4 dicembre 2025  |  a cura di Alberto Villa  |  condividi con

Stop caldaie a gas, l’orizzonte è il 2040

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4 dicembre 2025
Caldaie a Condensazione

La bozza del regolamento Ecodesign pubblicata il 28 novembre 2025 si inserisce in un contesto in cui già interviene la Direttiva Case Green che ha imposto anche uno stop agli incentivi per le caldaie a gas a partire dal 2025. Proviamo a fare chiarezza.

🕒 Articolo aggiornato il

Indice:

  1. Bozza Ecodesign: novità, Bruxelles fa marcia indietro sul divieto dal 2029
  2. Che cos’è il regolamento ecodesign?
  3. Direttiva case green: cosa prevede?
  4. Caldaie a gas, stop alla vendita dal 2040
  5. Bonus caldaie a gas metano: quali incentivi per il 2025?
  6. Acquisto a rate come alternativa
  7. Alternative alle caldaie: quali soluzioni per il futuro
  8. La necessità di un piano di transizione per famiglie e imprese
  9. Domande Frequenti (FAQ):
    - Oggi conviene ancora installare una caldaia a gas?
    - Quanto posso risparmiare installando una caldaia a gas in appartamento?
    - Quanto dura una caldaia a gas?
    - Quali sono le migliori marche di caldaie a gas per uso domestico?
    - Sono ancora previsti incentivi per le caldaie?

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Bozza Ecodesign: novità, Bruxelles fa marcia indietro sul divieto dal 2029

Recentemente Bruxelles ha fatto un passo indietro rispetto all'ipotesi di un divieto anticipato delle caldaie a gas previsto per il 2029.

Il 28 novembre sono stati pubblicati da parte dell’Unione Europea una serie di documenti relativi ai regolamenti Ecodesign e Ecolabeling sui generatori di calore per riscaldamento e per acqua calda sanitaria.

Dopo un acceso dibattito, nei regolamenti pubblicati è stato eliminato un passaggio contenuto nelle bozze di qualche tempo fa che imponeva a qualsiasi generatore di calore di avere un’efficienza minima superiore al 115% a partire dal 2029, tale quindi da tagliate fuori qualsiasi caldaia a condensazione “stand alone”. Non era un divieto assoluto, ma era “mascherato” da una richiesta di rendimento minimo per i generatori di calore.

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Nel nuovo testo pubblicato il rendimento minimo richiesto per l’immissione sul mercato delle caldaie è in linea con quello dei prodotti attualmente presenti sul mercato.

La pubblicazione dei regolamenti non è definitiva, perché ora si è aperta la fase di inchiesta pubblica che durerà alcuni mesi. La pubblicazione definitiva è attesa per la fine del 2026, dopo un ulteriore passaggio politico della commissione EU, mentre la definitiva entrata in vigore dei regolamenti è prevista non prima del 2029.

La decisione di modificare il contenuto dei regolamenti Ecodesign ha tenuto conto delle complessità tecniche ed economiche legate alla transizione energetica, oltre che delle diverse condizioni del patrimonio edilizio europeo.

Questa novità rappresenta un segnale di maggiore flessibilità da parte dell'Unione Europea, che riconosce la necessità di un approccio equilibrato per accompagnare famiglie e imprese verso soluzioni di riscaldamento più ecologiche senza generare eccessivi disagi o costi improvvisi.

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Ricordiamo che a oggi un divieto vero e proprio alla vendita delle caldaie non esiste mentre un riferimento a questo divieto è inserito unicamente nel testo della direttiva europea “case green” 2024/1275 pubblicata nella primavera del 2024 che in Italia deve essere ancora recepita con un decreto ad hoc (entro maggio 2026).

Nel testo della direttiva case green è previsto che le caldaie a gas non possano più essere immesse sul mercato a partire dal 2040, termine ben più lontano rispetto al 2029 inizialmente previsto nel regolamento ecodesign, in linea con la totale decarbonizzazione del parco edilizio al 2050.

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Che cos’è il regolamento ecodesign?

Il regolamento Ecodesign è un documento prodotto dalla Commissione dell’UE che stabilisce quali sono le caratteristiche minime che i generatori di calore per riscaldamento o per produzione di acqua sanitaria (caldaie, pompe di calore, sistemi ibridi, cogeneratori, ecc.) devono avere per potere essere immessi sul mercato.

I precedenti regolamenti Ecodesign, n°813/2013 per i generatori di calore per il riscaldamento e n°814/2013 per i generatori di calore per acqua calda sanitaria, sono stati pubblicati nel 2013.

