Avere un immobile in classe energetica G, il livello più basso di efficienza energetica, significa dover sostenere ogni mese consumi elevati e costi energetici alti. Scopri gli interventi consigliati e le normative aggiornate al 2026 per migliorare la prestazione energetica, ridurre le bollette e aumentare il valore della tua casa.
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Sommario
La classe energetica G rappresenta il livello più basso di efficienza energetica per le abitazioni, caratterizzata da elevati consumi energetici e scarsa capacità di isolamento termico. Questa situazione comporta costi elevati, impatto ambientale significativo e minor comfort abitativo. Grazie alle agevolazioni e agli incentivi aggiornati alla normativa 2026, è possibile effettuare interventi mirati per migliorare la classe energetica, riducendo consumi e spese.
La direttiva europea “Casa Green” impone, inoltre, standard più severi per gli edifici, incentivando la riqualificazione energetica. Adottare comportamenti responsabili e realizzare interventi su involucro e impianti sono fondamentali per migliorare la prestazione energetica e il valore dell’immobile.
La classificazione energetica delle abitazioni è regolata da normative specifiche, come il d.lgs. 192/2005 e successivi decreti, che definiscono criteri, linee guida e modalità di certificazione.
Questa “pagella” energetica si basa su una certificazione ufficiale (APE) che segue linee guida e criteri stabiliti dalla normativa vigente. L’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile (EPgl,nren) e la sua unità di misura (kWh/m² anno) sono i parametri di base per la classificazione.

Introduzione alla classe energetica
La certificazione energetica degli edifici è obbligatoria in Italia dal D.Lgs. 192/2005. Questo decreto ha introdotto l'obbligo di valutare e certificare l'efficienza energetica degli immobili, al fine di promuovere un uso più sostenibile dell'energia e ridurre l'impatto ambientale. La certificazione viene rilasciata tramite l'Attestato di Prestazione Energetica (APE), un documento ufficiale che indica la classe energetica dell'edificio e fornisce informazioni utili sui consumi energetici e sulle possibili misure di miglioramento.
La classe energetica rappresenta un indicatore fondamentale per valutare l’efficienza energetica di un edificio o di una casa. Si tratta di una vera e propria “pagella” che misura il consumo di energia di un immobile, fornendo un quadro chiaro delle sue prestazioni dal punto di vista energetico. La classificazione va dalla classe A4, che identifica gli edifici più efficienti e con minori consumi, fino alla classe G, che indica invece le case e gli immobili meno performanti e più energivori. Questo indicatore è essenziale non solo per chi desidera acquistare o vendere una casa, ma anche per chi vuole ridurre i costi in bolletta e l’impatto ambientale.

La classe G
La classe G è il gradino più basso nella scala delle classi energetiche e rappresenta il livello minimo di efficienza per un edificio o una casa. Un immobile in classe G si distingue per un consumo energetico molto elevato, dovuto spesso a una coibentazione insufficiente, infissi datati e impianti di riscaldamento e raffreddamento poco efficienti. Queste caratteristiche si traducono in costi energetici elevati per i proprietari e in un impatto ambientale significativo, poiché l’edificio disperde molta energia.
La presenza di immobili in classe G è ancora un problema diffuso in Italia, soprattutto negli edifici più vecchi, e rappresenta una sfida sia dal punto di vista economico che ambientale. Migliorare la classe energetica di una casa in classe G è, quindi, fondamentale per ridurre i consumi, abbassare i costi e aumentare il comfort abitativo.

Interventi consigliati e aggiornamenti normativi 2026
In Italia oltre il 70% degli edifici appartiene alle ultime tre classi energetiche e circa il 35% è in classe G, la peggiore; si tratta di veri e propri “colabrodi” energetici realizzati quando dal punto di vista costruttivo e impiantistico non si prestava particolare attenzione all’efficienza e alla riduzione dei consumi.
Le abitazioni in classe G sono caratterizzate da spese energetiche e da bollette molto elevate, dovute alla loro bassa efficienza. Questi edifici presentano una forte dispersione di calore attraverso l’involucro edilizio e gli infissi, mentre la scarsa climatizzazione, illuminazione e ventilazione interna contribuiscono ulteriormente all’elevato consumo energetico e al basso comfort abitativo.
Oggi queste esigenze sono diventate fondamentali, non solo per contenere i costi delle bollette e migliorare il comfort abitativo ma anche per contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici.
Per aiutare e sostenere le famiglie in questo tipo di interventi, sono previsti per quest'anno agevolazioni e incentivi dedicati, come l'Ecobonus e il Conto Termico 3.0.
Valore di un immobile e classe energetica
La classe energetica di un immobile incide in modo diretto sul suo valore di mercato. Le case e gli edifici con una classe energetica elevata, come la classe A, sono generalmente più richiesti e possono essere venduti o affittati a prezzi più alti rispetto agli immobili in classe G. Questo perché una migliore efficienza energetica si traduce in costi di gestione più bassi, minore impatto ambientale e maggiore comfort per chi vi abita.
Dal punto di vista degli acquirenti, investire in una casa con una buona classe energetica significa anche accedere più facilmente a finanziamenti agevolati. Al contrario, un immobile in classe G può risultare meno appetibile, sia per i costi elevati di gestione sia per le future spese di riqualificazione necessarie per adeguarsi agli standard normativi e di mercato.

