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15 settembre 2026  |  a cura di Giovanni Finarelli  |  condividi con

Errori pompa di calore: come evitare i 10 più comuni

15 settembre 2026
Pompe di Calore

Può succedere che dopo aver installato una pompa di calore ci si trovi a fare i conti con consumi più elevati del previsto, comfort non ottimale, disagio per il rumore. Questi problemi, però, non dipendono dalla tecnologia, ma da errori commessi nella fase di progettazione, scelta, installazione o utilizzo dell'impianto. Ecco come assicurarsi un riscaldamento a pompa di calore efficiente e affidabile evitando 10 errori tipici: una guida pratica completa per scegliere e i consigli per utilizzare correttamente il proprio impianto.

Indice:

  1. Scegliere una pompa di calore senza calcolare il fabbisogno termico

  2. Pensare che una pompa di calore più potente sia la scelta migliore

  3. Non verificare la compatibilità con l'impianto di riscaldamento esistente

  4. Trascurare l'isolamento dell'edificio

  5. Installare l'unità esterna in una posizione non idonea

  6. Dimensionare in modo errato il bollitore per l'acqua calda sanitaria

  7. Sottovalutare l'impianto elettrico dell'abitazione

  8. Utilizzare la pompa di calore con impostazioni non corrette

  9. Affidarsi a progettisti e installatori poco esperti

  10. Trascurare i controlli periodici

  11. FAQ - Domande frequenti

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Scegliere una pompa di calore senza calcolare il fabbisogno termico

Non basta conoscere i metri quadri di un’abitazione perindividuare la pompa di calore giusta in termini di potenza (kW termici). Meno che meno bisogna basarsi sulla potenza della vecchia caldaia, perché la tecnologia è completamente diversa.

Ogni edificio presenta caratteristiche differenti e da queste dipende il reale fabbisogno di energia termica: zona climatica, isolamento delle pareti e del tetto, qualità degli infissi, esposizione al sole, terminali di riscaldamento utilizzati, numero di occupanti e modalità di utilizzo incidono in modo significativo sul fabbisogno energetico.

Per un’abitazione di 150 mq, ad esempio, può essere indicata una pompa di calore da 8-10 kW se l’edificio ha in isolamento “medio”, ma ne basta una di potenza inferiore se la casa è nuova o riqualificata con cappotto termico.

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Perché è un problema? Una pompa di calore sottodimensionata potrebbe non riuscire a garantire il comfort desiderato nei giorni più freddi, costringendo a ricorrere a sistemi aggiuntivi.

Al contrario, una macchina sovradimensionata tenderà a lavorare con frequenti cicli di accensione e spegnimento, che sono fasi particolarmente energivore.

Come evitare questo errore? Prima della scelta bisogna affidarsi a un professionista termotecnico esperto che effettui il calcolo del fabbisogno termico dell'edificio e verifichi il corretto dimensionamento dell’impianto. È un investimento iniziale che consente di ottenere migliori prestazioni e consumi più contenuti per tutta la vita utile della pompa di calore.

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Pensare che una pompa di calore più potente sia la scelta migliore

Quando si acquista un generatore di calore è naturale pensare che una maggiore potenza rappresenti una garanzia di sicurezza sulle prestazioni. In realtà, con le pompe di calore il principio "più è grande, meglio è" non funziona.

Le pompe di calore aria acqua sono sono estremamente efficienti e ti permettono una climatizzazione completa degli ambienti domestici 365 giorni l'anno: riscaldamento, raffrescamento, produzione di acqua calda sanitaria.

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Hanno, insomma, tantissimi pro e davvero pochi svantaggi: non utilizzano combustibili fossili, sono sostenibili dal punto di vista ambientale (specialmente se il fluido refrigerante è di ultima generazione), sono caratterizzate da un rendimento altissimo e sono disponibili in tante tipologie e taglie per tutte le esigenze (nel catalogo di pompe di calore Viessmann vi sono soluzioni indicate per un appartamento in condominio, per una villetta unifamiliare così come per edifici condominiali e commerciali).

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Per sfruttare davvero i vantaggi della tecnologia, però, è necessario che il sistema sia correttamente dimensionato in termini di potenza.

Una macchina eccessivamente potente rispetto alle esigenze raggiunge rapidamente la temperatura richiesta e si spegne dopo pochi minuti. Poco dopo riparte nuovamente, ripetendo continuamente questo ciclo. Questo fenomeno, noto come short cycling (in italiano si dice “pendolamento”), non fa che rendere meno efficiente il funzionamento delle pompe di calore.

Perché è un problema? Le continue accensioni e gli spegnimenti comportano:

  • maggiori consumi elettrici;
  • rendimento stagionale inferiore;
  • maggiore usura del compressore;
  • minore durata dell'impianto.

