Grazie al bonus pannelli fotovoltaici quest’anno puoi detrarre dalle tasse il 50% del costo di un impianto fotovoltaico, se lo installi sull’abitazione principale. Altrimenti la detrazione è del 36%. Se un impianto con accumulo costa 15.000 euro, ne pagherai effettivamente 7.500, recuperando in 10 anni dalle tasse la metà della spesa. Dal 2027 le aliquote di detrazione scenderanno, per cui conviene affrettarsi. Ecco una guida completa per sapere tutto.
Indice
- Diversi incentivi statali per il fotovoltaico
- La proroga delle detrazioni fiscali nella Legge di Bilancio 2026
- Le detrazioni fiscali per gli impianti fotovoltaici
- Chi può beneficiare del bonus
- I documenti necessari per richiedere l’incentivo
- Esempi di calcolo per il bonus fotovoltaico 2026
- Come si riduce il tempo di rientro dell’investimento con il bonus fotovoltaico
- Le Comunità energetiche rinnovabili
- Il Conto termico 3.0 per gli impianti fotovoltaici commerciali
- FAQ - Domande frequenti

Diversi incentivi statali per il fotovoltaico
Un impianto fotovoltaico è conveniente anche senza incentivi pubblici, soprattutto quando il costo dell'energia è piuttosto elevato, ma se li utilizzi i tempi di rientro dell’investimento si riducono, facendo sì che i tuoi pannelli comincino a generare un guadagno netto in pochissimo tempo. Vediamo quali sono gli incentivi disposizione quest’anno.
Fino al 31 dicembre 2026 è possibile abbattere le spese per l’installazione di un impianto fotovoltaico residenziale sfruttando le detrazioni fiscali del bonus ristrutturazioni (il bonus fotovoltaico rientra proprio in questa agevolazione) che permettono di detrarre dalle tasse fino al 50% dei costi per la prima casa (36% negli altri casi).

Se stai cominciando a valutare l’installazione dei pannelli, il bonus fotovoltaico 2026 è un’opportunità da che non devi lasciarti sfuggire, perché dal prossimo anno per le detrazioni fiscali applicabili ai lavori in edilizia è previsto una riduzione delle aliquote di detrazione al 36% (o al 30%) che renderanno meno conveniente l’agevolazione.
Oltre alle detrazioni fiscali, esiste l’alternativa delle Comunità energetiche rinnovabili che permette a cittadini imprese e pubbliche amministrazioni di ricevere un contributo dal GSE per ogni chilowattora di elettricità prodotto e auto-consumato all’interno della Comunità.
Per il fotovoltaico su edifici commerciali si può invece sfruttare il Conto termico 3.0, solamente a determinate condizioni.
Nel 2025 e nel 2024 era disponibile anche il Reddito energetico, un particolare contributo per sostenere le famiglie in condizioni di disagio economico nell’installazione del fotovoltaico, ma per il 2026 il MASE non ha confermato (almeno per il momento) un nuovo stanziamento di fondi dedicato all’incentivo.
La proroga delle detrazioni fiscali nella Legge di Bilancio 2026
La Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199) ha confermato le condizioni dei bonus destinati ai lavori in edilizia, o bonus casa, già previste per il 2025. Bonus ristrutturazioni ed Ecobonus, quindi, proseguono fino alla fine del 2026 concedendo una detrazione del 50% per i lavori effettuati sull’abitazione principale (se si è proprietari oppure titolari di un diritto reale di godimento sull’immobile), mentre per le altre tipologie di immobili, come la seconda casa, l’aliquota scende al 36%.

