22 gennaio 2026  |  a cura di Massimiliano Ferrarese  |  condividi con

Caldaia perde acqua: cause, soluzioni e quando chiamare il tecnico

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22 gennaio 2026
Assistenza Caldaie, Caldaie a Condensazione

Scoprire che la caldaia perde acqua non è mai piacevole. Che si tratti di un gocciolamento lento sotto l’apparecchio o di una perdita d’acqua improvvisa, questo fenomeno richiede attenzione immediata per evitare danni più gravi. In questa guida troverai tutto ciò che serve per capire l’origine del problema, intervenire in sicurezza e decidere se puoi risolvere da solo o se è il caso di chiamare un professionista.

Indice

  1. Cosa fare subito se la caldaia perde acqua
  2. Perché la caldaia perde acqua: cause più frequenti
  3. Caldaia perde acqua da sotto: diagnosi e rimedi
  4. Caldaia perde acqua da spenta: cosa significa e come intervenire
  5. Caldaia perde acqua dalla valvola di sicurezza o dai tubi di scarico
  6. Tubo di scarico fumi e condensa
  7. Costi indicativi di riparazione e quando conviene sostituire la caldaia
  8. Come prevenire le perdite d’acqua: manutenzione e buone pratiche
  9. Domande Frequenti (FAQ)

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Cosa fare subito se la caldaia perde acqua

Una caldaia che perde acqua va gestita senza panico, ma con prontezza.

Intervenire rapidamente permette di evitare infiltrazioni nei pavimenti, danni ai muri e, soprattutto, problemi all’impianto elettrico che potrebbero diventare pericolosi.

Ecco le azioni immediate da compiere:

  • Chiudi il rubinetto generale di alimentazione dell’acqua di caldaia e, se presente, quello del circuito riscaldamento

  • Spegni la caldaia dal comando ON/OFF e togli corrente dall’interruttore dedicato sul quadro elettrico

  • Tampona l’acqua con stracci o bacinelle per evitare che si estenda ai vicini, specialmente in condominio

  • Non smontare pannelli o componenti interni se non sei abilitato: il D.M. 37/2008 riserva questi interventi a tecnici qualificati

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Se la perdita di acqua è vicina a cavi elettrici o morsetti, non toccare assolutamente la zona bagnata. In queste situazioni il rischio di scossa è concreto: contatta immediatamente un centro assistenza tecnico ufficiale.

Nei paragrafi successivi analizzeremo le cause più comuni di questo problema, dalla pressione anomala alle guarnizioni usurate, fino alla valvola di sicurezza difettosa.

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Perché la caldaia perde acqua: cause più frequenti

La quasi totalità degli impianti residenziali italiani è rappresentata da caldaie a gas murali installate tra il 2025 e 2023 e presentano fattori di rischio comuni.

Nella maggior parte dei casi, le perdite derivano da usura dei materiali, mancanza di manutenzione annuale e componenti interni sottoposti a forte stress termico.

Le cause principali di una caldaia che perde acqua sono:

Causa

Sintomo tipico

Frequenza stimata

Pressione di esercizio troppo alta

Manometro oltre 2,5 bar, gocciolamento dalla valvola

50-60% dei casi

Vaso di espansione scarico o danneggiato

Pressione che oscilla, calo rapido dopo il rabbocco

15-20% dei casi

Guarnizioni e o-ring induriti

Gocce lente dai raccordi, anche a caldaia spenta

20-30% dei casi

Tubazioni interne corrose

Perdita diffusa, acqua rossastra

Impianti pre-1995

Scambiatore secondario crepato

Calo costante di pressione, acqua da sotto

Caldaie 10+ anni

Valvola di sicurezza difettosa

Gocciolamento continuo dal tubo di scarico

15-20% dei casi

 

Ogni elemento ha un ruolo specifico nel funzionamento del sistema: lo scambiatore trasferisce il calore all’acqua, il vaso di espansione assorbe le variazioni di volume, le guarnizioni garantiscono la tenuta. Quando uno di questi componenti cede, la perdita è la conseguenza visibile di un malfunzionamento interno.

Viessmann-Assistenza-Service

Caldaia perde acqua da sotto: diagnosi e rimedi

In molti casi il problema è localizzato nella parte inferiore dell’apparecchio, dove si concentrano elementi critici: raccordi idraulici di mandata e ritorno, valvola di sicurezza, rubinetto di carico e, nelle caldaie a condensazione, il sifone della condensa.

