9 gennaio 2023  |  a cura di Alberto Villa  |  condividi con

Come impostare correttamente la temperatura di mandata caldaia

9 gennaio 2023
Pompe di Calore, Assistenza Caldaie, Risparmio ed Efficienza energetica, Sistemi Ibridi, caldaia a condensazione, Curva di riscaldamento

La temperatura di mandata del generatore di calore influisce su efficienza e prestazioni dell’impianto di riscaldamento: ecco perché bisogna impostare quella ottimale

I consumi energetici dell’impianto di riscaldamento e il comfort domestico dipendono anche da un elemento importante: la temperatura di mandata dell’acqua. Se ti accorgi che gli ambienti non si risaldano abbastanza, nonostante l’impianto funzioni per molte ore al giorno, e che i consumi sono elevati, la causa potrebbe essere proprio una temperatura di mandata caldaia non corretta. Vediamo perché è importante trovare l’impostazione ideale (per sapere qual è la corretta temperatura da mantenere in casa leggi anche Temperatura ambiente ottimale: come ottenerla).

Caldaia-a-idrogeno-caldaia-a-condensazione-vitodens-200wIndice:

  1. Cosa è la temperatura di mandata dell’acqua di riscaldamento?
  2. Qual è la differenza tra temperatura di mandata e di ritorno?
  3. Quali fattori considerare per impostare la temperatura di mandata?
  4. Qual è la temperatura di mandata ideale?

Cosa è la temperatura di mandata dell’acqua di riscaldamento?

La temperatura di mandata di un impianto di riscaldamento è la temperatura dell’acqua all’uscita dalla caldaia (o dalla pompa di calore / sistema ibrido), dopo che è stata riscaldata dallo scambiatore di calore dell’apparecchio. È un valore che viene impostato quando viene acceso l’impianto, ma che può essere variato in qualsiasi momento.

L’acqua calda sanitaria e quella di riscaldamento vanno impostate all’interno di un preciso intervallo di temperature, per garantire il comfort e il risparmio energetico. Ecco le regole e qualche piccolo consiglio. > Leggi l'approfondimento

Quando un’abitazione non è isolata e sono presenti vecchi termosifoni con poca superficie radiante, generalmente la temperatura di mandata deve essere molto alta (fino a 70-80°C) per riuscire a riscaldare sufficientemente gli ambienti.

Una pompa di calore per termosifoni è conveniente se il rendimento del sistema resta alto garantendo il giusto comfort. Attenzione ai valori di COP e alla temperatura di mandata. > Leggi l'approfondimento

Viceversa, con abitazioni nuove o riqualificate, può bastare una temperatura di mandata dai 30°C ai 45°C anche nelle giornate invernali più fredde, perché l’isolamento dell’involucro edilizio minimizza le dispersioni di calore.

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Dato che le condizioni meteorologiche variano costantemente durante l’anno, anche la temperatura di mandata ottimale non è fissa, ma è soggetta a variazioni: dovrebbe essere alta con temperature esterne basse, mentre con un clima meno rigido sono sufficienti temperature più basse.guida-efficienza-energetica-casa

Qual è la differenza tra temperatura di mandata e di ritorno?

Dopo essere stata riscaldata dal generatore di calore (caldaia, caldaia ibrida, pompa di calore, caldaia a legna o pellet), l’acqua di mandata viene convogliata attraverso i tubi fino ai terminali di riscaldamento, dove cede parte del calore raffreddandosi, prima di ritornare al punto di partenza e ricominciare il ciclo. Questa acqua che torna alla caldaia è la cosiddetta “acqua di ritorno”, che chiaramente è più fredda di quella di mandata. Il differenziale tra la temperatura (ΔT) dell’acqua di mandata e quella di ritorno è un altro fattore che condiziona l’efficienza del sistema e dipende anche dai terminali di diffusione del calore utilizzati. Ecco i valori di riferimento con i convenzionali radiatori e con i pannelli a pavimento:

Ricorda: le temperature di mandata negli impianti di grandi dimensioni devono tenere conto anche delle dispersioni delle reti di distribuzione, quindi della perdita di temperatura dall’uscita dalla centrale termica fino al terminale più lontano. Tale perdita negli edifici con tubazioni poco o per nulla isolate può arrivare a 10°C.