L’importo della detrazione spettante viene “spalmato” in 10 anni di dichiarazione dei redditi, con rate annuali di pari importo detratte dall’imposta oppure erogate tramite rimborso parziale delle tasse già pagate.
Il bonus ristrutturazioni, che agevola lavori di manutenzione straordinaria, restauro, ristrutturazione edilizia e eliminazione di barriere architettoniche, è accessibile anche per interventi di efficientamento energetico, come di pannelli fotovoltaici compresi eventuali sistemi di accumulo. La detrazione fiscale del 50% per l'installazione di impianti fotovoltaici sulle prime case (o del 36% sulle seconde) è valida anche senza interventi di ristrutturazione.
Ricordiamo che quest’anno dovrebbe essere l’ultimo a disposizione con queste aliquote di detrazione (50% e 36%): dal 2027 è prevista una riduzione al 36% per l’abitazione principale e al 30% negli altri casi. Conviene, quindi, non lasciarsi scappare l’opportunità.
Le detrazioni fiscali per gli impianti fotovoltaici
Il bonus fotovoltaico 2026 mette a disposizione queste condizioni:
- incentivo per impianti fotovoltaici installati su immobili residenziali destinati all’autoconsumo con potenza inferiore a 20 kWp;
- 50% di detrazione fiscale (IRPEF) dei costi di installazione, IVA compresa, per l’abitazione principale;
- 36% di detrazione fiscale (IRPEF) dei costi di installazione, IVA comprese, se non si tratta di abitazione principale;
- oltre ai pannelli solari sono incentivabili anche sistemi di accumulo e tutti i componenti relativi all’intervento, oltre alle spese per la manodopera;
- ammontare della detrazione recuperabile in 10 anni in dichiarazione dei redditi;
- tetto di spesa massimo previsto dal Bonus ristrutturazioni per tutti gli interventi su singola unità immobiliare pari a 96.000 euro (la detrazione massima è, quindi, di 48.000 euro per l’abitazione principale);
- limiti di detrazione (previsti per tutti gli interventi del Bonus ristrutturazioni) per i redditi sopra i 75.000 euro, in funzione del numero di figli a carico presenti nel nucleo familiare; ad esempio, per una famiglia con redditi compresi tra 75.000 e 100.000 euro e due figli, la spesa massima ammissibile a detrazione è di 11.900 euro e la detrazione spettante con aliquota al 50% quindi è di 5.950 euro, da spalmare in 10 anni in dichiarazione dei redditi.
Se installi solamente l’impianto fotovoltaico, la spesa può mantenersi al di sotto dei limiti reddituali previsti o comunque essere vicina. Se, invece, vuoi effettuare altri lavori di riqualificazione, dovrai considerare che superando troppo il tetto perderai una cifra consistente in detrazione.
Chi può beneficiare del bonus
La detrazione fiscale dl bonus fotovoltaico può essere richiesta da tutti i contribuenti che hanno un reddito soggetto alla tassazione IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche) residenti in Italia che siano proprietari di immobili residenziali, familiari conviventi con il proprietario, usufruttuari, locatari, comodatari.
Prima di decidere di sfruttare il bonus conviene verificare la capienza IRPEF, per essere certi di poter assorbire tutta la detrazione, altrimenti (se annualmente paghi meno tasse rispetto all’ammontare annuale della detrazione), ti verrà rimborsata solo la parte che non eccede quel limite.
Chi non ha redditi soggetti a imposta IRPEF (come le partite IVA in regime forfettario), non può usufruire di alcuna detrazione fiscale, quindi nemmeno del Bonus fotovoltaico.

I documenti necessari per richiedere l’incentivo
Le procedure burocratiche per accedere al bonus fotovoltaico sono molto semplici. Prima di tutto sono richieste le fatture di acquisto e manodopera per l’intervento, che devono essere intestate alla persona che richiede l’incentivo.
Il pagamento delle fatture deve avvenire tramite bonifico parlante con riportata la causale, con la seguente frase (indicativa): "bonifico per acquisto e installazione di impianto fotovoltaico ai sensi dell'art. 16-bis del D.P.R. 917/1986". Generalmente sui canali di Internet banking degli istituti finanziari è presente una modalità di pagamento dedicata “bonifici per agevolazioni fiscali.”
Per gli interventi che comportano risparmio energetico e utilizzo di fonti rinnovabili (come l’installazione del fotovoltaico) è, inoltre, necessario trasmettere all’ENEA le relative informazioni tecniche entro 90 giorni dalla data di fine lavori. Generalmente di questa operazione si occupa l'installatore.

