Guida caldaia a pellet o legna

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GUIDA ALLA CALDAIA A PELLET O LEGNA

Introduzione

Sempre più persone, spinte dalle leve del risparmio e della sensibilità ambientale legata allo sfruttamento di fonti rinnovabili, mostrano interesse per i combustibili ecologici. La scelta spesso ricade su pellet o legna, materie prime che garantiscono alti livelli di rendimento, grazie alle tecnologie più recenti, semplicità di gestione e, soprattutto, nessun impatto sui cambiamenti climatici.

La biomassa solida legnosa, in versione pellet o pezzi di legna, è infatti classificata come una fonte rinnovabile perché è disponibile liberamente in natura in grandi quantità. L’apporto di CO2 in atmosfera è considerato “neutro”, perché la biomassa legnosa, quando brucia, restituisce all'ambiente la CO2 che ha accumulato durante la propria crescita. Questo fatto non determina alcun impatto sul riscaldamento globale dovuto alle crescenti emissioni di CO2. 

Le caldaie a biomassa legnosa (legna, pellet, cippato, ecc.) sono senza dubbio da inserire tra i generatori più all’avanguardia presenti oggi sul mercato. Sono idonee a integrarsi con tutti i sistemi per la produzione di acqua calda sanitaria e possono essere abbinate anche ad altri sistemi, come il solare termico (scopri la guida completa su questa tecnologia), e gli impianti di riscaldamento a bassa temperatura (es. impianto a pavimento) per assicurarti una casa confortevole e con elevata efficienza energetica.

Inoltre, degna di nota sono la grande convenienza economica e stabilità dei prezzi di legna e pellet, in quanto provenienti in gran parte dal territorio italiano.

Approfondiamo nelle prossime pagine tutti gli aspetti legati al riscaldamento a pellet e legna. In questo modo potrai capire se questa tecnologia è la scelta giusta per la tua casa.

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GUIDA ALLA CALDAIA A PELLET O LEGNA

Cos'è la biomassa legnosa

Le caldaie a biomassa legnosa sono una valida alternativa alle caldaie alimentate a combustibile fossile e possono essere utilizzate per riscaldare abitazioni e condomini così come attività commerciali, industriali e centri sportivi con elevata richiesta di energia termica per l’acqua calda sanitaria e le piscine.

Sul mercato trovi tanti modelli, diversi tra loro per tipo di combustibile a biomassa utilizzato.

Le principali fonti di biomassa legnosa sono:

  1. Legna a pezzi: legna di provenienza boschiva spaccata in lunghezza di 33, 50 o 100 cm
  2. Tronchetti di legno: costituiti da residui di lavorazione del legno vergine pressato
  3. Segatura: derivata dalla lavorazione di latifoglie e conifere nelle segherie
  4. Cippato: legno naturale tritato con o senza corteccia, di provenienza boschiva, secondo la direttiva europea UNI EN ISO 17225-4
  5. Pellet: segatura del legno pressata in cilindretti di 6-9 mm di diametro, dall'elevato potere calorifico e certificati a seconda della qualità (es. ENplus-A1, UNI EN ISO 17225-2)

Trattandosi di derivati del legno, sono tutti combustibili a CO2 neutra. Ciò significa che le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera dovute alla loro combustione sono praticamente azzerate, perché la quantità di CO2 liberata è la stessa che la pianta ha assorbito durante il processo di crescita.

La biomassa legnosa, però, non è esente da altre emissioni, dovute soprattutto ad apparecchi vetusti e inefficienti. Basti pensare che il 70% degli apparecchi a biomassa installati in Italia, circa 6,3 milioni, ha più di 10 anni! (Fonte AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali). Basterebbe sostituire gli apparecchi inquinanti per ottenere enormi risultati sull'ambiente e gli incentivi esistenti hanno proprio questo scopo.

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Proprio la consapevolezza dei vantaggi ambientali legati all’utilizzo delle energie rinnovabili ha spinto sempre più italiani a installare in casa una caldaia a biomassa legnosa.

La Direttiva Europea UE 2018/844 stabilisce che le nuove costruzioni e gli immobili oggetto di riqualificazioni importanti debbano essere dotati di impianti a basso consumo energetico, meglio se alimentati con fonti rinnovabili. Leggi cosa prevede la normativa > Efficienza degli edifici la nuova normativa


Tuttavia quello delle ridotte emissioni non è l’unico vantaggio.

Anche il fatto che il prezzo della legna o del pellet sia decisamente inferiore rispetto a quello dei combustibili fossili e non soggetto a continue oscillazioni, come avviene per il gas o il gasolio, ha favorito (e sta favorendo) la diffusione di questi generatori.

Ricordiamo, infine, che legna e pellet sono prodotti di origine molto spesso locale, o nazionale, quindi anche l'impatto dovuto al suo trasporto è inferiore.

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APPROFONDIMENTO

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GUIDA ALLA CALDAIA A PELLET O LEGNA

Come funziona una caldaia a pellet o legna

Il funzionamento di una caldaia a biomassa è molto simile a quello di una caldaia tradizionale. La combustione del pellet o della legna permette di generare calore che viene utilizzato per riscaldare l’acqua presente nel circuito, che verrà poi convogliata all’impianto di distribuzione (termosifoni, ventilconvettori e pannelli radianti) o, in presenza di un bollitore, all’impianto idrico-sanitario.

Per produrre acqua calda sanitaria in modo efficace ed efficiente esistono tantissime soluzioni, come una caldaia a pellet, ma anche una caldaia a condensazione, un impianto solare termico, ecc. > Leggi il nostro approfondimento

Prendiamo la caldaia a pellet Vitoligno 300-C di Viessmann e analizziamone i singoli componenti:

  • Turbina di aspirazione incorporata con attacco per tubo di alimentazione e di ritorno (per il prelievo di pellet da un deposito remoto o da cisterna interrata)
  • Vano di carico da 32 kg che garantisce un’autonomia di 24 ore a pieno regime e, grazie alla modulazione al 30%, un solo carico è sufficiente per più giorni
  • Ventilatore gas di scarico con regolazione variabile del numero di giri
  • Regolazione Ecotronic comandata dal menu
  • Dispositivo per l’aumento della temperatura del ritorno con pompa di circolazione ad alta efficienza
  • Isolamento termico altamente efficiente
  • Griglia autopulente a lamelle in acciaio inossidabile
  • Camera di combustione in ceramica resistente alle alte temperature
  • Rimozione automatica della cenere con contenitore della cenere di grandi dimensioni
  • Valvola stellare per una sicurezza del 100% contro il ritorno di fiamma (si parla, in questo caso, di serranda tagliafuoco)
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Vitoligno 300-C è una caldaia a pellet completamente automatica con una gamma di potenza da 6 a 48 kW. Offre versatili e flessibili opzioni di sistema di alimentazione per quasi tutte le applicazioni. Si distingue per il suo design compatto, ideale soprattutto in condizioni di locali con altezze limitate.