Direttiva Casa Green e classe energetica G
La Direttiva Casa Green dell’Unione Europea rappresenta una svolta importante per il settore immobiliare e per la riqualificazione energetica degli edifici.
L’obiettivo è quello di ridurre le emissioni di gas serra e di promuovere l’efficienza energetica, imponendo nuovi standard minimi per le classi energetiche degli immobili.
Sebbene la direttiva non sia stata ancora recepita in Italia (lo dovrà essere entro il 2026) possiamo riassumere i contenuti affermando che la maggior parte degli edifici nelle classi energetiche peggiori dovranno subire interventi, più o meno radicali, entro i prossimi anni:
- entro il 2030 tutti gli edifici residenziali dovranno raggiungere almeno la classe E;
- entro il 2033 sarà obbligatorio arrivare almeno alla classe D.
Questo significa che gli edifici attualmente in classe G dovranno essere oggetto di interventi di riqualificazione per migliorare la loro efficienza e ridurre i costi energetici. Per i proprietari di immobili, la direttiva rappresenta sia una sfida che un’opportunità: adeguarsi alle nuove regole permetterà di aumentare il valore della propria casa, ridurre i consumi e contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico.

Comportamenti energeticamente responsabili
Adottare comportamenti energeticamente responsabili è un passo fondamentale per migliorare la classe energetica di un immobile e ridurre i consumi. Piccoli gesti quotidiani, come spegnere le luci e gli elettrodomestici quando non sono necessari, utilizzare lampadine a basso consumo e regolare in modo intelligente la temperatura degli ambienti, possono fare una grande differenza sui costi energetici. Anche la manutenzione regolare degli impianti di riscaldamento e raffreddamento, così come la sostituzione di infissi e serramenti poco efficienti, contribuiscono a migliorare la prestazione energetica della casa. Questi comportamenti non solo aiutano a contenere le spese, ma rendono l’immobile più sostenibile e più interessante per eventuali acquirenti, favorendo il passaggio a una classe energetica superiore.
Per migliorare la classe energetica di un edificio in classe G è fondamentale intervenire su diversi aspetti che influiscono direttamente sui consumi e sul comfort abitativo. Tra gli interventi più efficaci troviamo:
- Coibentazione dell'involucro edilizio: isolare termicamente pareti, tetto e pavimenti riduce significativamente la dispersione di calore in inverno e limita il surriscaldamento estivo, migliorando l'efficienza energetica complessiva.
- Sostituzione degli infissi: installare infissi moderni con doppi o tripli vetri e profili a bassa trasmittanza termica contribuisce a ridurre le perdite di calore e migliora anche l'isolamento acustico.
- Riqualificazione degli impianti di riscaldamento e raffrescamento: sostituire caldaie obsolete con modelli a condensazione o pompe di calore ad alta efficienza permette di ottimizzare i consumi energetici e ridurre le bollette.

