4 febbraio 2026  |  a cura di Alberto Villa  |  condividi con

Bonus casa 2026, tutte le novità

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4 febbraio 2026
News, Normative e Agevolazioni fiscali

La Legge di bilancio 2026 ha confermato per i principali Bonus edilizi le stesse regole del 2025 con due livelli di detrazione fiscale, al 50% o al 36%, a seconda del tipo di immobile (se abitazione principale o meno). Restano anche i limiti di reddito già previsti lo scorso anno. Nel 2027 queste agevolazioni subiranno un taglio delle aliquote e diventeranno meno convenienti.

Indice:

  1. Molte conferme per i Bonus casa 2026

  2. Bonus ristrutturazioni edilizie 2026

  1. Ecobonus 2026

  2. Gli interventi incentivabili con l’Ecobonus nel 2026

  3. Lo stop per le caldaie a gas

  4. Superbonus per i territori terremotati

  5. Bonus mobili 2026

  6. I limiti alle detrazioni in base al reddito

  7. Portali Enea per i Bonus casa 2026

  8. L’alternativa del Conto Termico 3.0

  9. Domande frequenti (FAQ)

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Molte conferme per i Bonus casa 2026

Il nuovo anno si è aperto solo con qualche piccolo cambiamento nel panorama dei Bonus casa. La Legge di Bilancio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre dello scorso anno, ha sostanzialmente confermato le condizioni dei bonus destinati alla ristrutturazione e all’efficientamento energetico degli edifici, permettendo di pianificare gli interventi con maggiore tranquillità, mentre per il Bonus barriere architettoniche al 75% è stata decretata la fine.

Vediamo quindi su quali agevolazioni possono contare i cittadini che intendono effettuare qualche intervento, piccolo o grande, nella propria abitazione.

Il panorama resta abbastanza articolato e per scegliere tra i bonus edilizi quello migliore, il più conveniente, è necessario fare le opportune valutazioni considerando il tipo di immobile, il tipo di intervento o di interventi previsti (e la relativa spesa incentivabile), il soggetto beneficiario, i limiti di spesa e i tempi di recupero dei diversi Bonus. Bisogna poi considerare la composizione del nucleo familiare e il reddito, anche per assicurarsi che ci sia la “capienza” IREPF sufficiente per assorbire completamente la detrazione fiscale.

Segnaliamo che quest’anno potrebbe essere l’ultimo per fruire di condizioni particolarmente convenienti per le detrazioni fiscali (parliamo in particolare di Bonus Ristrutturazioni o Bonus casa e di Ecobonus), perché dal 2027 è prevista una riduzione che renderà questi bonus meno convenienti. Vale la pena, quindi, pianificare gli interventi durante il 2026.

Budget cut

Bonus ristrutturazioni edilizie 2026

La Manovra 2026 ha innanzitutto stabilito la proroga per il Bonus ristrutturazioni (chiamato spesso Bonus casa) per l'anno in corso, con le stesse condizioni in vigore nel 2025. Anche quest'anno viene concessa, quindi, la possibilità di fruire di una detrazione fiscale dall’Irpef sulle spese sostenute per interventi di riqualificazione edilizia con la seguente aliquota:

  • 50% nel caso di abitazione principale (dove si abita) e se si è proprietari oppure titolari di un diritto reale di godimento sull’immobile (per esempio l’usufrutto, ma non le locazioni);

  • 36% per tutte le altre abitazioni, ad esempio una seconda casa, una casa in affitto o comunque un’abitazione dove non si vive abitualmente.

Il tetto di spesa massimo per ogni immobile per il quale viene richiesto l’incentivo è pari a 96.000 euro, quindi la detrazione massima è di 48.000 euro nel caso di abitazione principale.

La detrazione dalle tasse viene “spalmata” in 10 anni, con rate annuali di pari importo (ricordiamo che le opzioni dello sconto in fattura della cessione del credito sono cessate dalla fine di marzo 2024).