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In particolare, il regolamento ecodesign stabilisce quelle che devono essere le caratteristiche minime dei generatori di calore per alcune caratteristiche tipiche dei prodotti:

  • Efficienza stagionale durante il funzionamento invernale dei generatori di calore
  • Efficienza stagionale durante il funzionamento estivo, per le macchine reversibili come le pompe di calore
  • Efficienza stagionale dei generatori per la produzione di acqua calda sanitaria
  • Dispersioni termiche dei serbatoi di accumulo dell’acqua calda
  • Rumorosità dei generatori
  • Emissioni in atmosfera, per i prodotti come le caldaie che sfruttano la combustione per generare calore

Il regolamento ecodesign in vigore attualmente (quello del 2013) si applica solo ai prodotti con potenza inferiore a 400 kW.

Il regolamento Ecolabeling invece stabilisce le caratteristiche dell’etichetta energetica dei prodotti.

Analogamente a quanto avviene per gli elettrodomestici, come si può vedere nell’immagine seguente, sull’etichetta energetica di prodotto compaiono alcune indicazioni tipiche che devono essere di aiuto per il consumatore finale per decifrare velocemente e senza dubbi interpretativi la bontà di un prodotto:

  • La classe energetica, quindi i consumi
  • La rumorosità
  • La potenza nominale

L’etichetta energetica è obbligatoria solo per i generatori con potenza inferiore a 70 kW.

In generale, queste indicazioni servono non tanto a dare un’indicazione della spesa assoluta legata ai consumi dell’utente finale, ma soprattutto a confrontare prodotti diversi sulla base di un utilizzo convenzionale standard.

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Direttiva case green: cosa prevede?

Si è accennato che un riferimento a un'eliminazione (phase out) assoluta all’immissione in commercio delle caldaie a gas è contenuto nella direttiva Case Green n° 2024/1275.

La versione definitiva della Direttiva sulle Case Green o Direttiva EPBD IV (Energy Performance of Buildings Directive) è stata pubblicata nel maggio del 2024 dalla Commissione UE.

Anche in questo caso l’iter di approvazione è stato molto lungo e il testo è stato più volte modificato fino ad arrivare alla sua approvazione definitiva.

La proposta iniziale della direttiva, infatti, presentata dalla Commissione Europea, ha subito diverse modifiche durante l’iter di approvazione, riflettendo le priorità dell’UE in materia di efficienza energetica e riduzione delle emissioni. Il piano REPowerEU ha avuto un ruolo centrale nell’orientare le strategie di transizione energetica e nell’accelerare il processo di abbandono dei combustibili fossili.

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Cosa prevede quindi la nuova direttiva?
Come dovranno riqualificare la propria casa milioni di italiani?

In generale la Direttiva EPBD si propone di dettare le regole per raggiungere l’obiettivo della completa decarbonizzazione del parco edilizio europeo al 2050.

La versione finale di questa norma è molto più “morbida” rispetto a quanto era stato ipotizzato inizialmente. Tra i punti principali della direttiva Case Green rientrano la riduzione dei consumi energetici degli edifici, l’obbligo di intervenire prioritariamente sugli immobili più energivori e la definizione di modalità di intervento che favoriscano la transizione verso sistemi di riscaldamento più sostenibili come le pompe di calore.

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È prevista la riduzione dei consumi energetici del parco immobiliare residenziale del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, rispetto ai consumi del 2020. I Paesi europei, inoltre, potranno decidere in autonomia su quali edifici agire presentando dei propri piani, a condizione, però, che almeno il 55% della riduzione del consumo energetico sia raggiunto attraverso il rinnovo degli edifici più energivori.

Per quanto riguarda le caldaie a gas evidenziamo due aspetti:

  1. il primo è la fine dei bonus per le caldaie a gas a partire dal 2025,
  2. il secondo è lo stop vero e proprio per l’installazione delle caldaie a gas a partire dal 2040.

Diciamo da subito che, mentre il punto relativo ai bonus caldaie è stato recepito dall’Italia nella legge di bilancio del 2025 ed è già in vigore dal gennaio 2025, il termine alla vendita e all’installazione delle caldaie va visto come un’indicazione che va inserita all’interno di un piano nazionale con l’obiettivo di arrivare alla totale decarbonizzazione del parco edilizio entro il 2050 con scadenze temporali al 2030 e al 2040.

Queste disposizioni mirano ad accompagnare la transizione verso sistemi di riscaldamento a basso impatto ambientale. La Commissione Europea sta inoltre valutando ulteriori misure di supporto per agevolare famiglie e imprese in questo passaggio, compresi programmi di formazione e finanziamenti agevolati.

Ricordiamo che Case Green, come tutte le direttive, necessita di un recepimento da parte dello stato membro. Per legge, l’Italia dovrà recepire con un decreto di applicazione la direttiva entro il 2026.