Questi interventi, combinati eventualmente con l'installazione di fonti di energia rinnovabile come pannelli fotovoltaici, rappresentano la strategia migliore per ottenere un miglioramento della classe energetica nell'APE e migliorare il valore e il comfort dell'immobile.
Quali interventi migliorano un edificio di classe G?
La classe energetica certificata nell’APE è una pagella del sistema edificio-impianto che utilizza come parametro l’energia primaria non rinnovabile consumata per soddisfare il fabbisogno energetico dell’immobile.
L’indice EPgl,nren rappresenta il consumo di energia primaria non rinnovabile e costituisce la base per la classificazione energetica dell’edificio, includendo riscaldamento, raffrescamento, illuminazione e ventilazione. Viene considerato un edificio “di riferimento” con caratteristiche standard senza impianti a fonti rinnovabili.
Il miglioramento dell’involucro edilizio, rispetto alle caratteristiche standard, consente di alzare la classe dell’APE, ma solo inserendo le rinnovabili c’è un netto miglioramento del parametro fondamentale, ossia l’abbassamento dei consumi di energia primaria non rinnovabile
I calcoli per determinare l’APE, però, si basano su convenzioni e non costituiscono mai uno strumento di progettazione che valuti la fattibilità degli interventi e sia in grado di apportare reali benefici sui consumi e sulle bollette.
Per procedere nella nostra valutazione facciamo ora una distinzione tra le differenti tipologie di edifici che descrivono la situazione abitativa in Italia:
- edificio unifamiliare autonomo in classe G;
- unità abitativa in classe G in condominio con impianto di riscaldamento autonomo
- unità abitativa in classe G in condominio con impianto di riscaldamento centralizzato;
Edificio unifamiliare autonomo in classe G
L’edificio unifamiliare autonomo rappresenta il caso più facilmente gestibile. Le situazioni sono molto diversificate, ma qui proviamo a fare alcune generalizzazioni. Un edificio in Classe G quasi sicuramente sarà ubicato in una zona climatica con clima rigido (E o F) e non sarà isolato dal punto di vista termico. Saranno presenti radiatori ad alta temperatura e una caldaia standard o, nella migliore delle ipotesi, una caldaia a condensazione per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria.

In queste condizioni la soluzione che può garantire immediatamente il salto di classe energetica è l'installazione di una pompa di calore ad alta temperatura Vitocal 151-A insieme a un impianto fotovoltaico Viessmann, senza necessità di intervenire sull’involucro edilizio.
In alternativa, si può optare per l’installazione di un impianto ibrido Viessmann (ad esempio pompa di calore Vitocal 200-S abbinata a caldaia a condensazione Vitodens 200-W).
La sola pompa di calore in un edificio in classe G è da valutare attentamente con il progettista. Anche se garantisse un miglioramento della classificazione energetica, infatti, se non correttamente dimensionata e gestita, potrebbe portare a consumi elettrici elevati. In zone montane, invece, si potrebbe prevedere come intervento l’isolamento del sottotetto (operazione semplice e molto efficace), installando una caldaia a biomassa come Vitoligno 300-C per il riscaldamento. In questi casi, il supporto di esperti è fondamentale per valutare la soluzione più adatta e garantire la qualità degli interventi.
Appartamento in classe G in condominio con impianto di riscaldamento autonomo
Nel caso di un appartamento in classe G in condominio con impianto di riscaldamento autonomo, per poter installare una pompa di calore bisogna valutare gli spazi a disposizione per l'unità esterna e per la produzione di acqua calda sanitaria. Semplificando al massimo, se vogliamo convertirci al full electric dobbiamo assicurarci che:
- i terminali di riscaldamento siano in grado di garantire le condizioni di comfort alle condizioni di progetto con una temperatura di mandata dell'acqua non superiore a 55°C (spesso questa verifica è positiva perché i radiatori esistenti sono sovradimensionati, perchè negli anni sono stati fatti degli interventi di miglioramento - tipicamente i serramenti e perché con una pompa di calore possiamo sfruttare il funzionamento continuo in modulazione);
- che ci sia spazio per un serbatoio di accumulo per la produzione di acqua calda sanitaria all'interno dell'appartamento (ricordiamo che un impianto full electric necessita sempre di un serbatoio per la produzione di acqua calda sanitaria da almeno 180 litri);
- che ci sia spazio sul balcone per l'unità esterna della pompa di calore, che in questo caso dovrà garantire il carico totale di riscaldamento dell'appartamento (non avendo una caldaia a supporto).
Se vogliamo semplificarci la vita possiamo installare un impianto ibrido factory made che ha il vantaggio di garantire la produzione di acqua calda sanitaria attraverso la caldaia, quindi di non richiedere un volume di accumulo all'interno dell'appartamento. In questa direzione troviamo una soluzione come Vitodens 100-E Hybrid in abbinamento al fotovoltaico.

Sostituendo anche i vecchi impianti per l’acqua calda sanitaria con scalda acqua a pompa di calore come il Vitocal 262-A, il bilancio energetico ne beneficerebbe ulteriormente. Anche in questo caso, il coinvolgimento di esperti del settore è essenziale per la corretta progettazione e realizzazione degli interventi.
Appartamento in classe G in condominio con impianto di riscaldamento centralizzato
L’appartamento in un condominio in classe G con impianto centralizzato rappresenta una situazione molto comune nelle grandi città metropolitane, ma è anche la più complessa per quanto riguarda l’accesso agli incentivi. In questi casi, è possibile intervenire solo sulla centrale termica o attraverso la realizzazione del cappotto termico sulla superficie disperdente dell’edificio; quest'ultima operazione può anche risultare critica a seconda delle caratteristiche dell’immobile.
Per quanto riguarda l'intervento sulla centrale termica, questo caso è la sfida più stimolante nell'ottica della decarbonizzazione e della transizione energetica.