Già integrati a bordo macchina ci sono una turbina di aspirazione e un serbatoio di pellet sufficiente per un giorno di funzionamento.
Accensione, pulizia dello scambiatore di calore, autopulizia griglia alettata e compattazione della cenere all'interno del box sono tutte funzioni svolte in modo del tutto automatico del generatore. La manualità "rimane" nel caricamento del combustibile (pellet). Questo modalità di alimentazione può però essere sostituita tramite un sistema ad aspirazione.

Per il caricamento manuale dai sacchi di pellet, il serbatoio dei pellet può essere posizionato proprio accanto a Vitoligno 300-C o, se si preferisce, in qualsiasi punto della stanza. Un carico di 260 kg è sufficiente per un'autonomia fino a dieci giorni.

Il box cenere mobile ha bisogno di essere svuotato solo una o due volte all'anno.

Il funzionamento della Vitoligno 300-C è facile con l'unità di controllo digitale Ecotronic. Quest regola:

  • Fino a tre circuiti di riscaldamento con miscelatore
  • Due circuiti di riscaldamento con miscelatore e riscaldamento ACS
  • Un circuito di riscaldamento con miscelatore, un circuito solare e riscaldamento ad acqua sanitaria

La regolazione di tutti i parametri rilevanti è resa facile dal chiaro display con grafiche dedicate e messaggi di testo a più righe. In più, con telecomando e App dedicata, è possibile anche controllare a distanza la caldaia.

Ultimo, ma non per importanza, è il tema efficienza energetica. Vitoligno 300-C ha un livello di efficienza fino al 95% nella conversione del pellet in calore.
La modulazione di 1:3 porta a un basso consumo e una combustione pulita.

 

Vantaggi del riscaldamento a pellet o legna

  • Risparmio sui costi energetici per il "bene" del portafoglio. Se consideri che circa l'87% delle spese domestiche annuali è attribuibile al riscaldamento di casa e alla produzione di acqua calda, è facile intuire come un nuovo generatore, efficiente e sostenibile, possa aiutarti a dare un taglio ai costi energetici.
  • Tutela e protezione del clima (CO2 neutra) all'insegna della sostenibilità e tutela del clima
Vivere in un mondo a "zero emissioni" è l'obiettivo dei Paesi appartenenti al G20. VScopri perché agli obiettivi "su carta" servono anche strumenti concreti e un salto tecnologico. > Leggi l'approfondimento
  • Maggiore indipendenza dalle fonti fossili (gas e petrolio) e dall'aumento dei relativi costi
  • Abbinamento a qualsiasi tipo di terminale
  • Ideale per edifici a basso fabbisogno energetico (case di classe A o case passive)

A partire dal gennaio 2021 in tutta Italia la legge impone di progettare edifici nZEB, con consumo energetico quasi zero e alimentati in maniera significativa da fonti rinnovabili. > Leggi l'approfondimento

  • Compatibile con diverse tecnologie - Pompe di calore, impianti solari termici e/o fotovoltaico sono tutte soluzione che funzionano molto bene in abbinamento
  • Fonte di benessere termico
  • Semplicità e praticità - Vitoligno 300-C, ad esempio, vanta dimensioni estremamente compatte che rendono possibili l'installazione anche in spazi angusti

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APPROFONDIMENTO

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GUIDA ALLA CALDAIA A PELLET O LEGNA

Tipologie di impianti a biomassa

Le caldaie a biomassa utilizzano una fonte naturale e rinnovabile per produrre energia termica. Il calore viene generato dalla combustione di legna o suoi derivati e in base alla tipologia di biomassa varia anche la tipologia di impianto.

La biomassa (legno, pellet, cippato, ecc.) è un materiale di origine organica che non ha subito il processo di fossilizzazione. Rientrano tra le fonti energetiche rinnovabili poiché la CO2 emessa per la produzione di energia si bilancia con quella che le piante hanno assorbito per svilupparsi e che, alla fine della vita di queste, tornerebbe nell'atmosfera attraverso i normali processi degenerativi. L'utilizzo delle biomasse non alterna il normale ciclo del carbonio.

Prima di vedere quali sono le caratteristiche di ognuno, è bene fare una distinzione tra le principali tipologie di generatori alimentati a biomassa:

  • Stufe: possono integrarsi all'impianto di riscaldamento esistente o anche sostituirlo completamente (solo nei casi di abitazioni che richiedono poca energia termica);
  • Termostufe: simili alle stufe, ma "arricchite" di uno scambiatore di calore che consente loro di riscaldare grandi quantità d'acqua all'interno di un serbatoio (o accumulo);
  • Camini: solo elementi fissi, che non posso essere mossi perché costituiti da una struttura muraria. Richiedono sempre una presa d'aria esterna e una canna fumaria. La loro caratteristica è di avere un focolare "aperto" direttamente nell'ambiente di installazione, il che li rende esteticamente gradevoli, ma con uno scarso rendimento termico;
  • Termocamini: costituiti da struttura in ghisa o acciaio, sono prodotti da collocare in una parete muraria e chiusi da un vetro apribile. Il calore viene ceduto all'ambiente circostante mediante uno scambiatore e un ventilatore;
  • Caldaie a pellet o legna: possono sostituire la vecchia caldaia a gas o a gasolio senza dover rivoluzionare l’impianto termoidraulico esistente. L'elemento caratteristico è il magazzino (o silos) di stoccaggio, che necessita di uno spazio ulteriore. Questi generatori possono riscaldare i locali attraverso i terminali (radiatori, ventilconvettori, sistemi radianti) e, abbinati a un bollitore, occuparsi della produzione di acqua calda sanitaria.
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Generatore a biomassa e classificazione in stelle

Dal punto di vista delle emissioni e del rendimento, la qualità dei generatori di calore a biomassa legnosa viene valutata con una classificazione in Stelle, secondo quanto stabilito dal Decreto Ministeriale n. 186 del 07/11/2017.

La classificazione varia da 1 a 5. Più stelle sono presenti più un apparecchio è “pulito” e migliore dal punto di vista del rendimento, ossia la capacità di trasformare il potere calorifico in calore utile

Maggiore è il numero di Stelle, più basse sono le emissioni e più alto è il rendimento. In questo modo "accendi" anche gli incentivi > Leggi l'approfondimento

Le emissioni dei nuovi generatori a biomassa legnosa, con un numero di Stelle pari a 4 o 5, sono fino a 8 volte inferiori rispetto agli impianti di vecchia generazione.

