13 gennaio 2026  |  a cura di Simone Scalas  |  condividi con

Deumidificatore raffrescamento a pavimento, cosa è e perché serve

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13 gennaio 2026
Impianto a pavimento

Con una pompa di calore idronica reversibile come generatore, si possono utilizzare i pannelli radianti a pavimento anche per raffrescare in estate, oltre che per riscaldare in inverno. L’impianto deve però nascere con questa funzione, non può essere adeguato in un secondo momento, perché sono necessari elementi particolari come il deumidificatore che previene la formazione di condensa.

Indice:

  1. Cosa è il raffrescamento a pavimento
  2. I vantaggi del raffrescamento a pavimento
  3. Componenti necessari per il raffrescamento a pavimento
  4. Il problema della formazione di condensa
  5. Come evitare la condensa: il deumidificatore
  6. I diversi tipi di deumidificatori per raffrescamento a pavimento
  7. Come deve essere il pavimento per il raffrescamento

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Cosa è il raffrescamento a pavimento

Gli impianti di raffrescamento a pavimento rappresentano un’alternativa ai condizionatori split. È costituito da pannelli radianti con tubi “annegati” nel massetto in cui scorre acqua refrigerata fornita da una pompa di calore idronica reversibile.

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Si utilizzano gli stessi pannelli radianti usati in inverno per riscaldare casa, ma in questo caso all’interno delle serpentine si fa scorrere acqua a 15-18°C, invece che a circa 35°C come accade nel caso del riscaldamento. Come vediamo più avanti, però, è necessario che l’impianto abbia determinate caratteristiche e componenti, tra i quali il deumidificatore ambiente.

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I vantaggi del raffrescamento a pavimento

Il raffrescamento a pavimento comporta diversi vantaggi. Prima di tutto, permette di utilizzare un unico impianto (la pompa di calore con i pannelli radianti) per riscaldare in inverno e raffrescare in estate. Inoltre, offre un maggiore comfort ambientale, perché il raffreddamento avviene per irraggiamento dal basso sfruttando l’intero pavimento.

L’effetto di raffrescamento radiante permette di assorbire il calore presente negli ambienti quando la temperatura dell’aria supera la temperatura superficiale del pavimento. Come avviene con il riscaldamento, si crea una sensazione di benessere proprio dove serve, ossia vicino a dove le persone stazionano, e non si creano le movimentazioni dell’aria che avvengono normalmente con i climatizzatori e i ventilconvettori.

Infine, con il raffrescamento a pavimento la climatizzazione è “invisibile”, grazie all’assenza degli split sulle pareti.

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Componenti necessari per il raffrescamento a pavimento

Un impianto di raffrescamento a pavimento va pensato sin dall’inizio, quando si decide di realizzare il sistema radiante.

Se l'impianto a pavimento non è stato predisposto per poter fare anche raffrescamento, non è possibile adeguarlo in un secondo momento, a meno di non volersi sobbarcare pesanti lavori e costi molto significativi. Vediamo quali sono i requisiti indispensabili per il raffrescamento a pavimento.

Prima di tutto, il generatore deve essere una pompa di calore reversibile, in grado di produrre sia acqua calda che acqua refrigerata invertendo il ciclo di funzionamento. Una caldaia può produrre solo acqua calda e, anche se si utilizza il riscaldamento a pavimento, non può ovviamente essere utilizzata per produrre fresco. Inoltre, per il raffrescamento a pavimento servono:

  • collettori delle tubazioni in materiale polimerico;

  • sistema di deumidificazione dell’aria, indispensabile per eliminare l’umidità e la formazione di condensa sulle superfici fredde, in questo caso proprio il pavimento;

  • sistema di termoregolazione comprensivo di sonde ambiente da posizionare nei locali raffrescati per la rilevazione di umidità e temperatura.

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Il problema della formazione di condensa

La condensa si crea dove c'è più freddo. L'aria, infatti, può assorbire una quantità diversa di vapore acqueo a seconda della temperatura e più questa è bassa, più l’aria rilascia umidità che si deposita sulle superfici.

Con temperature di 0°C, ad esempio, un metro cubo d'aria può assorbire circa cinque grammi di acqua mentre a 20°C ne assorbe fino a 17 grammi.

Per questo motivo, non troviamo mai condensa sulle superfici quando fa caldo, ma possiamo trovare condensa in inverno nei punti più freddi di una stanza (finestre, pareti esterne non isolate) e, quando usiamo il raffrescamento a pavimento in estate, anche questa superficie è a rischio di condensa. Esiste per fortuna un rimedio: i deumidificatori ambiente, degli elementi assolutamente necessari.

Come evitare la condensa: il deumidificatore

I deumidificatori di cui stiamo parlando sono sistemi concepiti appositamente per rimuovere l'umidità in eccesso presente negli ambienti climatizzati con impianti radianti in raffrescamento.

La loro gestione è affidata a un sistema di termoregolazione dotato di sonde ambientali per rilevare la temperatura e l’umidità di ogni locale, che gestisce il funzionamento in base alle effettive esigenze. In pratica, il sistema di termoregolazione rileva il punto di rugiada in base all’umidità e alla temperatura e regola di conseguenza le condizioni igrometriche.

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I diversi tipi di deumidificatori per raffrescamento a pavimento

Esistono diverse tipologie di deumidificatore ambiente con caratteristiche di installazione differenti. La gamma di deumidificatori  per raffrescamento a pavimento Viessmann, ad esempio, prevede modelli per incasso a parete (serie DHP), su contro soffitto (serie DHS) e anche unità di trattamento aria integrate alla Ventilazione meccanica controllata (serie HRI).

La scelta sulla soluzione migliore da installare deve essere fatta in fase di progettazione da parte di un progettista termotecnico qualificato che valuterà una serie di elementi, come gli spazi disponibili, i carichi termici, i volumi d’aria coinvolti.

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Come deve essere il pavimento per il raffrescamento

Nel momento in cui si decide di installare i pannelli radianti a pavimento anche per la climatizzazione estiva, bisogna porre attenzione al tipo di rivestimento che si sceglie, perché più il pavimento è isolante, meno trasmette energia termica all’ambiente e questo vale soprattutto per il raffrescamento.

Inoltre, con il raffrescamento a pavimento le finiture in parquet non sono la scelta migliore. L'umidità, infatti, se non è controllata e gestita correttamente, potrebbe creare della condensa con conseguenti problemi per il legno, un materiale decisamente più delicato da questo punto di vista rispetto ad altre finiture.

Non è detto che sia necessario per forza rinunciare al parquet. Tuttavia, è consigliabile farsi garantire dall’installatore o dal produttore che il prodotto scelto sia compatibile con sistemi radianti a pavimento in raffrescamento.

Un altro consiglio è quello di evitare installazioni dei pannelli a “secco”, senza massetto, basate su lastre zincate per la trasmissione superficiale del calore. In raffrescamento, infatti, queste soluzioni sono più soggette alla formazione interna di condensa, nonostante la presenza di un deumidificatore.

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