Una guida che spiega tutto ciò che serve sull’Attestato di Prestazione Energetica degli edifici, quando è obbligatorio e quali benefici comporta.
Indice:
- Cosa è la certificazione energetica degli edifici
- Gli obiettivi della certificazione energetica
- Come è nato il sistema di certificazione energetica dell’APE
- Quali informazioni riporta l’APE
- Le classi di efficienza secondo la certificazione energetica
- Chi fa la certificazione energetica degli edifici
- Quando è obbligatoria la certificazione energetica
- Quando è obbligatorio l’aggiornamento dell’APE
- Quanto costa realizzare l’APE
- I criteri di calcolo per la certificazione energetica
- Le prestazioni delle diverse classi di efficienza energetica
- Dopo l’APE: nella scelta degli interventi serve il progettista termotecnico
Cosa è la certificazione energetica degli edifici
La certificazione energetica o, più precisamente, l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) serve per sapere se la propria casa consuma troppa energia.
L’Attestato di Prestazione Energetica è un documento con cui è possibile conoscere il fabbisogno di energia di un edificio (o di un appartamento), in base a come è costruito ed equipaggiato dal punto di vista degli impianti, ottenendo anche dei consigli per migliorare la sua efficienza energetica e ridurre i consumi.
L’APE è il documento che riporta la classe energetica a cui appartiene un edificio, una sorta di voto in pagella che viene attribuito in base a molti elementi, ed è obbligatorio produrlo in alcuni casi, come vediamo più avanti.
Partendo da un APE o certificazione energetica è possibile ipotizzare interventi migliorativi sull'abitazione (ad esempio sostituire l’impianto riscaldamento o coibentare le pareti), affidandosi a un esperto termotecnico che con la sua analisi individua le migliori soluzioni.
Gli obiettivi della certificazione energetica
La certificazione energetica ha come obiettivo primario quello di “scattare una fotografia” degli immobili dal punto di vista dei consumi che possa favorire l’efficientamento e la decarbonizzazione del settore dell’edilizia. Non bisogna dimenticare, infatti, che in Europa circa il 40% delle emissioni di CO2 sono legate proprio al consumo di energia negli edifici.
Grazie all’APE, inoltre, i proprietari sono più consapevoli degli sprechi e dei costi energetici relativi alla propria abitazione e sono incoraggiati a effettuare interventi migliorativi dell’efficienza. Infine, ne beneficia la trasparenza del mercato immobiliare, perché si fornisce ad acquirenti e locatori un’informazione oggettiva sulle caratteristiche e le spese energetiche dell’immobile.
Come è nato il sistema di certificazione energetica APE
La certificazione energetica degli edifici in Italia ha ormai 20 anni. È una vicenda lunga e complessa, regolata da molti provvedimenti diversi.
È stata introdotta dal D.lgs 192 del 2005 che ha recepito la Direttiva Europea 2002/91/CE (Energy Performance Buildings Directive, o EPBD I), la prima norma che ha dato vita all’Attestato di Certificazione Energetica (ACE). Prima di questo momento il nostro Paese possedeva una normativa decisamente più “blanda” sull’efficienza energetica in edilizia, che consisteva nella legge 373 del 1976 “Norme per il contenimento del consumo energetico per usi termici negli edifici”, e nella la Legge 10/91 sulle modalità progettuali e la gestione del sistema edificio/impianto.
Il nome ACE è stato cambiato poi in APE (Attestato di Prestazione Energetica) con la legge 90/2013 che ha recepito la Direttiva 2010/31/UE (EPBD II) e che ha anche reso il documento più completo e complesso rispetto al precedente. Un paio d’anni più tardi, poi, la normativa sulla certificazione energetica in edilizia acquista gli attuali contorni, con i decreti interministeriali del 26/06/2015 che contengono le linee guida della Legge 90/2013. Così, da ottobre 2015 esiste un vero e proprio modello da seguire per redigere l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) e una banca dati comune per tutto il territorio nazionale gestita dall’ENEA (il SIAPE, Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica) contenente le elaborazioni ricavate dagli APE che restituisce una immagine dettagliata dello stato dell'arte del parco edilizio nazionale dal punto di vista dell’efficienza.