Nel 2027 le aliquote di detrazione scenderanno rispettivamente al 36% e al 30% a seconda del tipo di immobile (se abitazione principale o altro) mentre a partire dal 2028 l’aliquota dovrebbe livellarsi alla percentuale del 30% per qualsiasi tipo di immobile, senza più distinzione per l’abitazione principale. Il tetto di spesa, inoltre, verrà dimezzato a 48.000 euro.

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Le spese detraibili includono lavori di manutenzione straordinaria, restauro, ristrutturazione edilizia e eliminazione di barriere architettoniche.

L’elenco degli interventi incentivabili con il Bonus ristrutturazioni è molto lungo (sono gli interventi previsti dall’art. 16-bis del TUIR) e comprende anche opere per l’efficientamento energetico, ad esempio l’installazione di climatizzatori o di pannelli fotovoltaici con eventuale batteria di accumulo. Non è più possibile, invece, incentivare l’installazione di caldaie alimentate esclusivamente a fonti fossili, come le caldaie a condensazione a gas.

Per i contribuenti con redditi sopra i 75.000 euro sono previsti specifici limiti di detrazione, come vediamo più avanti.

Ecobonus 2026

L’Ecobonus è un incentivo specifico per i lavori di riqualificazione energetica negli edifici esistenti disponibile dal 2013 (Decreto legge 63/2013, convertito nella Legge 90/2013) e prorogato di anno in anno fino a oggi. Anche in questo caso, si tratta di una detrazione fiscale da spalmare in 10 anni, ma è applicabile sia sull’IRPEF che sull’IRES, quindi è consentita sia alle persone fisiche che alle imprese.

Fino al 2024 l’Ecobonus prevedeva diverse aliquote di detrazione, a seconda dell’intervento effettuato (si variava dal 50% fino all’85% nel caso di alcuni interventi in condominio), mentre a partire dallo scorso anno l’Ecobonus si è “adeguato” alle stesse aliquote del Bonus ristrutturazioni.

Quindi, per le spese sostenute durante il 2026 per interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti, secondo la Legge di bilancio 2026 sarà possibile detrarre il 50% se l’abitazione è quella principale (e il beneficiario dell’agevolazione è proprietario o titolare di un diritto reale di godimento sull’immobile), mentre si scende al 36% per le altre tipologie di immobili.

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Analogamente al Bonus ristrutturazioni, nel 2027 le aliquote di detrazione caleranno, rispettivamente, al 36% e al 30%, mentre a partire dal 2028 si passerà all’aliquota unica del 30% per tutti gli immobili.

La differenza principale tra l’Ecobonus e il Bonus ristrutturazioni è che, mentre il secondo prevede un tetto di spesa complessivo per tutti gli interventi agevolati, nel caso dell’Ecobonus il tetto massimo riguarda il singolo intervento e si applica sulla detrazione spettante, non sulla spesa sostenuta. Per esempio, si possono detrarre fino a 100.000 euro per la riqualificazione energetica globale o fino a 30.000 euro per la sostituzione di impianti di climatizzazione.

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Anche in questo caso esistono limiti di detrazione per chi possiede redditi elevati. L’accesso alla detrazione, inoltre, richiede obbligatoriamente la trasmissione all’ENEA delle comunicazioni necessarie, tra cui le asseverazioni tecniche previste. La comunicazione all’Enea è necessaria anche per gli interventi incentivati con il Bonus ristrutturazioni, se si tratta di lavori relativi all’efficientamento energetico.

Le spese detraibili con tutti i Bonus casa devono avvenire entro il 31 dicembre 2026 attraverso strumenti di pagamento tracciabili come il bonifico parlante.

Gli interventi incentivabili con l’Ecobonus nel 2026

La lista di interventi ammessi alla detrazione del 50% o del 36% comprende quelli individuati dalla legge 296/2006, commi 344–347, con le modifiche apportate dal decreto legge 63/2013 e dai decreti attuativi del 6 agosto 2020.

