe di calore ad alta temperatura che raggiungono i 70/75 °C.

Quanto consuma una pompa di calore, sulla carta
Per calcolare e avere una stima semplificata su quali siano i consumi di una pompa di calore, si può utilizzare la seguente formula teorica:
Consumo elettrico (kWh) = Potenza termica (kW) ÷ COP
Nella tabella sottostante riportiamo qualche esempio di COP per una pompa di calore in funzione della potenza erogata con una temperatura esterna di +7 °C e una temperatura dell'acqua di mandata di +35 °C di mandata.
| Potenza termica | COP | Consumo orario |
| 6 kW | 5,5 |
1,1 kWh |
| 8 kW | 5 | 1,6 kWh |
| 10 kW | 4,7 | 2,1 kWh |
Se ipotizziamo un utilizzo giornaliero del sistema di 6 ore con una potenza ridotta (ricordiamo infatti che il generatore erogherà la massima potenza quando la temperatura esterna è molto rigida), i consumi per una pompa di calore da 6 kW diventano di circa 6,6 kWh al giorno di energia elettrica, che equivalgono a circa 200 kWh in 30 giorni.
Se il costo dell'energia elettrica è di 0,30 €/kWh, la spesa mensile sarà pari a 60 euro, ossia 200 kWh × 0,30 €/kWh.

Ricordiamo che questa stima si basa su un valore COP a 7°C di aria esterna e 35 °C di mandata dell'acqua d'impianto, condizioni che potrebbero rappresentare mediamente un mese come novembre o marzo in località come Milano o Bologna. Nei periodi più freddi, infatti, il COP potrebbe scendere e il consumo orario aumenterà. Oltre al variare della temperatura esterna e di quella di mandata, bisogna poi considerare che i consumi aumentano in fase di accensione del sistema, per diminuire poi successivamente quando la temperatura è stata portata “a regime”. Un consumo orientativo annuale si può stimare considerando lo SCOP del sistema riportato sulle schede tecniche.
Scenari reali di utilizzo in Italia nel 2026: villetta a schiera
Prediamo questo esempio:
- Villetta a schiera su due piani, per una superficie totale di 120 mq
- Situata in provincia di Bergamo (zona climatica E)
- Costruita nel 1998, quindi probabilmente con un isolamento scarso
- È presente una caldaia a condensazione a gas metano con i tradizionali radiatori
- La regolazione prevede solo un termostato di zona
Per effettuare le nostre stime abbiamo utilizzato lo strumento del Check Energetico di Viessmann, un simulatore molto utile che permette in pochi passaggi di valutare i risparmi che si possono ottenere riqualificando l’impianto di riscaldamento. Precisiamo che i calcoli sono orientativi e che per una valutazione precisa è sempre necessario rivolgersi a un esperto termotecnico.
Il fabbisogno energetico per il riscaldamento risulta pari a 1.869 Sm3 di gas, equivalenti a 15.526 kWh l’anno, per una spesa annuale di 2.600 euro (con un costo del gas stimato di 1,4 €/m3). Se si aggiunge l’acqua calda sanitaria, il consumo sale di ulteriori 1.900 kWh l’anno, e la spesa annuale arriva a superare i 2.800 euro.
La scelta installativa per migliorare la situazione ricade su una pompa di calore di Viessmann, la Vitocal 200-A intelligent energy da 6 kW:
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Un modello monoblocco
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Sviluppata e realizzata interamente in Europa
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Capace di raggiungere i 75 °C di temperatura, permettendo quindi di mantenere i vecchi termosifoni
Grazie a questa riqualificazione energetica, l'immobile passa dalla classe G alla D con una prestazione energetica che passa da scarsa (oltre 180 kWh kWh/m2/anno) a decisamente migliore (82,6 kWh/m2/anno) e una stima di consumi elettrici per il riscaldamento e l'acqua calda di circa 5.500 kWh l’anno.
Il risultato economico sulle spese di riscaldamento? Considerando una tariffa dell’elettricità, tasse incluse, pari a 0,30 euro/kWh, la bolletta dovrebbe arrivare a 1.650 euro l’anno, con un risparmio di 1.150 euro.
| Situazione Pre | Situazione Post |
| Classe G | Classe D |
| Spesa di 2.800 euro l'anno | Spesa di 1.650 euro l’anno |
Scenari reali di utilizzo in Italia nel 2026: appartamento da 100 m2
Prediamo questo secondo esempio:
- Appartamento a un piano da 100 mq in condominio
- Situato a Bologna (zona climatica E)
- Condominio abbastanza datato (anno di costruzione 1990)
- Dotato di recente di cappotto termico e serramenti nuovi
- Presente una caldaia a condensazione a gas con radiatori
- Regolazione con un termostato e valvole termostatiche su ogni terminale.
La spesa annuale, considerando consumi complessivi di gas tra riscaldamento e acqua calda sanitaria, è pari a 1.420 euro l’anno.
Sostituendo la caldaia con una pompa di calore di Viessmann, la Vitocal 200-A intelligent energy, da 6 kW, l’unità abitativa passa dalla classe D all’A1, con una spesa nella bolletta elettrica di soli 776 euro/anno, 645 euro in meno rispetto alla situazione precedente.
La pompa di calore Vitocal 200-A ie raggiunge i 75 °C, quindi permette di mantenere i termosifoni, che potranno comunque funzionare a temperatura non troppo alta grazie all’isolamento termico dell’edificio.
| Situazione Pre | Situazione Post |
| Classe D | Classe A1 |
| Spesa di 1.420 euro l'anno | Spesa di 776 euro l’anno |