Caldaie a gas, stop alla vendita dal 2040

Come detto, per quanto riguarda la vendita e l’installazione di nuove caldaie a gas, sia nelle nuove costruzioni che nelle sostituzioni di impianti esistenti, la direttiva Case Green prevede il divieto totale a partire dal 2040. Tuttavia, questo divieto è stato formulato con una certa flessibilità: si tratta di un obiettivo verso cui tendere, senza sanzioni immediate, per agevolare una transizione graduale e sostenibile.

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È importante sottolineare che il divieto non riguarderà in alcun modo chi ha già installata una caldaia a gas o gasolio in casa. I proprietari potranno continuare a utilizzarla e manutenerla in caso di guasto.

Bonus Caldaie a gas metano, quali incentivi per il 2025

Come anticipato in precedenza, con la pubblicazione della legge di bilancio del 2025 il governo ha recepito l’indicazione contenuta nella direttiva relativamente allo stop agli incentivi alle caldaie stand alone alimentate a combustibili fossili.

Pertanto, dal 1° gennaio 2025 sono stati eliminati gli incentivi per l’acquisto e l’installazione di caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili, in particolare quelle a gas metano, a GPL e a gasolio.

Questo significa che non sarà più possibile usufruire di bonus fiscali come il 50% del Bonus Ristrutturazioni (chiamato anche Bonus Casa) o il 65% dell’Ecobonus per queste tipologie di impianti.

Tuttavia, permangono incentivi per soluzioni più sostenibili, come le caldaie ibride (che combinano caldaia e pompa di calore) e le pompe di calore “pure”, che utilizzano energia rinnovabile. Inoltre, è confermato il sostegno per l’installazione di impianti solari termici e fotovoltaici (questi ultimi solo nel bonus casa) e per l’installazione di caldaie a biomassa, in linea con l’obiettivo europeo di ridurre le emissioni e migliorare l’efficienza energetica degli edifici.

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La direttiva sancisce lo stop dal gennaio 2025 ai bonus per le caldaie alimentate “esclusivamente” a combustibili fossili (“stand alone fossil fuel boilers”) e questo fatto in teoria lascia spazio ai bonus per altre tipologie di combustibili (che utilizzino gas rinnovabili). L’utilizzo di gas diversi dal metano (miscele con idrogeno o biometano) dovrebbe consentire l’incentivo alle caldaie solo se il gas in questione è “rinnovabile”. Questo è un punto che dovrà essere smarcato nel recepimento della direttiva.

Diversa la posizione nei confronti dei sistemi ibridi caldaia-pompa di calore. Per questo tipo di tecnologia i bonus resteranno perché nel loro funzionamento sfruttano la pompa di calore che utilizza per il 70/80% energia rinnovabile.

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Acquisto a rate come alternativa

Per facilitare l'investimento in un nuovo sistema di riscaldamento, Viessmann propone il programma "Acquisto Facile", un'opzione di finanziamento agevolato a tasso fisso che permette di dilazionare il costo in comode rate mensili. Questo metodo di pagamento è accessibile tramite gli installatori Partner Viessmann presenti su tutto il territorio nazionale, rendendo l'investimento più sostenibile dal punto di vista economico anche senza il supporto delle detrazioni fiscali. Le rate possono essere personalizzate in base alle esigenze del cliente, offrendo una soluzione flessibile per passare a tecnologie di riscaldamento più efficienti e sostenibili. 

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Alternative alle caldaie: quali soluzioni per il futuro

Al di là del contenuto del nuovo regolamento ecodesign, con lo stop agli incentivi alle caldaie a combustibili fossili, si apre una nuova strada per il riscaldamento delle case in tutta Europa.

Le diverse opzioni alle tradizionali caldaie a gas sono già oggi presenti sul mercato e rappresentano un passo fondamentale verso l’obiettivo di emissioni zero e la riduzione dell’uso di combustibili fossili.

Tra le soluzioni più promettenti spiccano le pompe di calore, sia in modalità full-electric, sia in modalità ibrida con una caldaia a condensazione. Le pompe di calore sfruttano l’energia presente nell’aria, nell’acqua o nel suolo per riscaldare gli ambienti e produrre acqua calda sanitaria. Questi sistemi, sempre più diffusi nelle case green, permettono di ridurre drasticamente il consumo di gas e di abbattere le emissioni inquinanti, offrendo comunque comfort e risparmio energetico.

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Oltre alle pompe di calore, anche l’installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici rappresenta una valida alternativa per il riscaldamento e la produzione di acqua calda, integrando le esigenze energetiche dell’abitazione in modo sostenibile. Un’altra opzione è costituita dai sistemi a biomassa, che utilizzano combustibili rinnovabili come pellet o legna, contribuendo a ridurre la dipendenza dal gas naturale.