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Ecco le situazioni più comuni con il relativo rimedio:

1. Guarnizioni dei raccordi usurate

  • Si notano gocce lente sotto i tubi in rame o multistrato

  • La guarnizione in gomma si indurisce nel tempo per effetto del calore e del calcare

  • Soluzione: sostituzione della guarnizione, intervento relativamente semplice (costo indicativo di 50-150 euro con uscita tecnico)

2. Valvola di sicurezza che scarica

  • L’acqua esce dal tubo di scarico rivolto verso un imbuto o a pavimento

  • Indica pressione troppo alta oppure valvola bloccata dal calcare

  • Richiede verifica del vaso di espansione e eventuale sostituzione valvola

3. Sifone della condensa intasato (caldaie a condensazione post 2010)

  • Perdita d’acqua con residui biancastri

  • Origine: accumulo di calcare nel sifone

  • Intervento: pulizia o sostituzione del sifone

Per una prima diagnosi sicura, puoi eseguire un’ispezione visiva con una torcia, senza smontare nulla. Osserva da dove sembra provenire il gocciolamento e annota la posizione esatta: questa informazione sarà preziosa per il tecnico.

Quando conviene valutare la sostituzione della caldaia?
Se l’apparecchio ha più di 15 anni, presenta corrosione diffusa o richiede ricambi difficili da reperire, un generatore nuovo potrebbe essere la soluzione più conveniente nel lungo periodo.

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Caldaia perde acqua da spenta: cosa significa e come intervenire

È importante distinguere tra caldaia spenta elettricamente e caldaia con bruciatore fermo ma ancora in pressione. Nel primo caso l’apparecchio è completamente disattivato, nel secondo il circuito idraulico resta attivo e sottoposto alla normale pressione di esercizio.

Le cause probabili di una perdita a caldaia fredda includono:

  • Guarnizioni e/o raccordi allentati: gocciolano indipendentemente dal funzionamento, sintomo di usura meccanica

  • Vaso di espansione completamente scarico: anche a freddo la pressione oscilla e la valvola può attivarsi

  • Trafilamenti dallo scambiatore secondario: si nota un calo costante di pressione anche senza uso del riscaldamento

  • Corrosione lenta dei collettori interni: tipica di impianti in acciaio o rame con acqua dura

Ecco come monitorare la situazione:

  1. Controlla il manometro a caldaia fredda, preferibilmente la mattina prima dell’accensione

  2. Il valore deve stare indicativamente tra 1 e 1,5 bar

  3. Annota pressione, data e ora (esempio: “10 gennaio 2025, ore 8:00, pressione 1,2 bar”)

  4. Verifica dopo 24 ore se il livello è sceso

In presenza di cali di pressione quotidiani sotto 0,8 bar, evita di continuare a ricaricare acqua nell’impianto: questo comportamento maschera il problema e può causare danni maggiori. Contatta invece un Centro Assistenza Tecnica per una diagnosi completa.

Un manometro di una caldaia mostra una pressione compresa tra 1 e 1,5 bar, evidenziando l'importanza di monitorare il sistema per evitare problemi come la perdita di acqua. La lettura del manometro è cruciale per garantire un corretto funzionamento dell'impianto di riscaldamento

Caldaia perde acqua dalla valvola di sicurezza o dai tubi di scarico

La valvola di sicurezza è un elemento di protezione fondamentale: si attiva automaticamente quando la pressione supera i 3 bar, scaricando acqua attraverso un tubicino dedicato. Questo meccanismo evita anomalie più gravi come rotture o deformazioni dello scambiatore.

Range di pressione normale:

  • A freddo: 1-1,5 bar

  • A caldo (riscaldamento in funzione): 1,8-2,2 bar

  • Massimo tollerabile: 2,5 bar

  • Intervento valvola di sicurezza: oltre 3 bar

Cosa succede quando la caldaia perde dalla valvola:

Situazione

Causa probabile

Intervento necessario

Gocciolamento ogni volta che parte il riscaldamento

Vaso di espansione guasto o scarico

Ricarica aria o sostituzione vaso

Perdita continua anche a pressione normale

Calcare che impedisce la chiusura

Sostituzione valvola

Pressione che sale rapidamente oltre 2,5 bar

Membrana vaso espansione forata

Sostituzione membrana o vaso completo

 

La sostituzione della valvola va eseguita esclusivamente da un tecnico abilitato, con prova di tenuta finale documentata.

regolazione_vitodens200

Tubo di scarico fumi e condensa

Nelle caldaie a condensazione, una certa quantità di condensa che esce dal tubo dedicato è assolutamente normale, soprattutto in inverno quando la differenza di temperatura tra fumi e aria esterna è maggiore.