Allo stato delle cose, senza una riduzione pesante dei consumi energetici a monte attraverso l'isolamento dell'involucro, non è pensabile condurre i condomini con un impianto centralizzato a una totale copertura "full electric". Questo vale in particolare per i condomini di grande dimensione, con un numero di unità immobiliari superiore a 10.
Le principali difficoltà in questi casi sono:
- La probabile impossibilità di avere la necessaria disponibilità elettrica da parte del gestore di rete. E' molto difficile generalizzare, bisogna sempre valutare caso per caso con un professionista, però è abbastanza facile immaginare che un condominio con una potenza di centrale termica superiore ai 400 kW sia difficile da elettrificare perché avrebbe bisogno di una potenza elettrica aggiuntiva di 150 kW. Spesso queste potenze non sono nemmeno disponibili (è necessario un adeguamento della rete elettrica) e soprattutto, anche se fossero disponibili al contatore, richiedono interventi pesanti come una cabina di trasformazione rendendo di fatto irrealizzabile l'intervento per questioni di spazi e costi;
- Le difficoltà nel valutare le condizioni di compatibilità dei terminali esistenti in ogni appartamento;
- Le pompe di calore "residenziali", che hanno caratteristiche migliori dal punto di vista della silenziosità e dell'efficienza nel funzionamento alle alte temperature, sono specificatamente pensate per potenze fino a 40 kW e anche nelle applicazioni in cascata difficilmente coprono impianti di potenza superiore a 100 kW. Nel caso dei grandi condomini bisogna necessariamente prevedere pompe di calore "commerciali" più compatte ma più rumorose e meno efficienti.
In questi casi quindi ha senso pensare a un sistema ibrido factory made, se vogliamo lasciare alla caldaia la copertura del carico massimo, o a un sistema bivalente, laddove vogliamo dare più importanza alla pompa di calore.
Ricordiamo che nel caso dei prodotti Viessmann i sistemi ibridi fatory made e i sistemi bivalenti, dal punto di vista dell'ottimizzazione del funzionamento tra i generatori (caldaie e pompe di calore), garantiscono le stesse prestazioni in quanto la regolazione è nativa e a bordo degli stessi generatori.
Nel caso di condomini con impianti centralizzati con un numero di unità immobiliari più limitato (indicativamente minore di 10), è possibile valutare già da subito l'opzione full electric, oltre ai sistemi ibridi e biavlenti.
In ogni caso, in ambito residenziale suggeriamo sempre di utilizzare le pompe di calore "residenziali" per garantire al cliente finale la massima efficienza, la massima integrazione del funzionamento del sistema caldaia-pompa di calore e la massima silenziosità.
Un progetto tecnico accurato e la consulenza di esperti sono fondamentali per individuare le soluzioni più adatte e garantire il successo degli interventi di riqualificazione energetica in condomini con riscaldamento centralizzato.