La direttiva Case Green, dunque, non solo impone uno stop alle caldaie a gas, ma stimola anche l’innovazione e la diffusione di tecnologie alternative, rendendo le case del futuro più efficienti, sostenibili e pronte a rispondere alle sfide ambientali.

La necessità di un piano di transizione per famiglie e imprese

L’addio alle caldaie a gas imposto dalla direttiva Case Green rappresenta una vera e propria svolta per il sistema di riscaldamento europeo, ma per garantire una transizione efficace è indispensabile un piano chiaro e condiviso che coinvolga famiglie, imprese e istituzioni. La Commissione Europea e il Parlamento Europeo sono chiamati a definire regole precise e incentivi mirati, in modo da accompagnare cittadini e aziende verso soluzioni più efficienti e sostenibili senza creare disagi o incertezze.

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Un piano di transizione ben strutturato dovrebbe prevedere non solo agevolazioni per l’installazione di pompe di calore, pannelli solari e altri sistemi innovativi, ma anche programmi di formazione e consulenza per aiutare le famiglie a orientarsi tra le nuove tecnologie e le opportunità offerte dalla direttiva. È fondamentale che gli Stati membri dell’Unione Europea recepiscano la direttiva Case Green in modo uniforme, garantendo che le regole siano chiare e che gli incentivi siano accessibili a tutti, indipendentemente dalla zona geografica o dalla tipologia di edificio.

Solo attraverso una stretta collaborazione tra istituzioni europee, governi nazionali, imprese del settore e cittadini sarà possibile raggiungere l’obiettivo delle emissioni zero e costruire un sistema di riscaldamento più moderno, efficiente e rispettoso dell’ambiente. La direttiva Case Green rappresenta un’opportunità unica per ripensare il modo in cui riscaldiamo le nostre case e per investire in un futuro più sostenibile, ma il successo di questa transizione dipenderà dalla capacità di tutti gli attori coinvolti di lavorare insieme e di mettere al centro le esigenze delle persone e del pianeta.

Domande Frequenti (FAQ)

Oggi conviene ancora installare una caldaia a gas?

Facendo due conti, da qui al 2040 ci sono oltre 15 anni di tempo; quindi, anche acquistando una caldaia in questo momento si ha tutto il tempo di ammortizzare le spese di installazione. Considerando il risparmio sui consumi che apporta una caldaia a condensazione rispetto a un modello tradizionale, le spese si recuperano in pochi anni.

Quanto posso risparmiare installando una caldaia a gas in appartamento?

Per chi ha un vecchio apparecchio energivoro in appartamento in condominio, l’investimento in una caldaia a condensazione oggi è ancora molto conveniente, consente di risparmiare sui consumi e di diminuire le emissioni di inquinamento rispetto ai vecchi modelli.

Facciamo un esempio reale di risparmio:

  • Appartamento in classe G
  • Superficie utile = 100 m2
  • Strutture non isolate (anno 1995)
  • Famiglia di 4 persone
  • Clima del Nord Italia (zona E)
  • Riscaldamento e produzione di acqua calda con caldaia tradizionale e radiatori
  • Regolazione con termostato di zona on/off
  • Consumi: 1.860 m3 di gas per una spesa di circa 2.515 € all’anno (costo combustibile 1,35 €/m3)

Sostituendo la caldaia a gas con una nuova caldaia a condensazione Vitodens 100-W da 32 kW e telecomando ambiente Vitotrol 200-E con sensore esterno (termoregolazione in classe VI) è possibile risparmiare fino al 30% l'anno (circa 750 euro) sul costo del combustibile.

Cosa aspetti? Fai il check energetico della tua casa e scopri la soluzione per te!

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Quanto dura una caldaia a gas?

Una caldaia a gas ben mantenuta ha una durata media di 15-20 anni, con manutenzione regolare. I modelli a condensazione più recenti possono durare anche oltre i 20 anni grazie ai materiali più resistenti alla corrosione.

Quali sono le migliori marche di caldaie a gas per uso domestico?

Sul mercato italiano, una delle marche più affidabili e apprezzate per le caldaie a gas è Viessmann. Questo produttore offre prodotti con elevati standard di efficienza, affidabilità e assistenza post-vendita, garantendo soluzioni adatte a diverse esigenze abitative.

Sono ancora previsti incentivi per le caldaie?

No, a partire dal 1 gennaio 2025 tutti gli incentivi e i bonus caldaia sono stati rimossi. Ad oggi sono previsti, nel caso di fonti fossili, solo bonus e agevolazioni nel caso di caldaie inserite in sistemi ibridi factory-made o bivalenti.

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