30 aprile 2021  |  a cura di Stefania Brentaroli  |  condividi con

Calo record di emissioni: un risultato da non sprecare

30 aprile 2021
News

Nel 2020 in Italia sono diminuiti i consumi energetici e, soprattutto, le emissioni (-12%). Conseguenza diretta della pandemia, ma anche di comportamenti più virtuosi. Ora bisogna proseguire sulla strada delle tecnologie pulite.

Se il 2020 è stato l’anno più caldo del Pianeta, si è trattato anche di un periodo record per quanto riguarda il calo dei consumi di energia e delle emissioni dei gas serra. I numeri che emergono dall’analisi trimestrale dell’Enea per il nostro Paese sono davvero significativi, ma non devono distogliere l’attenzione dagli obiettivi per il futuro.

Resta, infatti, una domanda fondamentale su cosa potrà accadere dopo il Coronavirus: questi dati positivi potranno trovare conferma una volta ristabilita la situazione di normalità?

Dobbiamo pensare che circa i tre quarti della riduzione delle emissioni del 2020 è imputabile alla congiuntura economica determinata dal lockdown. È innegabile, però, che la pandemia abbia generato nuovi comportamenti virtuosi, maggiore attenzione al comfort e alla sostenibilità degli edifici e delle tecnologie domestiche, nonché modelli di lavoro moderni e rispettosi dell’ambiente. Ma sarà un patrimonio che dovremo cercare di consolidare.

Consoliamoci intanto con qualche dato confortante sul 2020 da poco concluso.

Consumo di energia: -10% rispetto al 2019

A giocare un ruolo fondamentale nel crollo dei consumi energetici del 2020 (-10%) è stato il blocco di parecchi settori dell’economia nazionale e dei movimenti sul territorio dovuto al lockdown.

È stimato che circa l’80% del calo sia strettamente correlato alla contrazione dei consumi di prodotti petroliferi nei trasporti, precipitati nell’ultimo anno. Si tratta comunque della diminuzione più consistente mai registrata in tempi di pace, superata solo dal biennio 1943-1944 (in piena Seconda Guerra Mondiale), mentre nell’anno della crisi del 2009 la domanda di energia si ridusse “solo” del 5,7%. Grazie alla riduzione dei consumi, la quota di rinnovabili sul totale dei consumi complessivi è pari al 20% circa (+2 %rispetto al 2019): con questo traguardo l'Italia supera il target UE del 17% al 2020.

Riduzione delle emissioni: -40% rispetto al 2005

Le emissioni di CO2 sono diminuite del 12% rispetto al 2019, ma addirittura del 40% rispetto al 2005. Il calo dei gas serra è più sensibile rispetto a quello dei consumi perché ad arretrare sono state soprattutto le fonti fossili particolarmente inquinanti come petrolio e carbone, anche se bisogna ricordare che proprio le fonti fossili costituiscono ancora ben il 72% del mix energetico complessivo italiano. In linea con quanto accaduto sul fronte consumi, anche per le emissioni il fenomeno più marcato del 2020 è la riduzione del settore trasporti (-20% circa) che vale oltre la metà del calo totale, ma un importante contributo deriva anche dalla generazione più “pulita” di elettricità, grazie alla maggiore incidenza della produzione elettrica da fonti rinnovabili. Complessivamente è possibile sostenere che il 30% dell’abbassamento delle emissioni sia legato a fattori “virtuosi” come la riduzione dell’intensità energetica e il minor utilizzo di fonti fossili, e per il 70% alla contrazione della produzione industriale.

Cresce l'elettrificazione dei consumi

Sebbene la richiesta di energia elettrica sia diminuita di poco più del 5% rispetto al 2019, complessivamente nel 2020 si è registrato un significativo incremento della elettrificazione, cioè della quota di consumi di energia complessivi coperti dall’elettricità, salita al 21% del totale (nuovo massimo storico). Si tratta di un buon segnale per il clima, proprio perché l’elettricità che consumiamo arriva sempre di più dalle fonti rinnovabili (e arriverà sempre di più in futuro), inquinando quindi meno rispetto al passato.

I numeri positivi per il clima, come dicevamo, non devono farci abbassare la guardia. Gli obiettivi stabiliti dal nostro PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) per il 2030 rimangono molto lontani, per esempio il raggiungimento di una quota del 30% di rinnovabili sui consumi complessivi. Serviranno molte più installazioni di nuovi impianti a fonti rinnovabili rispetto a quanto si è fatto lo scorso anno (circa il quadruplo!) e dovranno imporsi tecnologie pulite per la climatizzazione e la mobilità. Spazio dunque a impianti solari termici e fotovoltaici, a pompe di calore per la climatizzazione invernale ed estiva, a colonnine di ricarica per i veicoli elettrici. Tutte tecnologie già disponibili e che i principali produttori mondiali, come Viessmann e il suo novissimo progetto ViShare, sono in grado di fornire in modo completo.New call-to-action

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