A chi rivolgersi per effettuare un'analisi approfondita dei punti deboli dell'edificio e redigere un piano di intervento?
Per migliorare la classe energetica della propria abitazione è fondamentale affidarsi a un professionista qualificato che possa valutare in modo dettagliato le caratteristiche dell'edificio e individuare le criticità da correggere. Il progettista termotecnico è la figura specializzata che, grazie alle sue competenze tecniche, esegue un'analisi approfondita dei punti deboli dell'involucro edilizio e degli impianti, per poi redigere un piano di intervento personalizzato e mirato a migliorare l'efficienza energetica.
Per trovare un progettista termotecnico esperto e affidabile, è possibile consultare la rete professionale Viessmann Professional Network (VPN), un portale dedicato ai professionisti del settore che garantisce competenza e qualità nei servizi offerti.
FAQ - Domande frequenti
1. Che cos’è la classe energetica G?
La classe energetica G indica il livello più basso di efficienza energetica di un edificio, con consumi molto elevati e scarsa coibentazione.
2. Quali sono le conseguenze di abitare in una casa in classe G?
Le case in classe G sono spesso poco confortevoli, con temperature interne non così confortevoli in inverno e surriscaldamento in estate. Questo si traduce in bollette energetiche alte, ridotto comfort abitativo e un impatto ambientale negativo dovuto a maggiori emissioni di gas serra
3. Come posso migliorare la classe energetica della mia abitazione?
Interventi efficaci includono l’isolamento termico dell’involucro, la sostituzione degli infissi, l’installazione di impianti efficienti come pompe di calore e l’adozione di fonti rinnovabili come il fotovoltaico.
4. Quali sono le novità normative per il 2026 riguardo agli incentivi per la riqualificazione energetica?
La normativa 2026 aggiorna le modalità e le condizioni per accedere agli incentivi per il miglioramento energetico degli edifici. Per maggiori dettagli è consigliato consultare la pagina ufficiale dedicata agli incentivi.
5. Qual è l’importanza dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE)?
L’APE certifica la classe energetica di un immobile e contiene raccomandazioni sugli interventi per migliorare l’efficienza energetica.
6. Entro quando gli edifici in classe G dovranno adeguarsi ai nuovi standard europei?
Secondo la Direttiva Green, entro il 2030 gli edifici dovranno raggiungere almeno la classe E e entro il 2033 la classe D.
7. Quanto è il consumo energetico di una casa in classe G?
Il consumo energetico di una casa in classe energetica G è superiore a 162,5 kWh/m²/anno, che si traduce in consumi molto elevati rispetto alle classi superiori.
8. Quanto consuma una classe G rispetto a una in classe A4?
Una casa in classe energetica G costa circa 10 volte di più in materia di consumi energetici rispetto a una casa in classe A4, che ha consumi medi inferiori a 30 kWh/m²/anno.
9. Quanto è la spesa energetica annua di un appartamento in classe G?
Il costo del kWh per un appartamento in classe G, considerando un consumo annuo di 16.000 kWh, si traduce in una spesa energetica annua di circa 1.800 euro.
10. Quanto vale un immobile di classe energetica superiore nella stessa zona?
Un immobile con una classe energetica superiore, come la classe A, può avere un valore di mercato fino al 30% più alto rispetto a un immobile in classe G nella stessa area geografica.
11. Cosa caratterizza una classe energetica G?
La classe energetica G è caratterizzata da scarsa coibentazione termica, impianti di riscaldamento e raffreddamento obsoleti, elevata dispersione energetica e conseguenti costi elevati e basso comfort abitativo.
12. Cos’è l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile (EPgl,nren)?
L’EPgl,nren è l’indicatore che misura il consumo di energia primaria non rinnovabile di un edificio, espresso in kWh/m² anno, ed è il parametro principale per determinare la classe energetica. Un immobile in classe energetica G ha un indice di prestazione energetica (EPgl,nren) superiore a 3,50 kWh/m²/anno.
13. Qual è la differenza tra classe energetica G e classe B?
La classe B indica un edificio con buona efficienza energetica e consumi contenuti, mentre la classe G rappresenta il livello minimo con consumi molto elevati e scarsa efficienza.
14. Quali sono le possibilità di miglioramento per un edificio in classe G?
Le possibilità includono interventi sull’involucro edilizio (isolamento pareti, tetto, pavimenti), sostituzione degli infissi, ammodernamento degli impianti di riscaldamento e raffreddamento e installazione di fonti rinnovabili come il fotovoltaico.
15. Perché è importante migliorare la classe energetica di un immobile?
Migliorare la classe energetica riduce i consumi e i costi energetici, aumenta il comfort abitativo, incrementa il valore dell’immobile e contribuisce a ridurre l’impatto ambientale.
16. Come influisce la classe energetica sulle bollette di luce e gas?
Un edificio in classe G ha consumi elevati che si traducono in bollette di luce e gas molto più alte rispetto a immobili con classi energetiche migliori.
17. Qual è il ruolo della certificazione APE nell’acquisto o affitto di un immobile?
L’APE fornisce informazioni trasparenti sull’efficienza energetica dell’immobile, aiutando acquirenti e locatari a valutare i costi energetici e le possibili spese future per miglioramenti.
18. Quali sono i comportamenti energeticamente responsabili per ridurre i consumi in una casa in classe G?
Spegnere luci e apparecchi inutilizzati, utilizzare lampadine a basso consumo, regolare la temperatura in modo efficiente e mantenere gli impianti in buono stato sono azioni che aiutano a ridurre i consumi.
19. Cosa significa “doppio salto di classe energetica”?
Il doppio salto di classe energetica indica il miglioramento di due livelli nella scala delle classi energetiche, ad esempio passare da G a E, grazie a interventi di riqualificazione efficaci.
20. Chi può aiutarmi a redigere un piano di intervento per migliorare la classe energetica?
Un progettista termotecnico o un esperto certificatore energetico può effettuare un’analisi approfondita e proporre un piano personalizzato per migliorare la prestazione energetica dell’immobile.