In particolare, per le caldaie alimentate con pellet o cippato la classe 5 stelle prevede i seguenti valori limite di emissioni e il seguente rendimento:

  • particolato primario (PP): 10 mg/Nm³ (normal metro cubo, ossia le condizioni di un metro cubo a 0 °C e pressione di 1 atmosfera);
  • composti organici totali (COT): 5 mg/Nm³;
  • ossidi di azoto (NOx): 120 mg/Nm³;
  • monossido di carbonio (CO): 25 mg/Nm³;
  • rendimento: 92%.

Passando da una classe 5 stelle a una 2 stelle i valori di particolato primario diventano quadrupli, mentre per il monossido di carbonio sono di ben 12 volte superiori.

Vitoligno 300-C di Viessmann , ad esempio, è una caldaia a pellet da 4 o 5 stelle (a seconda della potenza: 12, 24 e 32 kW= 5*, 18 kW= 4*).

La scelta del numero di Stelle non è un semplice “vezzo” di chi è attento alla sostenibilità: in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana, dal 1° gennaio 2020 è vietato installare generatori a biomassa con classe inferiore a 4 stelle. Inoltre, per gli incentivi fiscali (50% per la biomassa) sono richieste 4 o 5 stelle secondo il certificato ambientale, e 5 stelle per intervento Trainante nel Superbonus 110%.

Bisogna sottolineare che anche la qualità del combustibile influisce fortemente sull’efficienza dell’impianto e sulle emissioni nocive. Per essere certi di utilizzare legna o pellet di prima qualità bisogna verificare che appartenga alle classi più alte delle certificazioni ENPlus (per il pellet) e BIomassPlus (per la legna da ardere).

Per sapere di più sulla classificazione delle caldaie a biomassa legnosa leggi anche "Come scegliere un impianto a biomassa ecosostenibile"

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Tipologie di caldaie a biomassa

Una caldaia a legna o a pellet è una scelta che assicura importanti vantaggi: massimo comfort, utilizzo di una fonte di energia ecologica e sostenibile, risparmio sui costi energetici. La legna, infatti, in quanto risorsa ampiamente disponibile in natura, mette al riparo dalle oscillazioni dei prezzi alle quali sono soggetti invece altre fonti di energia quali gas e gasolio.

Come anticipato, l'impianto tipicamente richiede l'abbinamento con un bollitore ad accumulo per garantire un approvvigionamento continuo di calore all'impianto di riscaldamento. E' possibile, inoltre, collegare la caldaia a legna ad una caldaia o altro generatore di calore a gas o a energia rinnovabile, così come ai pannelli solari termici per la produzione di acqua calda o ai pannelli solari fotovoltaici per l'autoproduzione di energia elettrica.

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La gamma di caldaie a biomassa proposte da Viessmann Italia si estende dai 12 kW agli 8 MW ed è adatta alla combustione di tutti i tipi di combustibile a biomassa (pellet, pezzi di legna o cippato) e si presta a tutti i tipi di applicazione: abitazioni, hotel, aziende e industrie, impianti di teleriscaldamento. Grazie poi all’accordo con l’azienda svizzera Schmid, leader nella produzione di sistemi per la combustione di biomassa legnosa, Viessmann da qualche anno mette a disposizione del mercato italiano anche nuovi modelli di caldaia a pellet, legna e cippato.

Hai un'azienda, amministri un'industria o vuoi semplicemente capire come progettare correttamente un impianto a biomassa industriale? Sappi che bisogna conoscere la richiesta termica, le caratteristiche del combustibile e i limiti di emissione imposti dalla normativa. > Leggi il nostro approfondimento

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Caldaia a legna

La legna è ideale per tutti coloro che possono procurarsi il combustibile in modo autonomo, quindi meglio optare per una caldaia a pezzi, tronchetti o per una caldaia a cippato se vivi nei pressi di aree montuose, vicino a boschi, foreste o zone agricole a frutteto o se nelle vicinanze hai un elevato numero di mobilifici, cioè in tutte quelle zone con una fiorente filiera del legno e costi di trasporto contenuti.

La legna, in particolare, va stoccata correttamente così da avere un contenuto idrico (quindi di umidità) quanto più basso possibile. In altre parole, va fatta essiccare per 1-2 anni in un luogo ventilato e al riparo dalla pioggia, per raggiungere il suo massimo potere calorifico.

È dimostrato che la legna da ardere raggiunge il suo massimo potere calorifico dopo almeno 2 anni di essiccazione in un luogo riparato. Serve, quindi, lo spazio adeguato per lo stoccaggio per lunghi periodi. 

Poiché si tratta di generatori a carico manuale, devi però garantire una certa presenza in casa per poter caricare il serbatoio quando il combustibile sta per finire. In genere la presenza è giornaliera nei mesi più freddi.

Ecco alcuni suggerimenti che puoi prendere in considerazione:

  • spaccare i tronchi a partire da 10 cm di diametro
  • accatastare i pezzi di legno in un luogo ventilato, preferibilmente soleggiato e riparato dalla pioggia
  • se possibile, lasciare abbastanza spazio tra le pile di tronchi in modo che l'aria possa circolare e assorbire l'umidità
  • accatastare i tronchi di legno su supporti rialzati in modo che l'aria possa circolare
  • non riporre la legna fresca in cantina, una corretta essiccazione richiede aria e sole. La legna secca può essere conservata in cantine ventilate

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La caldaia a legna Vitoligno 150-S proposta da Viessmann, es esempio, è una scelta vincente!

Dall'ottimo rapporto qualità-prezzo e con una potenzialità di 23 kW o 30 kW, è ideale sia nel caso di installazione singolo o anche per il completamento di un impianto esistente. Per la sua efficienza elevata, la caldaia è certificata 4 stelle secondo il Decreto 186 del 2017 relativo alla certificazione ambientale per le caldaie a biomassa. Questo rende possibile lo sfruttamento delle detrazioni e incentivi fiscali, così da rientrare dei costi di investimento in tempi ridotti.

Riscaldamento a legna e 5 consigli per un corretto utilizzo. > Leggi il nostro approfondimento

Un'altra validissima soluzione è Schmid Zyklotronic. Questa caldaia a legna ha una potenza di 30 kW con modulazione e un sistema di caricamento frontale della legna. È una delle poche caldaie a legna sul mercato italiano che può fregiarsi delle 5 Stelle, con emissioni veramente molto basse. Dotata di sonda lambda e di una speciale camera di combustione ad andamento vorticoso, permette combustione ottimale e abbattimento delle polveri già in questa fase. Può essere dotata di accensione automatica e ritardata, collegando un cavo al router ADSL di casa è monitorabile a distanza da tutti i dispositivi.