Per accedere al bonus dovrai semplicemente consegnare la documentazione sulle spese (fatture, dettaglio dei bonifici) al commercialista o al centro CAF che si occupa della tua dichiarazione dei redditi, che inseriranno l’importo nella sezione delle spese detraibili dall’IRPEF. La documentazione, inoltre, è da conservare in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. Il primo “sconto” (o rimborso) dalle tasse arriva generalmente l’anno successivo a quello in cui sono state effettuate le spese.
Esempi di calcolo per il bonus fotovoltaico 2026
Stai cercando di capire quanto puoi risparmiare installando un impianto fotovoltaico con sistema di accumulo sfruttando il bonus ristrutturazioni? Facciamo insieme due conti:
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Acquisto e installazione di un impianto di 5-6 kW di potenza
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Nucleo familiare di 4 persone
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Abbinamento con batteria di accumulo da 10 kWh
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Costo complessivo di all’incirca 15.000 euro (IVA 10% inclusa)
Il bonus fotovoltaico 2026 dà diritto a una detrazione del 50% sull’abitazione principale, quindi potrai detrarre in totale 7.500 euro (750 euro/anno di abbattimento tasse IRPEF).
Ci vorranno 10 anni per recuperare il tuo sconto, ma alla fine spenderai 7.500 euro anziché 15.000 euro.
Se l’abitazione, invece, non è quella principale, potrai detrarre il 36%, quindi 5.400 euro totali, che recupererai in 10 rate annuali da 540 euro l’una.
Attenzione, perché dal prossimo anno questa sarà la spesa massima recuperabile anche in caso di abitazione principale, perché, come abbiamo spiegato sopra, le aliquote di detrazione scenderanno.
Altro esempio.
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Acquisto e installazione di un impianto d 3 kW di potenza
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Nessuna batteria d'accumulo abbinata
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Famiglia di 2 persone
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Spesa chiavi in mano di circa 5.000 euro
Con il bonus fotovoltaico 2026 l'investimento si riduce a soli 2.500 euro nel caso di abitazione principale. Per una seconda casa, invece, la spesa netta sfruttando l’incentivo con detrazione al 36% diventa di 3.200 euro.
Come si riduce il tempo di rientro dell’investimento con il bonus fotovoltaico
Il tempo di ritorno dell’investimento per un impianto fotovoltaico domestico dipende da quanta energia elettrica si riesce ad autoconsumare e da quanto questa quota di energia solare gratuita soddisfa il fabbisogno: più la potenza dell’impianto riesce a soddisfare il fabbisogno e più si consuma l’energia gratuita prodotta dal sole, meno si deve prelevarla (pagandola) dalla rete.
Anche il costo dell’elettricità che si paga al proprio fornitore incide, perché più è alto, più aumenta il risparmio che si può ottenere con l’autoconsumo.

L'energia elettrica prodotta in esubero viene comunque valorizzata attraverso il Ritiro dedicato, un meccanismo che consente di vendere al GSE l'energia prodotta da un impianto fotovoltaico e non consumata, immettendola in rete. Il GSE acquista l'energia immessa in rete riconoscendo un compenso basato sui Prezzi Minimi Garantiti o sul Prezzo Zonale Orario. Il Ritiro Dedicato è una alternativa allo Scambio sul Posto, che è stato dismesso a seguito della delibera ARERA 78/2025/R/efr.
Per questo motivo installare anche una batteria di accumulo, che immagazzina l’elettricità non consumata immediatamente, è molto importante, perché, per unimpianto correttamente dimensionato, si arriva a percentuali di autoconsumo fino all’80%, rispetto a valori che vanno dal 20% fino al 50% senza accumulo, in funzione di come i consumi sono distribuiti durante il giorno. Questo vale soprattutto se i consumi familiari sono spostati prevalentemente nelle ore serali, quando l’impianto fotovoltaico non produce.

Viessmann offre impianti fotovoltaici completi, composti dai pannelli monocristallini Vitovolt con un efficienza del modulo fino al 23,3% e una potenza di picco che arriva a 580 Wp, dagli inverter e dalle soluzioni Viessmann Battery, batterie al litio con tecnologia LFP che, in configurazione modulare, arrivano a una capacità di accumulo di 40 kWh (Viessmann Battery HV5-A).
In assenza di incentivi, un impianto fotovoltaico di taglia domestica con accumulo si ripaga in 7-9 anni, ma sfruttando il Bonus fotovoltaico per l’abitazione principale i tempi si dimezzano, perché si dimezza l’importo effettivamente pagato: in pratica, dopo soli 4/5 anni, grazie al risparmio ottenuto sulla tua fornitura di elettricità, otterrai un guadagno netto, che andrà avanti fino alla fine della vita utile dell’impianto (25 anni circa).