In particolare, il 26 giugno 2015 sono stati emanati:
- il Decreto interministeriale Requisiti Minimi definisce le attuali modalità di calcolo della prestazione energetica degli edifici e i nuovi requisiti minimi di efficienza per gli edifici di nuova costruzione e per quelli sottoposti a ristrutturazione; il decreto stabilisce inoltre le tipologie e i livelli di intervento e introduce la definizione di edificio ad energia quasi zero (NZEB);
- Il D.M. “Adeguamento linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici” che ha uniformato l’applicazione della certificazione energetica degli edifici a livello nazionale, concedendo alle Regioni due anni di tempo per adeguare i propri strumenti;
- Il D.M. “Schemi e modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ai fini dell’applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici” definisce infine gli schemi di relazione tecnica di progetto, adeguati al nuovo quadro normativo.
Quali informazioni riporta l’APE
Un Attestato di Prestazione Energetica riporta molti dati e quelli più interessanti per l’utente sono visualizzabili nelle prime due pagine.
Inizialmente viene indicata la destinazione d’uso dell’immobile (se residenziale o non residenziale), le motivazioni che hanno portato alla redazione del documento (ad esempio passaggio di proprietà), i dati identificativi dell’immobile (Regione, Comune, indirizzo, dati catastali), la zona climatica, l’anno di costruzione, la superficie utile e il volume lordo riscaldati e raffrescati.
Sono poi riportati i servizi energetici presenti (ad esempio climatizzazione invernale, produzione di acqua calda sanitaria, climatizzazione estiva, ecc.) e la prestazione energetica del fabbricato con l’individuazione in forma grafica della classe energetica a cui appartiene. Sempre in forma grafica è visualizzata la qualità della prestazione energetica in inverno e in estate, che fornire un’idea immediata sul suo livello: buono, medio o scadente.
Il valore che determina la classe energetica è il parametro EPgl, nren (indice di prestazione energetica globale non rinnovabile), di cui parliamo più avanti.
Nella seconda pagina dell’APE sono indicati le fonti energetiche utilizzate (ad esempio gas naturale, biomasse, fotovoltaico, elettricità dalla rete, ecc) con la relativa quantità annua consumata, le emissioni di CO2 annue dell’edificio per metro quadro e, infine, gli interventi di efficientamento raccomandati con l’indicazione della nuova classe energetica raggiungibile.
Le classi di efficienza secondo la certificazione energetica APE
Oggi gli edifici sono classificati utilizzando una scala di 10 livelli che parte dalla lettera G (edifici meno efficienti) e arriva alla A4 (edifici più efficienti). Più alta è la classe di efficienza, maggiore è il risparmio energetico dell’edificio e anche il suo valore economico sul mercato.
La classificazione viene fatta dopo precisi calcoli e prende in considerazione diversi aspetti che influiscono sui consumi energetici:
-
la zona climatica in cui è situato l’immobile;
-
le caratteristiche architettoniche e l’orientamento dell’immobile;
-
le caratteristiche delle murature e degli infissi;
-
l’impianto di riscaldamento e raffrescamento degli ambienti presente;
-
le modalità di produzione di acqua calda sanitaria;
-
gli eventuali impianti di produzione dell’energia da fonti rinnovabili presenti.
Chi fa la certificazione energetica degli edifici
L’Attestato di Prestazione Energetica è un certificato ufficiale che deve essere redatto da un tecnico iscritto a un ordine professionale e abilitato alla progettazione di edifici e di impianti.
Un certificatore energetico può operare singolarmente, in forma associata o come dipendente, ad esempio può essere al servizio di società di servizi energetici (ESCo) e può aver fatto un percorso di studi diverso. Può essere infatti un architetto, un ingegnere o un laureato in altre discipline tecnico scientifiche, oppure un geometra, perito industriale o elettrotecnico.
Per rilasciare l’APE, il tecnico deve raccogliere dal proprietario la documentazione richiesta (visura catastale, planimetria, libretto dell’impianto di riscaldamento) e, secondo normativa, deve necessariamente effettuare almeno un sopralluogo all’immobile, operazione che consente di avere tutte le informazioni necessarie sotto il profilo dell'isolamento termico e del consumo energetico.
Una volta raccolte tutte le informazioni, il tecnico si avvale di uno dei software certificati dal CTI (Comitato Termotecnico Italiano) per effettuare i calcoli necessari alla determinazione dell’indice di prestazione energetica e all’individuazione della classe energetica dell’edificio da riportare sul certificato APE e propone interventi migliorativi nella sezione “Raccomandazioni”.