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In questa categoria troviamo anche Schmid Novatronic per legna lunga fino a mezzo metro, ha potenze di 30, 40, 45, 55 kW con modulazione e un sistema di caricamento della legna superiore ed estremamente comodo. È dotata di sonda lambda e di un’ampia camera di caricamento legna, che permette una combustione ottimale e un lungo intervallo fra una carica e l’altra. Schmid Novatronic è disponibile anche per legna lunga fino a un metro, con potenze di 60 o 80 kW con modulazione e un sistema di caricamento della legna superiore ed estremamente comodo. È dotata di sonda lambda e di un’ampia camera di caricamento legna, che permette una combustione ottimale e un lungo intervallo fra una carica e l’altra. Può essere dotata di accensione automatica e ritardata, collegando un cavo al router ADSL di casa è monitorabile a distanza da tutti i dispositivi.

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Caldaia a pellet

Se i requisiti precedentemente descritti per l'installazione di una caldaia a legna non ti mettono nella condizioni ideale, non scoraggiarti. Puoi sempre optare per il pellet, prodotto con segatura pressata proveniente al 100% da residui di legno naturale, è venduto in sacchi da 15 kg, facilmente reperibili nei negozi per il fai-da-te o anche nei supermercati.

In ambito residenziale la caldaia a pellet è spesso la scelta privilegiata.

 

Per la produzione di pellet vengono utilizzati al 100% residui di legno naturale in conformità alla normativa ENplus o EN ISO 17225-2. Questo materiale combustibile è confezionato in grandi quantità sotto forma di trucioli o segatura, in quanto prodotto di scarto dell'industria di lavorazione del legno. Questi residui di legno a grana fine vengono compressi ad alta pressione e formati in pellet, cioè pressati in una forma cilindrica. La materia prima viene poi fatta essiccare.

Per garantire una corretta ed efficiente combustione è necessario conservare il prodotto in un luogo perfettamente asciutto. Il pellet è disponibile in appositi imballaggi (generalmente da 15 kg) oppure sfuso, trasportato in autobotti e, attraverso un sistema di tubi, soffiato nei depositi di stoccaggio.

Se si opta per una sostituzione completa di un impianto a gasolio con uno a biomassa, la cisterna, dove in precedenza si conservava il gasolio per il riscaldamento, rappresenta una soluzione perfetta come luogo di stoccaggio del pellet.

Caldaia a pellet e risparmio con numeri alla mano. > Leggi il nostro approfondimento 

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In commercio esistono diversi tipi di pellet (abete, acero, betulla, faggio, pioppo, pino, ecc) e il costo del prodotto dipende sia dalla sua provenienza sia dalla sua qualità, restando comunque sempre più economico rispetto a gas metano, gpl o gasolio. Inoltre, ha un altro rendimento e un elevato potere calorifico.

Pellet e potere calorifico. Tutto quello che devi sapere lo trovi all'interno dell'articolo dedicato. > Leggi l'approfondimento

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Esiste comunque uno standard che assicura il livello di qualità del pellet, che si chiama EN PLUS. Esso rappresenta una serie di controlli volti a certificare tutto il percorso del pellet, dalla produzione fino al consumatore finale, e contempla tre classi di qualità:

  • A1, la cui caratteristica è che non deve superare lo 0,7% di residuo di ceneri
  • A2 non deve superare il 1,5% di residuo di ceneri
  • B, che riguarda solo i grandi impianti o le caldaie di medie e grandi dimensioni, non deve superare il 3,5% di residuo di ceneri
Come identificare il pellet migliore? Scoprilo in questo articolo > Qual è il pellet migliore per la tua stufa o caldaia?

Oltre alla qualità, un altro aspetto chiave è l'umidità (contenuto d'acqua). La presenza di acqua nel legno riduce di parecchio il suo potere calorifico, quindi la capacità di combustione. Affinché il potere calorifico del pellet si mantenga stabile ed offra un ottima resa nelle nostre caldaie, è necessario che il tasso di umidità del prodotto non sia superiore al 10-12% e che non si abbassi al di sotto dell'8%, per non creare lo sbriciolamento dei "cilindretti".

Su ogni sacco di pellet deve essere sempre indicato il valore del potere calorifico, così come il tasso di umidità. Tutti valori utili a determinare il livello di qualità.

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Qualsiasi sia la variante scelta, assicurati sempre di acquistare pellet di qualità per garantire alla tua caldaia il massimo rendimento. 

Caldaia a pellet: esempi di installazione di successo > Leggi l'approfondimento

Per chi guarda al futuro e valuta il riscaldamento a pellet, il combustibile più economico ed ecologico del mercato, tra le nuove caldaie a pellet automatiche ed efficienti può trovare Vitoligno 200-C di Viessmann (disponibile da autunno 2022 e visibile a MCE Expocomfort, fiera di Milano dal 28 giugno al 1 luglio).
Vitoligno 200-C è una nuova caldaia a pellet pratica, facile e comoda da caricare, disponibile con potenze di 15, 25 e 30 kW. Il serbatoio pellet integrato ha la capacità di ben 150 kg, per un tempo di autonomia da 1 a 2 settimane. Viene comodamente riempito dall'alto in modo manuale attraverso un pratico coperchio con chiusura a pistone, oppure è disponibile anche un sistema di aspirazione da applicare posteriormente al serbatoio, per prelevare il pellet da depositi distanti o anche da cisterne interrate per pellet, per ogni necessità immediata o futura. Sarà disponibile anche un controllo a distanza tramite App dedicata.

Vitoligno 200-C è il giusto compromesso fra qualità e prezzo, con eccellenti qualità tecniche, come regolazione della combustione con sonda lambda e sistema di pulizia automatica. Guarda al futuro perché utilizza il combustibile più economico e ecologico del mercato, il pellet. che ha sempre dimostrato stabilità di prezzi e convenienza rispetto ai combustibili fossili tradizionali (gas metano, GPL, gasolio).

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Caldaia a cippato o pellet

All'interno della macrocategoria delle caldaie automatiche a cippato o pellet, troviamo il modello UTSD. Questa caldaia utilizza come combustibile anche il cippato di legno, derivato da lavorazione meccanica di residui di legno. Il cippato viene stoccato all'esterno della caldaia in depositi costruiti appositamente con carico dall'alto tramite camion.

Lo sapevi? Con le caldaie a cippato puoi risparmiare il doppio! > Leggi l'approfondimento

Il costo della materia prima è contenuto e trova larga applicazione nei sistemi di riscaldamento, sia in campo residenziale che industriale, con una richiesta termica media o elevata.

Le moderne caldaie a cippato e pellet, completamente automatiche e dotate di dispositivi di controllo e di sicurezza, sono affidabili, efficienti e sicure. Tra le soluzioni che propone Viessmann troviamo la caldaia a pellet o cippato UTSD di Schmid, con potenze che vanno da 35 kW a 360 kW. Questa caldaia garantisce un funzionamento pulito, ecologico ed economico ed è adatta per l'utilizzo in una casa singola di grandi dimensioni o in un edificio plurifamiliare, così come per utenze commerciali e industriali. Allo stesso modo si presta benissimo alle funzioni per le piccole reti di teleriscaldamento.

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Qual è la caldaia a pellet o legna più adatta a te?