I casi anomali da segnalare includono:

  • Acqua che esce dalla giunzione dei tubi fumi o dal muro

  • Gocciolamento in punti diversi dallo scarico previsto

  • Presenza di umidità persistente sulla parete esterna

Questi sintomi indicano errata pendenza della linea fumi o tubazione lesionata, problemi comuni in caldaie installate all’esterno ed esposte al gelo.

caldaia a condensazione da esterno Viessmann Vitodens 100-E

Costi indicativi di riparazione e quando conviene sostituire la caldaia

Avere un’idea dei costi di riparazione è essenziale per decidere se procedere con l’intervento o valutare la sostituzione del generatore, specialmente su caldaie oltre i 12-15 anni di vita.

Per dare un'indicazione di costi indicativi, possiamo avere valori che vanno da 50–150 euro per operazioni minori (come guarnizioni o piccoli raccordi) fino a 300–1000 euro per componenti o interventi più complessi (corpo idraulico o scambiatore).

Quando ha senso considerare la sostituzione:

  • Caldaia con più di 15 anni e classe energetica bassa

  • Guasti frequenti negli ultimi 2-3 anni

  • Presenza di forte corrosione interna visibile

  • Pezzi di ricambio difficili da reperire o fuori produzione.

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Come prevenire le perdite d’acqua: manutenzione e buone pratiche

Molte perdite possono essere evitate con controlli regolari e manutenzione programmata. In Italia la manutenzione è obbligatoria per legge, con cadenza variabile in base alla potenza e al tipo di combustibile (generalmente ogni 1-2 anni).

Azioni preventive fondamentali:

  • Manutenzione ordinaria annuale: pulizia bruciatore, controllo tenuta impianto, verifica vaso di espansione e valvola di sicurezza

  • Analisi fumi e controllo efficienza energetica: nei tempi previsti dalla normativa regionale (in genere ogni 2-4 anni)

  • Ispezione visiva mensile del manometro: annotare eventuali anomalie rispetto al valore standard

  • Sfiato dei termosifoni a inizio stagione: usando l’apposita chiave di sfiato, aprire la valvola fino a far uscire l’aria, poi richiudere quando esce solo acqua. La pressione scenderà temporaneamente: rabboccare se necessario fino a 1,2-1,5 bar

  • Protezione antigelo: in seconde case o caldaie esterne, attivare la funzione antigelo oppure svuotare l’impianto se non utilizzato per molti mesi

Un ultimo consiglio per il comfort domestico e il risparmio nel lungo periodo: crea una “scheda caldaia” dove annotare date di manutenzione, letture di pressione ed interventi eseguiti. Questo documento è utile per monitorare lo stato dell’impianto e rappresenta un valore aggiunto in caso di vendita dell’immobile.

Non sottovalutare le prime gocce d’acqua. Un gocciolamento apparentemente innocuo può nascondere problemi più seri che, se ignorati, portano a blocco dell’impianto, allagamenti o necessità di sostituzione prematura della caldaia. La manutenzione regolare previene il 70% di questi guasti secondo le stime di settore.

Quando noti perdite ricorrenti o cali di pressione sospetti, contatta un tecnico qualificato senza attendere oltre. Un intervento tempestivo costa meno di una riparazione d’emergenza e protegge il tuo impianto per gli anni a venire.

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Domande frequesti (FAQ)

La perdita di acqua dalla caldaia è pericolosa?

Sì, può causare danni a pavimenti/muri o raggiungere parti elettriche con rischio di cortocircuiti; non va ignorata

Posso usare la caldaia mentre perde acqua?

No, è consigliato spegnere l’apparecchio e chiudere l’acqua fino alla riparazione.

Perché la caldaia perde acqua proprio dalla valvola di sicurezza?

Spesso perché la pressione interna è troppo alta o la valvola stessa è difettosa.

Cosa controllare prima di chiamare il tecnico?

Verifica se la perdita è da guarnizioni/raccordi visibili, controlla la pressione sul manometro e assicurati che il rubinetto di carico sia chiuso correttamente.

Quando è necessario chiamare un tecnico?

Se la perdita è interna, difficile da individuare, persistente dopo regolazioni di base o coinvolge componenti come vaso di espansione, valvola di sicurezza o scambiatore.

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