A parità di potenza termica da trasferire ai terminali, quindi negli ambienti, se la differenza tra la temperatura di mandata e quella di ritorno è elevata può circolare meno acqua attraverso l'impianto. Al contrario, se la differenza di temperatura (ΔT) è molto bassa, il contenuto energetico dell fluido è minore, quindi la portata deve aumenta.

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Quali fattori considerare per impostare la temperatura di mandata?

Essenzialmente, vi sono tre elementi da considerare quando si deve impostare la corretta temperatura dell’acqua di mandata:

  • Prestazioni energetiche dell’edificio: edifici vecchi e non isolati causano elevate dispersioni termiche che devono essere “compensate” dal riscaldamento. Per tale motivo, in questo tipo di abitazioni la temperatura di mandata deve essere più alta in particolare nei periodi più freddi;

Quando due è meglio di uno: i sistemi ibridi per riscaldare. > Leggi l'approfondimento

  • Tipo e dimensioni dei terminali di riscaldamento: la regola generale è che la temperatura diminuisce all'aumentare delle dimensioni delle superfici riscaldanti. Con il riscaldamento a pavimento, infatti, l’intero pavimento di un’abitazione diventa una grande superficie radiante che trasferisce calore, quindi è possibile impostare una temperatura di mandata inferiore garantendo il comfort (per sapere di più leggi anche Temperatura da impostare con sistema radiante a pavimento);

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  • Tipo di generatore di calore: è importante sottolineare che valori bassi della temperatura di mandata sono indicati sia per le pompe di calore che per le moderne caldaie a condensazione. Una pompa di calore, infatti, funziona in modo particolarmente efficiente ed economico se la differenza tra la temperatura della fonte di energia rinnovabile (aria, acqua, terreno) e quella del fluido termovettore è contenuta, perché il compressore deve lavorare di meno consumando meno elettricità. Per quando riguarda le caldaie a condensazione, tale tecnologia utilizza l’acqua di ritorno per raffreddare i fumi di scarico caldi e farli arrivare al punto in cui il vapore acqueo si condensa. Affinché questo processo funzioni correttamente, le temperature di ritorno e quindi anche della mandata devono essere basse.

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Qual è la temperatura di mandata ideale?

Può sembrare un’affermazione semplicistica, ma è vera: a livello generale la temperatura di mandata corretta non deve essere né troppo alta né troppo bassa:

  • se è troppo elevata, si determinano maggiori perdite di calore attraverso le linee di distribuzione ed è probabile che i consumi per il riscaldamento aumentino;
  • valori troppo bassi, invece, fanno sì che la casa non si riscaldi a sufficienza; inoltre, come abbiamo visto, è richiesta una maggiore portata dell'acqua calda, causando un aumento dei consumi elettrici della pompa di circolazione dell’impianto.

In ogni caso, bisogna considerare tutte le condizioni che abbiamo spiegato in precedenza, in particolare rispetto al tipo di edificio, al clima e al generatore installato.

Con un impianto di riscaldamento evoluto che utilizza un sistema di termoregolazione climatica (tramite apposita sonda climatica esterna), la temperatura dell’acqua di mandata non è più fissa ma scorrevole, regolata automaticamente dalla caldaia in base alla “curva di riscaldamento” (una funzione matematica in cui ad ogni temperatura esterna corrisponde una determinata temperatura di mandata), con conseguente efficientamento del sistema e riduzione dei consumi.

Per impostare correttamente la curva di riscaldamento nelle caldaie e pompe di calore Viessmann:

  1. Toccare “Menu” o il simbolo del menu
  2. Fare clic su “Riscaldamento”
  3. Selezionare il “Circuito di riscaldamento” desiderato
  4. Toccare “Curva climatica”
  5. Utilizzare il pulsante +/- per modificare la pendenza e il livello della curva di riscaldamento.
  6. L’impostazione di fabbrica per l’inclinazione è di 1,4 e per il livello il valore 0. È possibile acquisire la modifica mediante il simbolo della freccia.

 

In pratica, la termoregolazione climatica permette di mantenere temperature ambiente stabili lavorando con le più basse temperature di mandata possibili.

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