Costi e incentivi per le pompe di calore
L'investimento complessivo per installare una pompa di calore comprende il costo della macchina e la manodopera (costo dell'installazione). Oltre a questo, bisogna considerare gli eventuali lavori per l’adeguamento dell’impianto (per esempio, se si vogliono sostituire i radiatori con i pannelli radianti a pavimento o con i ventilconvettori).
Per dare una cifra indicativa, una pompa di calore aria acqua residenziale per una casa monofamiliare può costare dai 5.000-6.000 euro per un modello da 4 kW euro fino ai 18.000 euro per modelli più potenti, mentre il costo di installazione può partire da 1.500 euro fino a cifre ben superiori se l'impianto richiede interventi invasivi.
Per tutto il 2026 questa spesa può essere abbattuta sfruttando le detrazioni fiscali al 50% per l’abitazione principale (36% negli altri casi) messe a disposizione dal Bonus ristrutturazioni e dall’Ecobonus: permettono di detrarre dall’Irpef la metà delle spese sostenute, spalmando la detrazione in dichiarazione dei redditi in 10 anni.
Un’altra opportunità molto conveniente è rappresentata dal Conto Termico 3.0, un’agevolazione che consiste nel rimborso diretto da parte del GSE di una percentuale di spesa che può arrivare al 65%.
Facciamo un esempio pratico di risparmio.
Come riferimento teniamo sempre la villetta a schiera di Bergamo descritta poche righe sopra, ipotizzando la sostituzione di una caldaia ormai vecchia di vent'anni, che avrebbe comunque richiesto un intervento, con una pompa di calore Vitocal 200-A intelligent energy da 6 kW.
| Voce | Valore |
| Costo nuovo impianto con pompa di calore | 9.000 € |
| Costo che si sarebbe comunque sostenuto per una nuova caldaia a gas | 2.500 € |
| Incentivo Conto Termico 3.0 | 3.000 € |
| Costo aggiuntivo effettivo | 3.500 € |
Considerando che il costo di sostituzione della caldaia sarebbe stato comunque necessario, e sottraendo l'incentivo, il costo aggiuntivo effettivo per passare alla pompa di calore scende a circa 3.500 euro.
Come abbiamo già visto, il risparmio annuo stimato sulla bolletta con questo tipo di soluzione è di circa 1.150 euro. In questo modo, bastano dai 3 ai 4 anni per rientrare completamente della spesa iniziale.
FAQ – Domande frequenti
1. Quanto consuma una pompa di calore in una casa di 100 m2?
Non esiste un valore valido per tutte le abitazioni. Il consumo dipende dal fabbisogno energetico dell'edificio, dal suo isolamento termico, dalla zona climatica, dal tipo di impianto e dall'efficienza della pompa di calore. In una casa ben isolata con impianto a bassa temperatura i consumi possono essere sensibilmente inferiori rispetto a un edificio con elevate dispersioni termiche.
2. Una pompa di calore consuma molta elettricità?
La pompa di calore utilizza energia elettrica per trasferire calore, ma grazie alla sua elevata efficienza può produrre diversi kWh di energia termica per ogni kWh elettrico consumato (fino a 6 volte). Il consumo energetico è comunque sempre inferiore a quello di una caldaia, anche in condizioni di lavoro non favorevoli.
3. Conviene sostituire una caldaia a gas con una pompa di calore?
Generalmente sì, soprattutto se l'abitazione è ben isolata e dispone di un impianto a bassa temperatura, come il riscaldamento a pavimento o ventilconvettori. Prima di procedere è comunque opportuno valutare le condizioni dell’edificio e il suo fabbisogno energetico per identificare il modello e il dimensionamento (potenza) corretti.
4. Le pompe di calore funzionano anche quando fa molto freddo?
Sì. Le moderne pompe di calore sono progettate per funzionare anche con temperature esterne di diversi gradi sotto lo zero. Tuttavia, quando la temperatura diminuisce, il rendimento della macchina diminuisce. È importante scegliere una soluzione adeguata alla zona climatica e alle caratteristiche dell'abitazione.
5. È possibile abbinare una pompa di calore a un impianto fotovoltaico?
Sì. L'integrazione con un impianto fotovoltaico consente di utilizzare parte dell'energia elettrica prodotta per alimentare la pompa di calore, aumentando l'autoconsumo e contribuendo a ridurre la spesa energetica complessiva.
6. Ogni quanto deve essere effettuata la manutenzione?
Le operazioni di manutenzione dipendono dalla tipologia di impianto e dalle indicazioni del produttore: in generale devono essere effettuate una volta l’anno, per mantenere elevate le prestazioni e l'efficienza nel tempo.