Quando si sceglie una caldaia a biomassa, sia essa alimentata con pellet, cippato o pezzi di legna, è importante valutarne la potenza in base all'uso, alla zona climatica e al tipo di abitazione in cui dovrà essere installata.

Abiti in una zona boschiva e vivi a casa molte ore al giorno?

La caldaia a legna è ideale per tutti coloro che possono procurarsi con facilità questo combustibile e hanno a disposizione abbastanza spazio per il suo stoccaggio.

È sconveniente scegliere una caldaia a legna per il riscaldamento domestico se non si abita in zone dove la legna è facilmente reperibile. Oltre al prezzo della materia prima, si sommano il prezzo del trasporto e la conseguente emissione di CO2 del mezzo che trasporta il carico, diminuendo sia il risparmio sia la sostenibilità ambientale della risorsa.

La convenienza di questo generatore si misura anche dalla tua presenza in casa. Una caldaia a legna ha bisogno di essere caricata manualmente, quando finisce il combustibile, solitamente nel periodo più freddo una o due volte al giorno. Se tu, invece, ti trovi fuori casa per lavoro gran parte del giorno e non hai modo di ricaricare il serbatoio, rischi di non trovare una casa calda e accogliente al tuo ritorno, perché l’impianto nel frattempo ha diminuito la temperatura di funzionamento.

Abiti in città o lontano da aree montuose e sei spesso fuori casa?

Al contrario della legna, il pellet è una risorsa facilmente reperibile. Lo trovi dal ferramenta, nei negozi di attrezzature edili e anche al supermercato. Inoltre, viene fornito anche con camion dedicati, per chi ha depositi o cisterne interrate.
Lo puoi acquistare in sacchi da 15 kg e il costo varia in base alla provenienza geografica e alla qualità del legno utilizzato per produrlo. In media il prezzo di un sacco di pellet è di circa 4,50 euro, molto più economico (a parità di calore ottenibile) rispetto ai costi di metano e gasolio. Inoltre, questo combustibile naturale ha un alto rendimento e un elevato potere calorifico che ti assicurano sempre un caldo tepore in casa. 

Va comunque fatto presente che l’installazione di una caldaia a biomassa non comporta alcun cambiamento all'impianto di riscaldamento in uso, altra ragione per cui sostituire la vecchia caldaia con una nuova a pellet o a legna è molto più semplice di quanto si pensi.

Prima di scegliere il generatore da installare in casa, devi valutare:

  • Volumi da riscaldare - Con un generatore ad alto rendimento ti assicuri un minor consumo di combustibile, quindi un risparmio sui costi in bolletta
  • Preferenza per caricamento manuale o automatico del combustibile - Le caldaie a pellet più all’avanguardia permettono entrambe le funzionalità
  • Solo riscaldamento o anche produzione di acqua calda sanitaria - Scegliere un generatore a biomassa a cui sia possibile abbinare un bollitore per l’acqua sanitaria permette di soddisfare entrambe le esigenze
  • Spazio sufficiente per stoccare il combustibile - A seconda della tipologia di biomassa che scegli, devi poter disporre di uno spazio dedicato per immagazzinare i sacchi di pellet o i ciocchi di legna
  • Presenza di altri sistemi di riscaldamento in casa (ad esempio pannelli solari termici, fotovoltaico o pompa di calore) - Assicurati che il generatore a biomassa possa integrarsi facilmente a essi, per garantire una buona interazione tra tutti i dispositivi. Per fare ciò affidati a un’azienda capace di fornirti tutti i componenti e l’assistenza necessaria per il “sistema energetico”

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GUIDA ALLA CALDAIA A PELLET O LEGNA

Riscaldamento tradizionale con fonti fossili o con biomasse: il confronto

Hai una caldaia a gas o a gasolio, non particolarmente recente? Come fare a capire quando è il momento di sostituirla?

 I consumi in bolletta potrebbero essere una variabile da prendere in seria considerazione. Se ogni mese ricevi bollette salate potrebbe essere arrivata l’ora di passare a una tecnologia più conveniente, oltre che più performante. Le biomasse potrebbero essere una valida alternativa.

Analizzando l'aspetto economico, un sacco da 15 kg di pellet di ottima qualità costa in media 4,50 € quindi 0,30 centesimi al kg. In proporzione, per produrre l’energia di un litro di gasolio la spesa sostenuta sarà di circa 0,60 centesimi, mentre il costo originale di 1 lt di gasolio per riscaldamento è di 1,313 Euro*
*(prezzi aggiornati al 11/11/2019 fonte: Rilevazione Settimanale del Ministero dello Sviluppo Economico)

Dalle tabelle sulle Equivalenze Energetiche e Volumetriche sappiamo che:

  • 1 litro di gasolio produce 10 kWh di energia
  • 1 litro di gasolio è circa 1 mc di gas metano, quindi 2,1 kg pellet oppure 2,5 kg legna secca / cippato secco

Quindi, con un generatore a combustibile fossile (gasolio) spendi 1,313 € per 10 kWh, mentre con un impianto a biomassa (caldaia a pellet) il costo per 10 kWh di calore è di soli 0,60 €. Con un paragone ancora più semplice, con 1€ in denaro acquisti 7,76 kWh di energia (gasolio), oppure 16,6 kWh (con pellet).

Ciò significa che il pellet ti garantisce un risparmio economico superiore al 50%, assicurandoti lo stesso comfort abitativo che avresti con un generatore tradizionale.

Inoltre il pellet, oltre a essere più economico, è anche più facile da reperire e, per chi ha la disponibilità di un deposito vicino all’ambiente in cui è installata la caldaia, la consegna del pellet può anche avvenire a domicilio grazie ad autocisterne con tubo flessibile, come avviene per la consegna del  gasolio e del GPL presso le abitazioni in cui non arriva la copertura del gas metano.

E con una caldaia alimentata a cippato, invece, a parità di energia e calore fornito, è possibile risparmiare ancora di più, fino al 70% rispetto al gasolio e fino al 60% rispetto al metano. Questo perché il prezzo dei combustibili fossili è in continuo aumento mentre le tecnologie rinnovabili, come la legna, risultano sempre più convenienti.

Lo dimostrano anche le Equivalenze Energetiche e Volumetriche:

  • 1 m3 metano produce 10 kWh 
  • 1 lt di gasolio produce 10 kWh 
  • 1,5 lt di GPL produce 10 kWh
Accanto a questo possiamo aggiungere che:
  • 1 lt gasolio = 2,1 kg di pellet 
  • 1 lt gasolio = 2,5 kg di cippato secco (3,5 kg di cippato, perché molto spesso è umido)
  • 1 lt GPL = 3,2 kg di pellet
  • 1 lt GPL = 3,8 kg di cippato secco

Tuttavia, come abbiamo detto prima, la caldaia a cippato richiede spazi maggiori per lo stoccaggio della materia prima e si rivela davvero conveniente solo se puoi procurarti facilmente il combustibile, senza dover farti carico anche dei costi di trasporto.