Il tecnico, infine, deve trasmettere il documento compilato alla Regione competente (o Provincia autonoma) e successivamente consegnarlo al proprietario.
Le Regioni archiviano gli APE ricevuti nel proprio catasto e poi trasmettono le informazioni al sistema informativo nazionale SIAPE gestito dall’ENEA.
Ricordiamo che è importante che il certificatore energetico sia qualificato ed esperto e che effettui il sopralluogo con la dovuta cura, per evitare errori e superficialità nella valutazione di tutti gli elementi in gioco.
Quando è obbligatoria la certificazione energetica APE
Un Attestato di Prestazione Energetica è molto utile per i proprietari, ma è anche obbligatorio in alcuni casi. In particolare, l’APE deve essere prodotto in caso di:
-
edifici di nuova costruzione o sottoposti a demolizione e ricostruzione;
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compravendita dell’immobile (in fase rogito il notaio lo richiede espressamente);
-
contratti di locazione sottoposti a registrazione;
-
pubblicità immobiliare (negli annunci di vendita/affitto è obbligatorio indicare la classe energetica dell’unità immobiliare);
-
accesso alle detrazioni fiscali dell’Ecobonus (per gli interventi di coibentazione su edifici privati e su parti comuni condominiali e per interventi di riqualificazione globale il miglioramento della classe energetica va dimostrato mediante l’APE pre e post intervento).
L’APE non deve essere prodotto nel caso di immobili destinato a luoghi di culto, fabbricati non abitativi (garage, cantine, depositi), fabbricati artigianali e industriali riscaldati solo per particolari esigenze (ad esempio le serre), edifici rustici non dotati di infissi e impianti, fabbricati agricoli non abitati e non riscaldati.
La mancata produzione dell’APE nei casi in cui è obbligatorio comporta apposite sanzioni sia per i proprietari che per gli acquirenti/affittuari, che possono arrivare a diverse migliaia di euro; oppure, nel caso delle detrazioni fiscali, l’impossibilità di accedere all’incentivo.
Un Attestato di Prestazione Energetica vale 10 anni dal rilascio, ma vi sono alcune situazioni dove deve essere aggiornato, come vediamo qui sotto.
Quando è obbligatorio l’aggiornamento dell’APE
Secondo la normativa, la certificazione energetica deve essere aggiornata ogni volta che vengono eseguiti interventi di riqualificazione che modificano il sistema edificio-impianto e che incidono, quindi, sulla classe energetica dell’edificio. È obbligatorio presentare il nuovo APE aggiornato nel caso di compravendita o affitto.
Facciamo qualche esempio. Se si posa il cappotto termico sulle pareti perimetrali dell’immobile, oppure si isola il tetto o le pareti interne, o si sostituiscono infissi e finestre, si diminuisce il fabbisogno di energia per il riscaldamento, quindi cambia l’indice di prestazione energetica (e molto probabilmente anche la classe energetica).
Sostituendo, invece, la vecchia caldaia con una nuova a caldaia a condensazione, si introduce un sistema più efficiente che consuma meno energia a parità di calore reso, quindi anche in questo caso cambia l’indice di prestazione energetica.
Installando una pompa di calore al posto di una vecchia caldaia, si introduce anche l’utilizzo di fonti rinnovabili, che incide molto sulla classe energetica di un edificio. Ovviamente l’APE va aggiornato anche se si installa un impianto fotovoltaico o solare termico, perché anche in questo caso l’apporto di energie rinnovabili ha un effetto di miglioramento della classe energetica.
Inoltre, anche se non viene effettuato alcun tipo di intervento, c’è da considerare che, nel tempo, le condizioni dell’immobile cambiano e questo può influire sulle sue prestazioni energetiche. È il caso, ad esempio, di infissi di buona qualità installati da diversi anni che non hanno più la tenuta termica iniziale.
Quanto costa realizzare un APE
L’Attestato di Prestazione Energetica redatto da un professionista abilitato ha un costo variabile che può essere compreso tra i 180 e i 400 euro per un’abitazione residenziale, a seconda della situazione e delle dimensioni dell’immobile (dal monolocale alla villetta). Sul mercato esistono offerte più convenienti, ma è sempre necessario verificare la qualifica del tecnico coinvolto e, soprattutto, bisogna accertarsi che sia effettuato il sopralluogo per avere tutte le informazioni necessarie.