Le moderne pompe di calore dotate di inverter sono progettate per modulare la potenza in funzione delle reali esigenze dell'edificio. Per sfruttare questa caratteristica è fondamentale scegliere una macchina correttamente dimensionata.

Come evitare questo errore? La potenza deve essere definita sulla base del progetto termotecnico e delle prestazioni della macchina nelle reali condizioni climatiche di utilizzo, non seguendo criteri empirici.

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Non verificare la compatibilità con l'impianto di riscaldamento esistente

Una pompa di calore fa parte di un impianto composto anche dai terminali che emettono il calore: radiatori o termosifoni, pannelli radianti, ventilconvettori o fan coil.

Per riscaldare casa, i terminali lavorano con temperature dell’acqua differenti e prima di scegliere il generatore di calore è indispensabile verificare che sia compatibile con l'intero impianto.

Le pompe di calore raggiungono i migliori livelli di efficienza quando producono acqua di mandata a temperature basse. Per questo motivo sono particolarmente adatte ai pannelli radianti a pavimento e ai ventilconvettori che riescono a riscaldare con temperature dell’acqua, rispettivamente di 30-35 °C e di 40-45 °C.

Anche molti impianti con radiatori possono funzionare efficacemente con una pompa di calore, come ad esempio la nuova Vitocal 200-A intelligen energy di Viessmann, in particolare con quelle ad alta temperatura che raggiungono i 70 °C, ma è necessario verificare il loro dimensionamento (ad esempio il numero degli elementi di ciascun termosifone) e la temperatura di mandata richiesta.

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Perché è un problema? Se la casa è vecchia e dotata dei radiatori tradizionali, l'impianto richiede temperature molto elevate e una pompa di calore “tradizionale” a bassa temperatura non è in grado di riscaldare adeguatamente. Inoltre, la pompa di calore è costretta a lavorare in condizioni meno favorevoli, con conseguente riduzione dell'efficienza e aumento dei consumi.

Come evitare questo errore? Prima di decidere se installare una pompa di calore e, soprattutto, quale modello scegliere, è necessario verificare la tipologia dei terminali presenti e la temperatura di mandata necessaria. Insieme al tecnico sarà poi possibile valutare piccoli interventi di adeguamento oppure, se si è disposti a una spesa aggiuntiva, alla sostituzione dei terminali. In alcuni casi, sostituire alcuni radiatori con elementi di maggiore superficie può essere una soluzione efficace per consentire di utilizzare una temperatura di mandata più bassa.

Una corretta valutazione preliminare consente spesso di ottenere ottimi risultati anche negli edifici esistenti, evitando lavori più invasivi del necessario.

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Trascurare l'isolamento dell'edificio

Concentrarsi solo sulla sostituzione del generatore di calore non è una scelta corretta, perché l’efficienza complessiva dipende in misura consistente dalle caratteristiche dell’abitazione, come il suolivello di isolamento termico.

Perché è un problema? Una casa poco isolata disperde più calore attraverso pareti, copertura, serramenti e ponti termici. Di conseguenza, anche se una pompa di calore è in classe energetica A+++ che vanta “sulla carta” le migliori prestazioni, dovrà comunque lavorare di più e più a lungo per mantenere la temperatura interna costante, facendo aumentare i consumi elettrici.

Questo non significa che una pompa di calore possa essere installata solo in edifici di nuova costruzione o coibentati con cappotto termico (Installazione pompa di calore in vecchi edifici. Sì o no?), ma è importante valutare eventuali interventi migliorativi per ottenere il massimo risparmio.

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Come evitare questo errore? Per ridurre il fabbisogno termico dell’abitazione si possono considerare interventi come l'isolamento del sottotetto o la sostituzione dei vecchi serramenti, così da ottenere il massimo risparmio dalla pompa di calore. La riduzione del fabbisogno termico permette anche di installare un modello di potenza inferiore (quindi anche meno costoso.

Vuoi farti un’idea del risparmio energetico aggiuntivo che puoi ottenere effettuando anche interventi che migliorano le prestazioni dell’edificio? Prova il Check Energetico Viessmann, che in pochi minuti ti permette scoprire la classe energetica della tua abitazione e di individuare la soluzione e gli interventi più adatti alle tue esigenze.

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Installare l'unità esterna in una posizione non idonea

L'unità esterna è il componente che consente alla pompa di calore aria acqua di prelevare energia termica dall'aria ambiente. Per funzionare correttamente deve poter aspirare ed espellere l'aria senza ostacoli. L’unità esterna, però, è anche quella che ospita i componenti più rumorosi del sistema: compressore e ventilatore. La scelta della posizione deve tenere conto di entrambi questi aspetti.

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Tra gli errori più comuni vi sono l’installazione in spazi troppo ristretti (come cavedi, chiostrini), o vicino alle finestre delle camere da letto.