APPROFONDIMENTO

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GUIDA ALLA CALDAIA A PELLET O LEGNA

Caldaia a pellet o legna in abbinamento con diverse tecnologie: un sistema completo

Il risparmio energetico è come un gioco di squadra. Coibentazione, finestre con vetrocamera e impianto di riscaldamento efficiente sono certamente elementi chiave, ma ci sono anche altri elementi molto importanti da aggiungere nella valutazione:

  • Terminali di distribuzione (es. sistemi radianti)
  • Trattamento dell‘aria interno, con un sistema di ventilazione meccanica controllata - VMC
  • Trattamento dell‘acqua, con un addolcitore
  • Impianto fotovoltaico (con o senza sistema di accumulo e colonnina di ricarica auto elettrica)
  • Impianto solare termico

SISTEMI RADIANTI (IMPIANTO DI RISCALDAMENTO A PAVIMENTO)

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Come abbiamo visto nei capitoli precedenti, una caldaia a pellet o legna è un generatore di calore particolarmente efficiente e conveniente, soprattutto quando lavora su impianti a bassa temperatura. Ecco perché è l’ideale da abbinare a un impianto di riscaldamento a pavimento, dove è sufficiente impostare la temperatura dell’acqua che scorre nei tubi a 30-40°C.

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Abbinando caldaia a biomassa e pavimento radiante puoi, quindi, contare su un riscaldamento uniforme in tutta la casa e su una soluzione green, che ti permette di fare del bene all'ambiente e risparmiare sui costi energetici. Nel caso di ristrutturazioni, la posa dei pannelli può avvenire anche sopra pavimenti esistenti, utilizzando prodotti a spessore ridotto (come i pannelli Viessmann Vitoset spessi solamente 17 mm).

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SISTEMA DI VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA (VMC)

Un sistema di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore assicura un costante ricambio dell‘aria e la regolazione dell‘umidità esistente in inverno, impedendo così la formazione di muffe e assicurando un elevato livello di qualità dell‘aria negli ambienti. Inoltre, grazie a uno scambiatore inserito tra i due flussi d‘aria è possibile un recupero di calore fino al 95%!

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Tra i prodotti Viessmann è possibile scegliere:

  • Sistemi di ventilazione meccanica controllata decentralizzata a parete Energyvent 150-D, dotato di un ricambio automatico dell‘aria che, grazie alla presenza di un doppio filtro combinato, elimina pollini e polveri dall‘aria esterna, oppure Vitovent 100-D;
  • Sistemi di ventilazione meccanica centralizzata, come il nuovo Vitoair, dotati di scambiatore entalpico, che riesce a recuperare, oltre al calore, anche l‘umidità interna, assicurando un comfort elevato e un generale senso di benessere

Guida alla ventilazione meccanica controllata > Clicca qui

ADDOLCITORE ACQUA

Nel momento in cui si ristruttura casa e ci si prepara a realizzare un nuovo impianto di riscaldamento o integrare quello esistente, sarebbe opportuno dotarsi anche di addolcitori d‘acqua. L‘installazione di un addolcitore è importante perché elimina il calcare contenuto nell‘acqua, quindi aiuta a proteggere l’impianto, assicurando lunga vita alla caldaia e a tutti gli elettrodomestici che funzionano con l’acqua.

Addolcitore d'acqua: cos'è e perché è importante installarlo in casa. > Leggi l'approfondimento

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Gli addolcitori monoblocco della serie VS di Viessmann sono, ad esempio, soluzioni applicabili per l’utenza residenziale che va dal singolo appartamento fino alla villa bifamiliare, grazie alle quattro taglie disponibili con bombole di resina di differenti dimensioni. Il funzionamento è estremamente efficiente, data la presenza di un’elettronica di tipo auto-adattivo, che adatta il numero e il tipo di rigenerazione al funzionamento effettivo dell’addolcitore e minimizza così i consumi di acqua e di sale (il processo di rigenerazione permette di rigenerare solo le resine davvero esaurite, riducendo il consumo di acqua e sale fino al 50% rispetto ad altri addolcitori).

IMPIANTO FOTOVOLTAICO

Se integri nell’impianto domestico i pannelli fotovoltaici, hai un sistema di riscaldamento ancora più rinnovabile e gratuito!

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Interfacciando il fotovoltaico con il generatore puoi sfruttare l’elettricità autoprodotta dai moduli posati sul tetto per far funzionare gli elettrodomestici di casa e le utente elettriche, tagliando così anche la bolletta dell’energia, oltre a quella del gas. E se all'impianto fotovoltaico ci abbini anche le batterie per l’accumulo, puoi immagazzinare l’elettricità non immediatamente utilizzata e sfruttarla quando realmente ti serve, ad esempio di sera o di notte, oppure per ricaricare l‘auto durante la sosta in garage.

Sempre più spesso di parla di fotovoltaico abbinato a sistemi di accumulo. Ma perché questa soluzione è così conveniente? > Scopri tutti i dettagli nell'approfondimento

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IMPIANTO SOLARE TERMICO

Per contribuire alla produzione di acqua calda sanitaria ad alta temperatura è possibile valutare anche l’installazione di pannelli solari termici. Un supporto particolarmente utile nei mesi estivi quando la pompa di calore può dedicarsi al raffrescamento degli ambienti. In più, si può ottenere acqua calda sanitaria gratis per tutta l‘estate. Esistono due tipi di pannelli:

 
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GUIDA ALLA CALDAIA A PELLET O LEGNA

Costo caldaia a pellet o legna: detrazioni fiscali e incentivi all'acquisto

Iniziamo subito a dire che è impossibile definire a priori il prezzo di una caldaia a pellet o a legna, poiché sono molti i fattori che influenzano l’ammontare dell’investimento, primo fra tutti la potenza termica.

Quando si vuole installare una nuova caldaia o pompa di calore (anche ibrida), il primo passo è calcolare la potenza termica necessaria. > Leggi il nostro approfondimento

In base alla superficie totale da riscaldare e al grado di comfort che vuoi ottenere bisognerà scegliere il generatore con la potenza adeguata. Per un appartamento di 90 mq, ad esempio, può essere consigliato optare per una caldaia a pellet Vitoligno 300-C da 12 kW, ma le caratteristiche dell'abitazione, come la capacità del bollitore necessario per le esigenze sanitarie, possono modificarne il valore. Per questo è sempre opportuno valutare la soluzione ottimale attraverso un sopralluogo!