Ecco una lista sintetica:

  • interventi di riqualificazione energetica globale dell’edificio;

  • interventi di isolamento termico sull’involucro edilizio (cappotto termico su pareti, isolamento tetto e solai);

  • sostituzione di finestre, serramenti e infissi;

  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore;

  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con sistemi ibridi pompa di calore integrata con caldaia a condensazione;

  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie a biomassa;

  • sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore;

  • installazione di pannelli solari termici;

  • micro-cogeneratori

  • installazione di schermature solari;

  • sistemi di building automation.

Anche con l’Ecobonus non sono più incentivabili le caldaie uniche alimentate a gas.

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Lo stop per le caldaie a gas

A partire dal 1° gennaio 2025 non è più possibile fruire di alcun tipo di agevolazione per l’acquisto di sistemi alimentati esclusivamente a fonti fossili, comprese le moderne caldaie a condensazione a gas.

La Legge di bilancio dello scorso anno, infatti, si è adeguata alle disposizioni contenute nella normativa europea sull’efficienza degli edifici, in particolare all’ultima direttiva EPDB (Energy Performance Building Directive, nota come Direttiva Case Green) entrata in vigore a maggio 2024, che stabilisce obiettivi progressivi per la decarbonizzazione del parco edilizio europeo.

Lo stop agli incentivi, però, riguarda solamente le caldaie “uniche” (in inglese “stand alone”), mentre non riguarda i sistemi ibridi composti da caldaia a condensazione e pompa di calore, dato che queste soluzioni utilizzano una quota consistente di energia rinnovabile per il loro funzionamento.

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Superbonus per i territori terremotati

Il Superbonus, la maxi-agevolazione che consentiva di recuperare il 110% delle spese sostenute per l’efficientamento energetico degli edifici, è stato disattivato progressivamente a partire dal 2024 e di fatto non esiste più dallo scorso anno per quanto riguarda interventi nuovi.

La Legge di Bilancio 2026 ha stabilito però una proroga del Superbonus per alcuni casi particolari: i territori colpiti da eventi sismici dichiarati in stato di emergenza, situati in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. In questi casi, durante il 2026 sarà possibile integrare con il Superbonus lo specifico contributo pubblico previsto per realizzare interventi di ricostruzione o riduzione del rischio sismico/efficientamento energetico.

Bonus mobili 2026

La Legge di bilancio ha stabilito la proroga per il 2026 anche del Bonus mobili, con le stesse regole già in vigore nel 2025 e senza differenziazioni per prime o seconde case.

Per tutti gli immobili residenziali che sono già oggetto di interventi di ristrutturazione (e fruiscono del Bonus ristrutturazioni), quindi, quest’anno sarà possibile detrarre il 50% delle spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici con classe energetica minima richiesta, con un limite detraibile pari a 5.000 euro per ogni unità immobiliare.

I limiti alle detrazioni in base al reddito

Già dallo scorso anno, con la legge di bilancio 2025 erano state introdotte alcune limitazioni per la fruizione delle detrazioni fiscali relativamente ai redditi più alti, superiori ai 75.000 euro, variabili in funzione del numero di figli a carico presenti nel nucleo familiare. Tali limitazioni sono state confermate anche per il 2026.

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In particolare, per redditi compresi tra 75.000 e 100.000 euro e almeno tre figli a carico la spesa massima ammissibile a detrazione arriva a 14.000 euro l’anno (7.000 euro senza figli). Per redditi oltre 100.000 euro la spesa massima annuale portabile in detrazione scende a 8.000 euro (4.000 euro senza figli). 

Inoltre, per il 2026 è stata introdotta una nuova riduzione fissa da applicare a tutte le detrazioni IRPEF (quindi non solo i Bonus casa) pari a 440 euro, relativa ai redditi superiori a 200.000 euro.

Portali Enea per i Bonus casa 2026

Da qualche giorno è operativo e disponibile il portale ENEA aggiornato, in cui caricare la documentazione relativa agli interventi di efficientamento energetico (Ecobonus e Bonus casa) realizzati nel 2026, oppure terminati nel 2025 ma con spese pagate nel 2026.

Il conteggio dei 90 giorni per la trasmissione dati decorre dal 22 gennaio 2026. 