Perché è un problema? Una collocazione sbagliata può ridurre lo scambio termico con l’aria esterna e compromettere le prestazioni dell'impianto, oppure causare disagi ai proprietari di casa o disturbare i vicini a causa della rumorosità. Inoltre, non bisogna dimenticare che una posizione “scomoda” rende più difficili le operazioni di manutenzione.

Come evitare questo errore? Il posizionamento deve essere studiato già in fase progettuale, considerando gli spazi necessari per la corretta circolazione dell'aria e la distanza da finestre e proprietà confinanti (almeno 3-4 metri).

Dimensionare in modo errato il bollitore per l'acqua calda sanitaria

La pompa di calore aria acqua viene utilizzata anche per produrre acqua calda sanitaria (ACS). A differenza di una caldaia, che riscalda l’acqua in modo istantaneo, il sistema la riscalda durante il funzionamento e la accumula in un boiler: il suo corretto dimensionamento è fondamentale.

Perché è un problema? Un bollitore piccolo rispetto alle esigenze può causare un’insufficiente disponibilità di acqua calda nei momenti di maggiore richiesta, tempi di attesa più lunghi per il ripristino della temperatura e in generale un funzionamento meno efficiente del sistema.

Al contrario, un accumulo più grande del necessario viene mantenuto costantemente in temperatura anche se non è necessario, causando sprechi energetici.

Come evitare questo errore? Il dimensionamento del bollitore deve essere effettuato considerando il numero di persone presenti in casa, la frequenza di utilizzo della doccia, l’abitudine o meno di utilizzare la vasca da bagno, la contemporaneità dei consumi tra più persone.

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Sottovalutare l'impianto elettrico dell'abitazione

Se si utilizza l’elettricità solo per il funzionamento degli elettrodomestici di casa, un contatore da 3 kW che rappresenta lo standard per le abitazioni italiane, è sufficiente per supportare tutte le utenze. Ma con l’installazione di una pompa di calore la situazione cambia, perché una macchina residenziale standard può assorbire in media 2-3 kW di potenza durante il funzionamento.

Perché è un problema? Con una potenza al contatore insufficiente può succedere che “salti” la corrente nel momento in cui si avvia un altro elettrodomestico. In ogni caso, comporta forti limitazioni nell'utilizzo contemporaneo di più apparecchi, quindi una penalizzazione del comfort domestico.

Come evitare questo errore? È importante verificare la potenza al contatore disponibile da contratto e valutare tutti i carichi presenti in casa oltre, eventualmente, alle dotazioni elettriche future (ad esempio se si pensa di sostituire i fornelli a gas con il piano a induzione). Con un contatore da 6 kW si potrà stare ragionevolmente tranquilli.

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Utilizzare la pompa di calore con impostazioni non corrette

Una pompa di calore richiede una gestione diversa rispetto a una tradizionale caldaia. Un errore che si può fare è relativo alla temperatura dell’acqua di mandata impostata. Non bisogna impostare, ad esempio, 60 °C perché si era abituati alla vecchia caldaia, perché una pompa di calore che lavora in modo continuativo può garantire il comfort domestico anche con temperature di mandata più basse: più ore di lavoro a temperatura inferiore si traducono in maggiore comfort e maggiore efficienza.

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Un altro errore è impostare il termostato a fasce orarie facendo spegnere e riaccendere spesso l'impianto. Le pompe di calore moderne sono dotate di tecnologia inverter e sono progettate per lavorare in modo modulante, adattando continuamente la potenza alle reali esigenze di riscaldamento.

Perché è un problema? Una temperatura di mandata troppo alta non migliora il comfort domestico, ma fa solo lievitare i consumi. Una normale pompa di calore riesce a raggiungere 60 °C, ma deve lavorare con un salto termico maggiore e con un rendimento inferiore rispetto a una gestione ottimizzata a bassa temperatura.

Impostazioni non corrette al termostato, con frequenti on-off, possono invece determinare una riduzione dell’efficienza stagionale della macchina (è lo SCOP, Seasonal Coefficient of performance), facendo aumentare i consumi elettrici.

Come evitare questo errore? Bisogna evitare continue modifiche manuali delle impostazioni e lasciare funzionare la pompa di calore in modo continuo e modulante. L’impostazione della temperatura di mandata corretta spetta al progettista e oggi la prassi migliore è quella di affidarsi ai sistemi di termoregolazione evoluta che, in base a una specifica “curva climatica”, adattano automaticamente la temperatura dell'acqua alle condizioni di temperatura esterne.

Affidarsi a progettisti e installatori poco esperti

Anche la migliore pompa di calore può offrire prestazioni deludenti se l’impianto non è progettato bene e l’installazione non è fatta a “regola d’arte”.