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Restando sempre nel caso delle caldaie a pellet, ad esempio, ci sono alcune caratteristiche tecniche qualitative della macchina che possono contribuire ad alzarne i prezzi: 

  • tipo di caricamento pellet (manuale o automatico)
  • completa automazione della pulizia della camera di combustione e dello svuotamento ceneri
  • possibilità di gestire la caldaia a distanza, tramite smartphone e tablet
  • integrazione con un impianto solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria
  • dimensioni compatte e la facilità di installazione 

Oltre al costo del generatore in sé, anche la scelta del tipo di pellet ha un peso rilevante sulle spese di gestione. Come trattato nei precedenti capitoli, la provenienza, la materia prima utilizzata, le dimensioni e la percentuale di umidità sono solo alcuni degli aspetti da non sottovalutare.

In generale non c’è molta differenza tra il prezzo di una caldaia a legna rispetto a una caldaia a pellet. In base al tipo di combustibile cambia la struttura interna del generatore, tuttavia sostituire la vecchia caldaia con un modello a biomassa non comporta grandi modifiche al sistema di riscaldamento domestico e, a parte il costo vivo per acquistare il generatore, non ci sono grosse spese da affrontare per i lavori di installazione.

Nel prezzo complessivo dell'impianto va considerato anche l’accumulo sanitario per produrre acqua calda sanitaria (ACS) con la caldaia a pellet o legna. 

Le migliori caldaie a biomassa si integrano facilmente nell’impianto esistente e possono essere abbinate a un bollitore per la produzione di acqua calda. 

Il suggerimento che ci sentiamo di condividerti è che l’investimento migliore non è quello che puoi fare con la caldaia che costa meno, ma quello che ti assicura un generatore performante, progettato appositamente sulla base delle tue esigenze. Ecco perché, nel momento in cui devi scegliere la caldaia a biomassa, devi controllare:

  • La classe energetica, che sia elevata. Anche i generatori a biomassa sono dotati di un’etichetta dove sono riportati i dati tecnici sul prodotto e le informazioni sul grado di efficienza energetica.
  • La potenza dell’impianto, che va dimensionata sulla base delle tue esigenze e delle caratteristiche dell’abitazione (spessore e materiali con cui è realizzato l’involucro edilizio, tipologia di serramenti presenti, quantità di superfici esposte all’esterno, orientamento della casa e volumetria). Sovradimensionare il generatore è una scelta estremamente controproducente.
  • L’installazione a regola d’arte, per assicurarti un lavoro impeccabile sotto tutti i punti di vista. Solo i tecnici abilitati possono rilasciarti la certificazione di fine lavori e garantirti un impianto sicuro, di qualità e performante.

Tutte queste voci influiscono sul prezzo finale, ma non preoccuparti. Primo, perché funzionalità e tecnologia sono voci che incidono sulla qualità dell’investimento sul lungo periodo. Secondo, perché grazie alle detrazioni fiscali e agli incentivi è possibile recuperare una quota importante del tuo investimento.

Installare una caldaia a biomassa, infatti, contribuisce ad aumentare l’efficienza e il risparmio energetico della tua abitazione. Per questo lo Stato ha deciso di incentivare questo tipo di interventi e sostenere la riqualificazione energetica con le biomasse attraverso tre diverse agevolazioni (non cumulabili tra loro):

  • Detrazione fiscale 50% - Ecobonus per interventi di riqualificazione energetica
  • Detrazione fiscale 50%  - Bonus Ristrutturazioni o Bonus Casa per interventi di ristrutturazione edilizia
  • Conto Termico, che prevede un rimborso direttamente sul conto corrente in 2 o 5 anni, fino al 65% della somma spesa
  • Superbonus 110%, sia come intervento trainante sia trainato (caldaia con 5 stelle)

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Fatti consigliare dagli esperti la tipologia di bonus o sgravio fiscale che fa maggiormente al caso tuo, così da abbassare in modo considerevole l'investimento. Ti ricordiamo poi che, sia nel caso di 50% o 110%, l'agevolazione fiscale può essere trasformata in sconto immediato in fattura o cessione del credito.

Soprattutto l'inizio del 2022 non è stato particolarmente "semplice" in termini di detrazioni fiscali e modalità di applicazione, anche per gli stessi operatori del settore. Ecco un vademecum per orientarsi tra le agevolazioni fiscali 2022 dedicate alla ristrutturazione o alla casa, con scadenze e nuove condizioni per sconto in fattura e cessione del credito. > Leggi l'approfondimento

Ecobonus 50%

L’Ecobonus è una misura fiscale volta a incentivare gli interventi di efficientamento energetico della propria abitazione e premia esclusivamente le spese per lavori che garantiscono un reale risparmio energetico.

Nel caso della biomassa è previsto un rimborso, erogato in 10 anni tramite IRPEF, del 50% della spesa sostenuta per l’installazione di una caldaia a legna, pellet o cippato, fino a un massimo di 30.000 euro.

Fino al 31 dicembre 2024 (salvo proroghe) è possibile trasformare l'ammontare di detrazione beneficiata in "sconto immediato in fattura o cessione del credito", senza dover aspettare 10 anni! La quota rimanente può poi essere finanziata, sfruttando le soluzioni di credito al consumo che Viessmann propone grazie alle partnership siglate con Fiditalia e Deutsche Bank Easy.

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Bonus Ristrutturazioni

Se hai intenzione di ristrutturare casa puoi usufruire del Bonus Ristrutturazioni e recuperare, anche in questo caso, il 50% sulle spese del nuovo generatore a biomassa. Il rimborso avviene sempre in 10 anni, tramite IRPEF, ma a differenza dell’Ecobonus il tetto di spesa complessivo è più alto, fino a un massimo di 96.000 euro.

Anche in questo caso rimane valida la possibilità di richiedere lo sconto immediato in fattura pari al valore delle detrazioni fiscali.

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Conto Termico

Il Conto Termico 2.0 potenzia e semplifica il meccanismo di incentivazione già introdotto dal decreto 28/12/2012 che promuove gli interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Tra gli interventi incentivabili c’è anche la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale a biomassa, carbone o gasolio con generatori di biomassa, con alcune novità:

  • Per gli apparecchi domestici con potenza nominale inferiore ai 35 kW il GSE ha stilato una lista di modelli per i quali è possibile usufruire di una procedura semplificata per l’accesso agli incentivi.
  • Per potenze comprese tra 500 kW e 2 MW i criteri di ammissione al Conto Termico sono contenuti nell’allegato 1 schema D.M. Conto Termico 2.0
  • Nel caso di aziende agricole o imprese forestali non raggiunte dalla rete del metano è possibile sostituire anche i generatori termici a GPL, a condizione che le emissioni inquinanti del nuovo generatore rientrino nel coefficiente emissioni di 1,5.
  • Nel caso di serre all’interno di aziende agricole possono essere mantenute le caldaie a gasolio esistenti con funzione di generatore supplementare.