Le Comunità energetiche rinnovabili
Le comunità energetiche rinnovabili, o CER, rappresentano un altro modo per sfruttare i benefici del fotovoltaico valorizzando l’energia che si autoconsuma.
Le CER sono soggetti giuridici senza scopo di lucro che si riuniscono per produrre e auto-consumare l’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili come il fotovoltaico (fino a 1 MW di potenza). Possono parteciparvi cittadini, PMI, amministrazioni locali, enti di ricerca e formazione, istituti religiosi, associazioni del terso settore e altro ancora.
L'energia autoconsumata (o meglio condivisa) all'interno di una comunità energetica gode delle seguenti tariffe:
- tariffa incentivante erogata dal GSE per la durata di 20 anni sull’energia elettrica prodotta, condivisa e autoconsumata; la tariffa può variare da 60 a 120 euro/MWh a seconda della dimensione dell’impianto e del valore zonale dell’energia elettrica; la scadenza per accedere alla tariffa è il 31 dicembre 2027;
- corrispettivo di valorizzazione riconosciuto da ARERA per l’energia autoconsumata, pari a circa 8 euro/MWh aggiornato ogni anno.
Il Conto termico 3.0 per gli impianti fotovoltaici commerciali
Il Conto termico 3.0, l’incentivo gestito dal GSE entrato in vigore alla fine dal 2025, per la prima volta incentiva anche l’installazione di impianti fotovoltaici, ma a condizioni ben precise.
Tradizionalmente, il Conto Termico è sempre stato un sistema di incentivazione destinato a soggetti privati (cittadini e imprese) e pubbliche amministrazioni per favorire l’installazione di impianti per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per l’efficientamento energetico.
Con la nuova versione, tra gli interventi per l’efficientamento energetico incentivabili ci sono anche gli impianti fotovoltaici in autoconsumo, ma solo per edifici non residenziali definiti “commerciali” (magazzini, uffici, capannoni, ecc) e solo se contestualmente si sostituiscono vecchi generatori di calore con pompe di calore elettriche. Quello che viene incentivato, in sostanza, è un sistema integrato pompa di calore e fotovoltaico.

L’incentivo consiste in un contributo diretto che viene erogato dal GSE sul conto corrente del beneficiario.
Per l’installazione di un impianto fotovoltaico “trainato” da una pompa di calore viene riconosciuto il 20% del costo massimo ammissibile che varia in funzione della potenza dell’impianto:
- fino a 20 kW → 1.500 €/kW
- da 20 kW a 200 kW → 1.200 €/kW
- da 200 kW a 600 kW → 1.100 €/kW
- da 600 kW a 1.000 kW → 1.050 €/kW
Per i sistemi di accumulo, invece, il costo massimo ammissibile è di 1.000 €/kWh.
Sono previste maggiorazioni dell’incentivo se i moduli e/o i componenti sono prodotti negli Stati membri dell’UE (art. 12 D.L. 181/2023).
L’incentivo del Conto Termico 3.0 può essere richiesto tramite accesso diretto oppure attraverso una ESCo (Energy Service Company) oppure una configurazione di autoconsumo della quale si è membri. Se si procede con il meccanismo di accesso diretto, la richiesta sul Portaltermico del GSE deve essere presentata entro 90 giorni dalla data di fine lavori.
Per i soggetti privati l’incentivo viene erogato in un'unica rata se l'ammontare complessivo risulta inferiore o uguale a 15.000 euro, altrimenti si passa a rate annuali da 2 a 5 anni, in funzione della potenza dell'impianto di riscaldamento sostituito.

FAQ - Domande frequenti sul bonus pannelli fotovoltaici
1. Quanto si risparmia con il Bonus pannelli fotovoltaici 2026?
Con il Bonus pannelli fotovoltaici 2026 (che rientra nel Bonus ristrutturazioni edilizie) puoi recuperare fino al 50% della spesa sostenuta per l’installazione sull’abitazione principale tramite detrazione IRPEF in 10 anni. Per una seconda casa, invece, la detrazione scende al 36%.
2. Conviene installare il fotovoltaico ora?
Sì. Dal 2027 le aliquote delle detrazioni fiscali diminuiranno: per questo motivo installare un impianto entro il 2026 permette di ottenere un vantaggio economico maggiore e tempi di rientro dell’investimento più rapidi.
3. Anche le batterie di accumulo rientrano nel bonus?
sì. Il Bonus fotovoltaico copre anche i sistemi di accumulo, oltre a pannelli, inverter, manodopera e altri componenti collegati all’impianto.
4. Chi può accedere al Bonus fotovoltaico 2026?
Possono beneficiarne proprietari di un immobile residenziale, gli usufruttuari, i locatari, comodatari e familiari conviventi che sostengono le spese e hanno redditi soggetti a IRPEF. Sono invece esclusi i contribuenti in regime forfettario senza IRPEF.
5. Quali documenti servono per ottenere la detrazione?
Servono fatture intestate al beneficiario, pagamenti effettuati tramite bonifico parlante e la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori. Tutta la documentazione dovrà poi essere consegnata al CAF o commercialista che inserirà le spese all’interno delle detrazioni IRPEF.
6. Quanto tempo serve per recuperare il costo di un impianto fotovoltaico?
Con il Bonus fotovoltaico e un alto livello di autoconsumo, il tempo di ritorno dell’investimento può ridursi fino a circa 4 anni. Senza incentivi, normalmente il rientro economico avviene in 7-9 anni.