In sostanza, è bene non fidarsi di offerte che rilasciano l’APE a prezzi troppo bassi.
Bisogna sempre considerare che la certificazione energetica è un documento che sta acquisendo sempre più importanza, perché da esso dipendono il valore dell’immobile e le scelte di acquisto dei clienti.
I criteri di calcolo per la certificazione energetica
Dato che la certificazione energetica, quindi l’APE, misura la prestazione energetica di un edifizio, partiamo con la sua definizione: la prestazione energetica è la quantità di energia necessaria per soddisfare annualmente le esigenze legate a un uso standard dell’immobile per il riscaldamento, il raffrescamento, la ventilazione, la produzione di acqua calda sanitaria e, negli edifici non residenziali, anche per l’illuminazione, gli ascensori e le scale mobili.
Detto questo, vediamo qual è il criterio con cui, in base alla prestazione energetica, viene attribuita una determinata classe energetica nell’APE.
Il parametro di riferimento si chiama EPgl,nren, che dignifica “indice di prestazione energetica globale non rinnovabile che indica, appunto, la quantità di energia non rinnovabile necessaria per raggiungere le condizioni di comfort per tutte le funzioni che abbiamo descritto prima. Questo parametro rappresenta la somma di diversi indici specifici, ma considera solamente la quantità di energia non rinnovabile utilizzata (tipicamente il gas), per cui qualsiasi contributo di fonti rinnovabili che diminuisce il consumo di gas contribuisce a migliorare sensibilmente il valore dell’indice, magari (e paradossalmente) anche se l’edificio non è ben isolato e dunque non è in sé efficiente.
Il calcolo parte dal presupposto che un edificio "di riferimento" con le stesse caratteristiche architettoniche (dimensioni, ubicazione, esposizione, ecc) dell'edificio reale su cui si deve fare l’APE:
- Con pareti standard e con una caldaia come sistema di riscaldamento ha un valore EPgl,nren pari a 1
- Un edificio equiparabile come caratteristiche, ma ben isolato, avrà un indice inferiore a 1, così come uno che utilizza una pompa di calore invece della caldaia.
- Un edificio in condizioni peggiori dal punto di vista dell’isolamento termico e degli impianti, avrà l’indice superiore a 1.
Le prestazioni delle diverse classi di efficienza energetica
A questo punto vediamo quale valore dell’indice EPgl,nren caratterizza le 10 classi energetiche che possono essere riportate nell'APE. Ebbene, un immobile in classe A4 (tipicamente le nuove costruzioni, ben isolate e con consistente utilizzo di fonti rinnovabili) ha un valore decisamente inferiore rispetto all’edificio di riferimento, pari a 0,40, e anche le altre classi A (A3, A2 e A1) hanno comunque un indice inferiore a 1.
Scendendo in fondo alla classifica alla classe G si arriva, invece, a un valore superiore a 3,50. Nel mezzo ci sono la classe B, con valori di EPgl,nren da 1 a 1,2 (quindi vicini all’edificio di riferimento), la classe C dove le prestazioni sono già peggiori (EPgl,nren compreso tra 1,20 e 1,50), la D (1,50-2,00), la E (2,00-2,60) e la F (2,60-3,50).
Ma questo cosa significa concretamente in termini di consumi energetici?
Fatti i debiti calcoli, un’abitazione in classe G arriva a consumare oltre 160 kWh/mq l’anno, mentre una in classe A1 consuma al massimo 15 kWh/mq/anno. Significa circa il 90% in meno.
Dopo l’APE: nella scelta degli interventi serve il progettista termotecnico
La certificazione energetica di un edificio è un ottimo punto di partenza che ci fa capire lo stato di fatto della nostra abitazione e ci indica orientativamente quali sarebbero gli interventi da fare per diminuire i consumi. Per proseguire il lavoro e provvedere a un reale efficientamento, serve affidarsi a un esperto progettista termotecnico che effettui una analisi di fattibilità sui diversi interventi realizzabili sugli impianti e/o sull’involucro edilizio.
L’analisi di fattibilità è alla base di qualsiasi decisione davvero “ponderata”, perché evidenzia i risultati attesi in termini di risparmio e di nuova classe energetica, calcolando i pro e i contro e il ritorno economico per i diversi interventi proposti.