Inoltre, il rimborso del Nuovo Conto Termico è versato direttamente tramite bonifico su conto corrente dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), in rate annuali per 2 oppure 5 anni, a seconda della tipologia d'intervento.
Se l'ammontare complessivo dell'incentivo non supera i € 5.000, l'erogazione del rimborso avviene in un'unica rata.

Tuttavia, per poter accedere agli incentivi è necessario rispettare specifici requisiti tecnici:

  • Caldaie con potenza termica nominale ≤ 500 kW
  • Certificazione EN 303-5, Classe 5 rilasciata da un organismo accreditato
  • Rendimento termico utile non inferiore a Pn = 87 + log Pn , dove Pn è la potenza nominale dell’apparecchio
  • Obbligo di installazione di un accumulo termico dimensionato a seconda della tipologia di caldaia:
  • Per caldaie a carico manuale del combustibile (es. ciocchi di legna): calcolo volume accumulo secondo quanto previsto da normativa EN 303-5
  • Per caldaie a carico automatico del combustibile (es. caldaie a pellet con sistema ad aspirazione): prevedere un volume d’accumulo NON inferiore a 20 litri / kWt
  • Per caldaie a carico automatico a pellet: prevedere un volume di accumulo tale da garantire un’adeguata funzione di compensazione di carico per minimizzare le fasi di accensione e spegnimento della caldaia. Il volume di accumulo deve essere indicato dal costruttore o dal progettista
  • Il pellet utilizzato deve essere certificato ENplus in Classe A1 o A2
  • Le emissioni in atmosfera non devono essere superiori a quanto riportato nelle tabelle seguenti, e i relativi valori devono essere verificati da un organismo accreditato secondo normativa En 303-5 per le caldaie con potenza nominale ≤ 500 kW

La percentuale di rimborso può arrivare fino al 65% della spesa sostenuta e viene calcolata secondo una complessa formula matematica che tiene conto di:

  • Potenza nominale della caldaia
  • Zona climatica in cui vivi
  • Coefficiente di valorizzazione dell’energia termica prodotta (pari a 0,045 €/kWht per generatori con potenza inferiore o uguale a 35 kW e pari a 0,020 €/kWht per generatori con potenza superiore ai 35 kW)
  • Coefficiente premiante riferito alle emissioni di polveri sottili, che varia in base alla tipologia di caldaia installata (a pellet, legna o cippato).

Facciamo un esempio numerico.

Ipotizziamo tu voglia sostituire il vecchio generatore a gasolio con una caldaia a ciocchi di legna Vitoligno 150-S da 23 kW. 

In base ai calcoli citati sopra, potresti beneficiare di un contributo diverso, a seconda della zona climatica in cui risiedi, che verrebbe erogato in 2 anni (per le zone E ed F) oppure in un’unica soluzione, tramite bonifico bancario direttamente sul tuo conto corrente.
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Se, invece, le tue esigenze energetiche sono inferiori e, per comodità e caratteristiche del prodotto, decidi di optare per una caldaia a pellet Vitoligno 300-C da 8 kW, puoi ottenere un rimborso immediato perché l’ammontare complessivo del rimborso non supera i 5.000 euro.
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Hai già provato il nuovo tool online di Viessmann sul Conto Termico?  Scopri subito a quanto ammonta il tuo incentivo

Superbonus 110%

Una caldaia a biomassa alimentata a pellet o a legna può accedere direttamente al Superbonus 110% come intervento trainante, se è a 5 stelle e se l’abitazione si trova in aree con determinate caratteristiche. E basta da sola per fare il doppio salto di classe energetica.

Scoprilo in questo articolo gli approdonfimenti dedicati al tema >> Caldaia a biomassa e Superbonus? Sì, ma a determinate condizioni

 
Il Superbonus 110% è la a "regina" delle agevolazioni fiscali in quanto strumento che consente di riqualificare a costo zero case indipendenti e condomini (sempre che si effettui almeno un intervento trainante e che si ottenga il doppio salto di classe energetica dell’immobile). Il Superbonus è stato prorogato sia per i condomini sia per le case unifamiliari, ma con distinzioni importanti:
per i condomini e gli edifici composti da due a quattro unità immobiliari con unico proprietario o stessa comproprietà da più persone il Superbonus 110% è esteso in modo invariato fino al 31 dicembre 2023, ma dopo tale anno l’aliquota del 110% scenderà al 70% per le spese sostenute nel 2024 e al 65% per le spese sostenute nel 2025;
per gli edifici unifamiliari per beneficiarne è necessario completare il 30% dei lavori complessivi al 30 giugno 2022 e realizzare il 100% al 31 dicembre 2022.
 

Per accedere al Superbonus 110% bisogna rispettare alcuni requisiti stringenti:

  • Realizzazione di almeno uno degli interventi "trainanti"
  • Salto di due classi energetiche dell’edificio, certificato da due APE (Attestato di prestazione energetica), uno prima di effettuare i lavori e uno successivo, rilasciati da un tecnico abilitato nella forma della dichiarazione "asseverata". Se non è possibile il doppio salto di classe energetica (es. edificio in classe A3), bisogna ottenere la classe energetica più alta possibile (A4).

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    Tra gli interventi trainanti troviamo:
      • Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale in edifici unifamiliari o in unità abitative indipendenti situate in edifici plurifamiliari o su impianti centralizzati nei condomini, con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la produzione di acqua cada sanitaria adottando le seguenti tecnologie: caldaie a condensazione almeno in classe A, pompe di calore (comprese quelle con sonde geotermiche), impianti ibridi (pompa di calore + caldaia a condensazione), impianti di microcogenerazione o collettori solari termici, allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente o installazione di caldaie a biomassa almeno in classe 5 stelle, ma solo nelle aree non metanizzate nei comuni non interessati dalle procedure UE di infrazione
      • Isolamento termico sull’involucro edilizio (con materiali che rispettano, i “"criteri ambientali minimi" del dm dell’ambiente 11 ottobre 2017) che riguardi almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio;  l’isolamento può riguardare le pareti esterne (cappotto termico), i pavimenti, le coperture, le falde del tetto. Per le unità abitative con ingresso indipendente all’interno di edifici plurifamiliari il 25% si calcola sulla superficie disperdente della singola unità. Il limite di spesa è di 50.000 € per le abitazioni familiari o le villette a schiera, mentre per gli edifici con più unità immobiliari la spesa massima in detrazione varia in funzione del numero di unità immobiliari. I serramenti non sono inclusi in
        questa tipologia di intervento trainante
      • (solo se l‘impianto è autonomo) nel caso della pompa di calore, se l‘intervento trainante è rappresentato dall‘isolamento termico dell‘involucro edilizio", la sostituzione dell‘impianto di casa può rientrare tra la categoria di interventi "trainati", così come l‘installazione di impianti solari fotovoltaici, eventuali sistemi di accumulo e/o colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.

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GUIDA ALLA CALDAIA A PELLET O LEGNA

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