La diffusione di questa tecnologia ha portato molti operatori ad avvicinarsi al settore, ma la scelta e l'installazione di una pompa di calore richiedono competenze specifiche che spaziano dalla termotecnica all'idraulica, fino agli aspetti elettrici e alla regolazione dei sistemi di controllo.

Un impianto progettato con attenzione e “su misura” garantisce non solo il corretto funzionamento iniziale, ma anche consumi più contenuti e maggiore affidabilità nel tempo.

Perché è un problema? Una progettazione approssimativa spesso determina un dimensionamento non corretto del sistema, diminuendo il rendimento e il comfort e determinando consumi superiori rispetto alle aspettative. Molti problemi possono sorgere anche in fase di installazione, se i lavori non sono fatti da tecnici qualificati.

Come evitare questo errore? Affidarsi a professionisti esperti permette di ottenere un progetto termotecnico dettagliato, un preventivo certo e una simulazione dei consumi reali, perché l’impianto sarà effettivamente quello su misura per la tua casa. Puoi trovare il tuo progettista di fiducia accedendo alla rete dei Viessmann Professional Network.

L’installatore, da parte propria, deve attenersi scrupolosamente alle indicazioni del costruttore e del progettista e deve seguire con attenzione la messa in servizio che consente ottimizzare i parametri di funzionamento. Alla fine dell’installazione, l’installatore deve consegnare il libretto d’impianto.

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Trascurare i controlli periodici

Le pompe di calore per il riscaldamento invernale devono essere sottoposte per legge, esattamente come le caldaie, alla manutenzione ordinaria.

La manutenzione deve essere effettuata con le scadenze indicate dal produttore o dall’installatore del sistema, generalmente si tratta di un controllo ogni anno o ogni 2 anni.

Per le pompe di calore con potenza superiore ai 12 kW, inoltre, deve essere fatto un ulteriore controllo di efficienza energetica ogni 4 anni.

Perché è un problema? La mancanza di manutenzione può provocare la riduzione delle prestazioni nel tempo con un progressivo aumento dei consumi, oltre al maggior rischio che si verifichino anomalie o guasti che si sarebbero potuti evitare.

Come evitare questo errore? La soluzione è quella di prevedere controlli periodici dell’impianto, magari affidandosi a un programma di assistenza programmata. Durante questi controlli viene effettuata la pulizia di tutti i componenti principali e vengono verificati i parametri di funzionamento. Un consiglio è quello di rivolgersi a personale qualificato con esperienza sulle pompe di calore del produttore specifico.

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FAQ – Domande frequenti sulle pompe di calore

1. È possibile installare una pompa di calore in una casa con termosifoni tradizionali?
Sì, nella maggior parte dei casi è possibile, soprattutto se si sceglie una pompa di calore ad alta temperatura che raggiunge i 70 °C. È comunque necessario valutare la temperatura di mandata necessaria e le caratteristiche dei radiatori.

2. Quanta potenza elettrica serve per utilizzare una pompa di calore?
Dipende dal modello installato e dagli altri apparecchi elettrici presenti in casa. Prima dell'installazione è consigliabile valutare se è opportuno richiederne un aumento della potenza disponibile al contatore. In molte abitazioni con pompa di calore un contatore da 6 kW rappresenta una soluzione più adeguata rispetto ai tradizionali 3 kW.

3. Conviene spegnere la pompa di calore quando non si è in casa?
Generalmente no. Le pompe di calore con tecnologia inverter raggiungono la massima efficienza quando mantengono una temperatura stabile modulando automaticamente la potenza. Spegnimenti e riaccensioni frequenti aumentano i consumi.

4. Dove è meglio installare l'unità esterna della pompa di calore?
L'unità esterna deve essere posizionata in uno spazio ben ventilato, libero da ostacoli che possano limitare il passaggio dell'aria. È inoltre consigliabile evitare l'installazione vicino alle finestre delle camere da letto o a ridosso delle proprietà confinanti, così da limitare eventuali disagi dovuti alla rumorosità.

5. Ogni quanto tempo bisogna fare la manutenzione della pompa di calore?
La manutenzione va eseguita secondo le indicazioni del produttore e dell'installatore, generalmente ogni uno o due anni. Per gli impianti con potenza superiore a 12 kW è previsto anche il controllo periodico dell'efficienza energetica. Una manutenzione regolare aiuta a mantenere elevata l'efficienza e prevenire eventuali guasti.

6. Come scegliere un installatore qualificato per una pompa di calore?
È consigliabile affidarsi a professionisti con conoscenza specifica nella progettazione e installazione delle pompe di calore. Un installatore qualificato è in grado di effettuare di eseguire una messa in servizio accurata, ottimizzare le regolazioni e fornire tutta la documentazione prevista, compreso il libretto d'impianto.

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