L’alternativa del Conto Termico 3.0

Oltre alle detrazioni fiscali, non bisogna dimenticare che per effettuare lavori di efficientamento energetico in casa si può sfruttare l’incentivo del Conto Termico. Quest’anno ha debuttato la nuova versione 3.0 che apporta alcuni importanti miglioramenti.

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Il Conto Termico è un incentivo utilizzabile dai privati cittadini, dalle imprese e dalla Pubblica Amministrazione, che permette di realizzare interventi di efficientamento energetico sull'involucro (solo per edifici non residenziali) e sugli impianti utilizzando fonti rinnovabili su edifici esistenti e dotati di impianto di climatizzazione. Il vantaggio di questo bonus è che si recupera in poco tempo sul conto corrente parte della spesa, grazie al contributo diretto del GSE, senza dover attendere i lunghi tempi delle detrazioni fiscali. Inoltre, il Conto Termico in linea teorica non prevede scadenza.

Un cittadino, ad esempio, può sostituire il vecchio impianto di climatizzazione con una pompa di calore o con un sistema ibrido, oppure può installare pannelli solari termici, sfruttando un contributo che può arrivare fino al 65% delle spese sostenute, a seconda dell’efficienza della tecnologia installata.

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Domande frequenti (FAQ)

Qual è l'aliquota per la prima casa?

Per la prima casa la detrazione è al 50% sulle spese fino a 96.000 euro per unità immobiliare, ripartita in 10 quote annuali.

Qual è l'aliquota per la seconda casa?

L'aliquota di detrazione è al 36% sulle spese fino a 96.000 euro, sempre in 10 quote.

La proroga del Bonus Casa 2026 evita la riduzione delle aliquote prevista per il 2026, rinviando i tagli al 2027?

Sì, la proroga del Bonus Casa 2026 mantiene invariate le aliquote attuali (50% per prima casa, 36% per seconde case), evitando i tagli previsti originariamente per il 2026 e rinviandoli al 2027.

Chi può usufruire del bonus ristrutturazione?

Proprietari, nudi proprietari, titolari di diritti reali (usufrutto, uso), locatari, comodatari e familiari conviventi che pagano le spese.

Quali lavori sono ammessi?

Manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, eliminazione di barriere architettoniche e interventi su parti comuni.

Le spese detraibili con l'Ecobonus devono avvenire entro il 31 dicembre 2026 attraverso strumenti di pagamento tracciabili?

Sì, ad esempio utilizzando come forma di pagamento un bonifico parlante, che deve avere causale specifica, codice fiscale beneficiario e partita IVA/cf dell'impresa. I pagamenti non tracciati escludono l'accesso alla detrazione.

Quali documenti bisogna conservare?

Fatture, ricevute, bonifici, asseverazioni tecniche e permessi comunali se richiesti.

​Quando è necessario comunicare a ENEA?

Per interventi energetici (es. infissi, impianti) entro 90 giorni dalla fine lavori.

​In quali casi si perde il bonus?

Nel caso di vendita immobile prima di 10 anni (salvo recupero quote), mancanza di documenti o pagamenti non tracciati.

Il bonus mobili è confermato?

Sì, al 50% fino a 5.000 euro, solo per arredi legati a ristrutturazioni iniziate nel 2025-2026.

L'Ecobonus è ottenibile per le nuove costruzioni?

No, l'Ecobonus è riservato agli edifici esistenti per incentivare la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio già presente.

I lavori incentivabili con l'Ecobonus 2026 devono essere svolti all'interno di immobili che hanno già un impianto di riscaldamento fisso e funzionante?

Sì, per la maggior parte degli interventi dell'Ecobonus 2026 è richiesta la presenza di un impianto di riscaldamento fisso e funzionante preesistente nell'immobile, poiché gli incentivi mirano a sostituire o efficientare sistemi esistenti, non a installarne di nuovi ex novo. Eccezioni limitate si applicano a installazioni di pannelli solari termici, generatori a biomassa o schermature solari, che non necessitano di impianto preesistente.

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